Cinema

Addio a Robert Duvall, il leggendario consigliere del “Padrino”

Indimenticabile nel ruolo del colonnello Kilgore di "Apocalypse Now" con la battuta: "Adoro l'odore del napalm al mattino"

(Middleburg, Virginia Usa)-Nato a San Diego in California, Duvall aveva conquistato la prima delle sue sette candidature agli Oscar nel 1973 per il film di Francis Ford Coppola sulla mafia nel cui cast era entrato già ultraquarantenne. Nel 1984 aveva vinto la più ambita statuetta di Hollywood come miglior attore per la sua performance nel western “Tender Mercies – Un Tenero Ringraziamento”. Il ruvido naturalismo del suo modo di recitare finì per definire lo stile di una generazione che includeva anche Robert De Niro, Dustin Hoffman e Gene Hackman in film come “Network – Quinto Potere” e “The Apostle – L’Apostolo” di cui Duvall curò anche la regia.Robert Duvall, morta la star de «Il Padrino»

Duvall non è mai stato famoso quanto De Niro, ma la sua capacità sobria, senza effetti, di calarsi completamente nei personaggi gli valse il rispetto sia dei colleghi sia della critica. In una lunga carriera trovò spazio anche per la tv con parti in “Lonesome Dove” e “Broken Trail” che gli sono valse cinque candidature agli Emmy e due statuette. Negli anni ’60 a New York Duvall divideva il suo tempo con altri attori in bolletta: uno era Hoffmann, l’altro Hackman.Il primo memorabile ruolo per il grande schermo fu l’inquietante Boo Radley nel 1962 in “Il Buio Oltre la siepe (To Kill a Mockingbird)”. Anche se la sua carriera faticò a decollare inizialmente, tra l’inizio e la metà degli anni ’70 Duvall trovò la sua dimensione, unendo una recitazione da caratterista fluida e naturale a occasionali, incisive incursioni in ruoli più centrali. Nel 1969 la prima collaborazione con il giovane Coppola nel dramma intimista “Un dollaro d’onore (The Rain People)”, e l’anno successivo ottenne il ruolo di Frank Burns nel “M.A.S.H” di Robert Altman.ROBERT DUVALL - Cinema in sala

Fu però solo con “Il Grande Santini (The Great Santini)”, in cui interpretava un padre fanfarone e militarista, che Duvall si affermò davvero come protagonista, ottenendo nel 1980 la prima nomination all’Oscar come miglior attore. L’anno seguente, al Festival di Venezia, raccolse consensi al fianco di Robert De Niro in “Confessioni Vere (True Confessions)”. Poi, nel 1984, la sua interpretazione silenziosa e minuziosa in “Un Tenero Ringraziamento”, diretto da Bruce Beresford, gli valse l’Oscar come miglior attore protagonista.

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio