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Gli 80 anni di Brian De Palma, maestro di incubi e ossessioni

Autore di cult intramontabili tra thriller, horror, fantascienza, il regista ha rivoluzionato il cinema statunitense

(New York)- Ha trasformato in film le sue ossessioni ricorrenti e da cinquant’anni ci inquieta. Brian De Palma, uno dei registi più importanti del cinema moderno, compie 80 anni. Cantore del piano sequenza e dello split-screen, lungo la sua carriera ha attraversato i generi e ha saputo creare una poetica e un’idea di cinema unica e personale, regalandoci una serie di film strepitosi e indimenticabili da “Scarface” a “Carlito’s Way”, passando per “Gli intoccabili” e “Omicidio a luci rosse”.

Brian De Palma ha raccontato che da piccolo seguì suo padre per coglierlo in flagrante con l’amante. Un’esperienza che lo ha segnato sia a livello personale che artistico: “Cercavo di aiutare mia madre, intrappolata in un matrimonio infelice. Era stata lei a mandarmi. Tutto quel che produsse il mio inseguimento fu il loro divorzio. Si risposarono entrambi, con altri. Certo, la cosa mi ha influenzato: se ti nascondi dietro gli alberi a osservare gli altri, sviluppi un approccio voyeristico alla vita”.

E l’ossessione per la visione, l’identificazione del regista con lo spettatore sono temi che torneranno in un costante dialogo con le sequenze più note di Hitchcock in film come “Vestito per uccidere”, “Omicidio a lucio rosse”, “Blow out” fino a gangster movie come “Gli Intoccabili” o “Carlito’s Way”.L’impasto che De Palma crea in ogni film tra le acrobazie tecniche e i personaggi dolenti ha generato uno stile unico e riconoscibile, esaltato dalla maestria “nel combinare e armonizzare azioni che si svolgono nello stesso luogo, il tempo che si congela nel ralenti, i conflitti che esplodono in più regioni di spazi limitati, l’azione che si moltiplica e ripercuote ovunque nella sequenza insieme agli stati d’animo dei personaggi”: basti pensare alle celebri sequenze della carrozzina alla stazione di Chicago in “Gli intoccabili”, dell’attacco nella sala da biliardo in “Carlito’s Way”, del finale di “Scarface”.

Per Alberto Barbera, direttore della Mostra del cinema, De Palma è “uno dei registi più abili nel costruire con grande libertà creativa perfetti meccanismi narrativi, sperimentare nuove soluzioni tecniche, tradire le regole classiche del linguaggio, abbandonarsi a virtuosismi estetici, celebrare autori amati. Di fronte a un film di Brian De Palma si torna spettatori di grado zero”.

Dopo la disastrosa esperienza con il suo ultimo film “Domino”, che ha addirittura rinnegato a causa dei problemi di finanziamento verificatisi durante la produzione, il regista ha detto la sua sul panorama cinematografico contemporaneo in una recente intervista con l’Associated Press: “Quello che stanno facendo in questo periodo non ha nulla a che vedere con i film degli anni 70, 80 e 90. La prima cosa che mi fa impazzire è il loro aspetto. Perché sono filmati in digitale e sono illuminati in modo terribile. Sembrano tutti uguali. Io credo nella bellezza del cinema. Se guardi la roba che viene streammata tutto il tempo, è tutta spazzatura. La narrazione visiva è stata lanciata fuori dalla finestra.”

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