Cinema

Orso d’oro a “Bad Luck, banging or Loony Porn”

I trofei verranno assegnati a giugno, nel corso di una cerimonia in cui i premiati potranno esserci di persona

(Berlino)-Con L’Orso d’oro 2021 a Bad luck, banging or loony porn del regista rumeno Radu Jude, si è chiusa la 71/ma edizione del Festival di Berlino, la prima virtuale e ‘genderless’ e che mostra più che mai, sotto pandemia, la sua declinazione cinefila. Proprio come indica sicuramente la scelta di questo film che racconta la storia di un’insegnante la cui vita viene sconvolta dopo che un video di sesso, girato con il marito, va a finire su Internet.

La pellicola di Radu Jude ha al centro una maestra di Bucarest che subisce le conseguenze della pubblicazione online, suo malgrado, di un video dove fa sesso. La Romania conquista così di nuovo il trofeo più prestigioso della Berlinale dopo averlo portato a casa nel 2018 con ‘Touch me not’ di Adinia Pintilie, presente tra i giurati di questa edizione. I trofei verranno assegnati a giugno in una cerimonia dove i premiati ci saranno in persona. Il Premio Speciale della Giuria è andato a “Wheel of Fortune and Fantasy” del giapponese Ryusuke Hamaguchi. Secondo Orso d’argento in tre anni per il messicano Alonso Ruizpalacios, in corsa con il documentario “Una película de policías”, premiato per il miglior contributo artistico, che va a “l’uso magistrale del montaggio”, con Yibran Asuad. L’Orso d’argento per la migliore sceneggiatura vai invece al sudcoreano Hong Sang-soo, il cui “Introduction” era partito come favorito.

“La mia idea – spiega il regista romeno – era solo quella di mostrare che la cosiddetta oscenità nel video porno non è niente in confronto a ciò che ci circonda, ma a cui non prestiamo attenzione”.
Nello stesso segno anche il Gran Premio alla Giuria andato a Ryusuke Hamaguchi per Wheel of fortune and fantasy, tre racconti brevi sulle iperbole sentimentali e immaginifiche di alcuni personaggi femminili. Infine, la miglior regia va a Dénes Nagy per Natural light, crudo ritratto di guerra senza speranza in cui si agita un sensibile graduato, incaricato di dare la caccia ai partigiani nello sterminato territorio sovietico.

I padroni di casa tedeschi, con quattro pellicole in concorso su quindici, portano a casa l’Orso d’argento per la migliore attrice a Maren Eggert in “I’m your Man” di Maria Schrader e l’Orso d’argento della giuria per il documentario “Herr Bachmann und seine Klasse”, dedicato a un anziano maestro alle prese con alunni immigrati, di Maria Speth. A bocca asciutta i cineasti francesi, presenti con Céline Sciamma (“Petite Maman”) e Xavier Beauvois (“Albatros”) in un’edizione che ha visto in grande spolvero il cinema dell’Europa dell’Est. Altri due Orsi d’argento sono infatti andati alla rappresentanza ungherese: Dénes Nagy per la miglior regia con “Natural Light”, e Lilla Kizlinger come migliore attrice non protagonista per “Forest” di Bence Fliegauf.

LE DICHIARAZIONE DELL’ATTRICE KATIA PASCARIU

“Non riesco nemmeno a immaginare una versione del film senza il contesto pandemico. Volevo lavorare con Radu, e mi è piaciuta la sceneggiatura. Mi sono riconosciuta in alcune delle tematiche trattate, che ho in parte affrontato anche a teatro, e l’esperienza non mi ha deluso.” .

L’ORSO D’ARGENTO A MAREN EGGERT

Maren Eggert ha vinto l’Orso d’argento per la migliore interpretazione alla Berlinale per il film “I’m your man”, della regista tedesca Maria Schrader.

Tratto dall’omonimo racconto Ich bin dei Mensch di Emma Braslavsk, il film analizza in maniera originale il rappporto tra l’essere umano e l’intelligenza artificiale

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