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Giffoni 50, Richard Gere: “Lavorate su saggezza e compassione”

Ai ragazzi ospiti del Film Festival, la star ha parlato del suo impegno umanitario, dei suoi ruoli al cinema e dellʼincontro dellʼattuale moglie durante la sua prima partecipazione alla kermesse nel 2014

(Giffoni valle Piana)- La terza giornata del Giffoni Film Festival è stata caratterizzata dall’intervento di Richard Gere, che ha incontrato la giuria in un collegamento streaming. L’attore hollywoodiano ha portato tutta la sua esperienza in questa kermesse riservata ai film per ragazzi giunta alla sua 50esima edizione. “Ci sono due cose su cui dobbiamo tutti lavorare. Una è la saggezza, nel senso di capire la natura della realtà, il fatto che siamo tutti interconnessi e la vostra generazione lo capisce più di tutti. L’altra è la compassione. Augurare all’altro di stare bene, sentire un senso generoso dell’amore. Comprendere che tutti hanno problemi e soffrono”, ha sottolineato l’attore, parlando del suo impegno umanitario.

Gere è intervenuto al festival per la sezione “La giuria incontra”, una serie di appuntamenti organizzati con alcune stelle del panorama internazionale. Il quasi 71enne (spegnerà le candeline il prossimo 31 agosto) era una delle presenze più attese dell’evento organizzato nella cittadina in provincia di Salerno, anche se non è stato fisicamente in Italia a causa dell’emergenza sanitaria.

“Mi fa piacere che voi stiate indossando la mascherina. Il Covid ha portato via due persone molto vicine a me. La mia maestra di recitazione e un mio amico produttore musicale. Per favore state attenti, è una cosa molto seria”, ha esordito Gere.Il protagonista di film intramontabili come “American Gigolò”, “Ufficiale e gentiluomo”, “Pretty Woman” ha già partecipato al festival nel 2014. “Giffoni ha un posto molto importante nel mio cuore”, ha spiegato. “Sono venuto sei anni fa con mio figlio che allora aveva 14 anni. Era due anni dopo il mio divorzio, e ho incontrato la mia moglie attuale (la publicist e attivista Alejandra Silva, ndr), con cui ora abbiamo due bambini, durante il mio viaggio a Giffoni. Sarò sempre grato a questo festival. Giffoni è fantastico, mi ha ispirato. Ho trovato ragazzi di tutto il mondo che comunicavano, con grande apertura mentale. Vi chiedo una sola cosa, reinvitatemi”. Prontamente il direttore Claudio Gubitosi, lo fa per l’anno prossimo e lui sorridendo risponde: “Accetto”.

Da sempre impegnato nella missione di aiutare i più deboli e il pianeta, Richard Gere ha partecipato anche in prima persona alle iniziative di beneficenza e campagne per stimolare la consapevolezza del pubblico nei confronti dei grandi problemi attuali: “Quando faccio qualcosa riceve più attenzione perché sono famoso, ma non vuol dire che sia più importante. Non serve per forza compiere grandi gesti, ne basta uno piccolo, come superare la propria rabbia, comprendere di più gli altri, non essere consumati dall’avidità. Ovviamente chi ne ha la possibilità dovrebbe anche agire concretamente”.

Passando a parlare del ruolo da attore, a Gere viene chiesto quali siano stati i personaggi più complessi da interpretare: “Per me sono tutti difficili, sono sempre alla ricerca del personaggio. Ma ne ricordo due. All’inizio della mia carriera, quello in ‘American gigolo’. Dovevo decidere subito se girare il film perché le riprese sarebbero iniziate dopo due settimane, mentre io in genere ci metto molto a valutare e a prepararmi. Quella volta mi sono buttato in un personaggio di cui non sapevo nulla, ero insicuro. L’altro ruolo molto difficile è stato quello di ‘Chicago’. Essendo un musical, abbiamo provato, cantato e ballato, per due mesi, prima di girare. E’ stato un gran lavoro ma forse anche l’esperienza più divertente che abbia avuto nel preparare un film”.

La star hollywoodiana non ricorda un momento esatto in cui abbia deciso di fare l’attore, ma “ero un bambino timidissimo e non so perché a sette anni o otto anni, ho accettato di partecipare a una recita davanti a un pubblico. Mi è piaciuto così tanto… in qualche modo mi aiutato ad uscire dalla mia timidezza”, ricorda.

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