La recitazione: il bello della vita
Intervista con il brillante attore Luigi Petrucci

Indelebile per tutti il suo ruolo di Ottavio Postiglione in “Compagni di Scuola” di Carlo Verdone . Ma nella sua brillante carriera Luigi Petrucci ha avuto l’onore di impersonificare svariati ruoli che hanno consentito il grande pubblico cinematografico e televisivo di ammirare la sua bravura e la sua dedizione per la professione di attore. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui per conoscere meglio questo brillante attore , che ai nostri microfoni si racconta a 360° come non aveva mai fatto prima.

Come nasce la passione per la recitazione?
Diciamo per caso, io facevo il musicista. Ho avuto il grande onore di conoscere e suonare nel 1976 con Pino Danile . Suonavamo in un gruppo giovanile napoletano, noi lo chiamavamo affettuosamente “Pinotto” . Lui in quell’ epoca cominciava il suo percorso di artista, e già allora era mostruoso, così io passai al basso . Poi frequentai una scuola di recitazione, e in questa scuola durante il saggio finale, mi vide un truccatore professionista che mi propose di fare l’attore. In quegli anni studiavo Scienze Politiche. Così poi entrai a far parte della compagnia di Nino Taranto e Doloroes Palumbo nel lontano 1978 al teatro Cilea di Napoli .

A proposito di Cinema , ci parli del mitico film di Carlo Verdone”Compagni di Scuola” ?
Certo, porto sempre nel cuore progetto “Compagni di scuola”, perchè ha cambiato la mia vita nel bene e nel male. Ancora oggi la gente mi ferma per strada riconoscendomi e citando le battute a memoria del mio personaggio Ottavio Postiglione, stereotipo del secchione . Devo anche dire che questo film mi ha fatto lasciare il teatro , lavoro che amavo . Compagni di Scuola mi ha portato in nuovo Mondo , facendomi però trascurare il teatro. Aver messo da parte il teatro mi è dispiaciuto molto , ad esempio non aver mai per messo in scena un mio spettacolo, non aver fatto una carriera attoriale teatrale.

Ci racconti qualche aneddoto simpatico a proposito di questo mitico film?
Certo, tutti sanno che Carlo Verdone e lievemente ipocondriaco. Posso dire che è un medico a tutti gli effetti, pensate che ogni giorno prima di iniziare le riprese quando tutti noi attori insieme eravamo in sala trucco , lui passava come un primario in corsia, cercando di conoscere lo stato di salute di ognuno di noi consigliandoci qualche medicinale da prendere se qualcuno accusava qualche malessere .

Hai lavorato anche molto all’Estero?
Si , sono molto affezionato ai miei film fatti con produzioni estere, perchè ho avuto la fortuna di lavorare con grandi star e premi oscar. In quei contesti lavorativi ho capito la grande industria cinematografica e come siano semplici i grandi attori internazionali che hanno grande umilta’.

Delle tante fiction interpretate a quale sei più legato?
Sicuramente sono molto legato alla fiction ” Scomparsa” con Vanessa Incontrada. E’ stata un esperienza straordinaria , interpretavo un ruolo che mi piaceva molto. Un’ altra serie che ricordo sempre con grande emozione , resta “La Nuova Squadra”. Quello fu un progetto innovativo molto affascinate.

C’e’un punto di riferimento attoriale nella tua carriera ?
I Punto di riferimento ovviamente sono stati diversi diciamo: la scuola dei De Filippo, pio agli inizi della mia carriera la personalità di Carlo Giuffre’ mi ha dato tanto e poi mi rifaccio al grande attore americano del ” Il Buono, Il Brutto , il cattivo” Eli Wallach . Altro punto di riferimento per me come attore resta il grande Klaus Maria Brandauer . Non posso non citare il regista Salvatore Piscitelli con cui ho lavorato nel film “Blue metropolitano”. Per la mia carriera è stato importante lavorare con lui per capire nuovi punti di vista che mi hanno aperto nuove strade.

Invece a quali progetti attuali stavi lavorando prima della pandemia ?
Ho girato “Cetto C’E’, Senzadubbiamente” con Antonio Albanese gia’ andato in sala e in questi giorni su sky sta ottenendo grande successo . Poi stavo lavorando prima della pandemia a due progetti a cui tengo molto. Il primo è un film particolare , la vera storia del film “La Dolce Vita” debutto alla regia di Giuseppe Pedersoli il figlio di Carlo Pedersoli (Bud Spencer ). Interpreto il produttore cinematografico napoletano Peppino Amato che nel 1960 produsse il più famoso film italiano . Speriamo che questo film posso andare a Venezia , racconta la vera storia della nascita della “Dolce Vita” . Come detto mi auguro tanto di debuttare ad entrare alla selezione del festival di Venezia dedicata alla “Dolce Vita” . In questo bellissimo progetto ci sono anche tante testimonianze dell’epoca , un vero è proprio docufilm. Invece il, secondo progetto è legato al teatro, stiamo allestendo uno spettacolo molto particolare, con il regista francese François-Xavier Frantz “Il Mammone” con Sara Damario e Cicci Rossini che purtroppo abbiamo interrotto le prove per questa pandemia. Speriamo vada in porto dopo questo periodo legato al Coronavirus.

Come ami trascorrere il tempo libero?
Da qualche anno ho cominciato ad insegnare nella mia scuola di recitazione a Roma “Interpretziuone e Verità” a. Questa scuola serve per preparare i giovani all’ ingresso al Centro Sperimentale di Cinematografia e a qualsiasi altra scuola istituzinale . Ho fatto una grande esperienza seguendo il corso della grande Actor-Coach americana Ivana Chubbuck , seguivo il corso fatto corso nella pause tra una fiction e l’altra. Ma prima di tutto c’è mio figlio, da dieci anni sono padre di Orlando Corrado che e vive a Como con la madre. Così sono divenuto pendolare facendo su e giù con il frecciarossa. Sono contento di aver anche messo da parte alcune cose lavorative per saldare il rapporto con mio figlio.

Sappiamo della tua grande passione per Il Napoli calcio?
Si uno un grande tifoso degli azzurri.Seguo il Napoli sin da giovanissimo, andavo a vederlo in serie B cquansdo militavano tra le sue filacalciatori come Panzanato , canè e Juliano. Poi ho vissuto il periodo “maradoniano” otto anni stupendi. Da tifoso sono molto legato come allenatore alla figura di Ottavio Bianchi allenatore del primo scudetto . Ho avuto modo di conoscerlo, una persona straordinario , poi sono molto legato a Maurizio Sarri per il gioco che ha fatto vedere a Napoli . Come campioni che hanno vestito la gloriosa maglia azzurra invece, sono legato a Dino Zoff , mi piace Mertens per non parlare del grandissimo Diego Maradona idolo assoluto della gloriosa maglia azzurra.

Se non avessi intrapreso questa carriera, oggi chi saresti?
Sarei sicuramente un politico. Dopo la recitazione , la politica è la mia grande passione la studio e la seguo molto. Il leader attuale più importante, che seguo e Papa Francesco nonostante non sia un cattolico praticante. Ma mi riconosco assolutamente nelle sue istanze sociali e nella sua visione del mondo .




