Cinema

San Valentino su Netflix: Una proposta per dire sì, una commedia romantica che non vi annoierà

L’evergreen della dinamica “from enemies to lovers” con Amy Adams e Matthew Goode

Undici anni dopo il suo approdo nelle sale cinematografiche, “The leap year” può definirsi un classico di quelli che inserisci fra i film da rivedere, nonostante tanti nuovi titoli. Anche se col covid il cinema ha vissuto una paralisi che ha obbligato le grandi case di produzione a rimandare date d’uscita e riprese stesse di produzioni annunciate e in lavorazione da tempo, i big come Disney+Marvel si sono adoperati sulle piattaforme di loro proprietà e hanno comunque rilasciato delle novità succulente per gli appassionati di film d’animazione e di serie tv. 

Ovviamente anche Netflix non ha smesso di adoperarsi per offrire nuovi contenuti, fra diritti acquistati e serie e film originali che ci faranno compagnia anche in questo 2021.

Tuttavia, come a Natale, il richiamo dei cult è forte e allora anche a San Valentino ripeschiamo quelle pellicole che ci hanno fatto battere il cuore, che ci hanno fatto empatizzare, sorridere, piangere o anche dire “che cavolata pazzesca”, facendoci pentire di aver assecondato l’idea di una compagna o di quell’amica che non ha la pretesa di guardare solo pellicole di qualità e noi la amiamo perché ci sottrae per un po’ al cinismo e ci ricorda che a volte per apprezzare qualcosa il primo passo è non avere pretese.

Una proposta per dire sì: la trama

Anna Brady, interpretata da Amy Adams, è una home stager, ossia una figura professionale molto in voga negli Usa, che abbellisce appartamenti per mostrare agli acquirenti il loro potenziale. Anna ha un rapporto particolare con suo padre, che a quanto sembra passa il suo tempo a essere perennemente in ritardo e a bere nei bar. 

Durante il film Anna racconterà che il padre ha fatto delle scelte che hanno gravato sulla sua vita e su quella della sua famiglia, ma nonostante ciò vediamo una figlia che non volta le spalle e che proprio da uno spunto del padre decide di precipitarsi a Dublino per chiedere a Jeremy, il suo compagno, di sposarla. Infatti il 29 Febbraio, quindi in coincidenza con un anno bisestile, le donne, nella tradizione irlandese, possono chiedere ai propri amori di impegnarsi per la vita. 

Durante il volo per Dublino, l’aereo è costretto a deviare in Galles per via di una tempesta e Anna, determinata a seguire il suo piano, affitta una imbarcazione che la porti in Irlanda. Il mare è troppo mosso e il suo percorso si arresta nella meta irlandese di Dingle. 

Qui Anna raggiunge un pub di cui è proprietario Declan O’Callaghan, determinato a salvare la sua attività caduta in bassa fortuna e che si rende disponibile a farle da Cicerone fino a Dublino a una cifra che gli consenta di riscattare il suo locale. I due non hanno nulla in comune, almeno apparentemente, perciò lo scontro è dietro l’angolo con momenti esilaranti, che rappresentano fedelmente anche lo spirito irlandese di certe contee.

Inoltre la sorte sembra piuttosto avversa agli scopi di Anna, che si ritrova come lei stessa dice “a visitare ogni girone dell’inferno” per via degli imprevisti che capitano continuamente e le impediscono di raggiungere Jeremy.

Tutto comincia a cambiare quando Declan e Anna raggiungono il castello di Ballycarbery, a un passo dalla stazione dove Anna dovrebbe prendere il treno per Dublino. Una leggenda irlandese mostra Declan sotto una nuova luce, non è solo un cinico scorbutico, ma un uomo ferito, deluso dall’amore. 

Anna, ovviamente, perde il treno e con Declan è costretta a pernottare in un bed&breakfast dove vengono accolte solo coppie sposate. A quel punto i due fingono di stare insieme e ad avvicinarsi più di quanto credono di volere. Si giocano il letto a testa o croce, anche se Declan imbroglia palesemente Anna e quando lei capisce pur reclamando il suo posto decide di far dormire l’irlandese accanto a lei.

I due non sono ancora pronti a riconoscere i loro sentimenti, anche perché Anna continua a sentire e inseguire Jeremy e crede per che Declan sia tutta una questione economica. Lui d’altra parte non crede di avere possibilità e non si lascia andare, anche perché non appena ha una premura per lei si scopre nuovamente vulnerabile e quindi di nuovo esposto alla delusione e alla sofferenza.

Quando si rimettono in viaggio verso Dublino incappano in un matrimonio, dove Anna capisce definitivamente quale sia il problema di Declan. L’affascinante irlandese è stato innamorato, fidanzato e poi abbandonato e i matrimoni accendono in lui una parte scontrosa e sgradevole, contro cui Anna si scontra, fino a quando ubriaca non gli confessa di averlo capito e di ritenerlo, nonostante i suoi atteggiamenti, un uomo di valore e di gran cuore.

Ovviamente lo stato di Anna non consente di fare il passo più lungo della gamba e i due restano al punto in cui erano prima almeno in termini di concretezza, perché dentro di loro invece sanno di essersi innamorati l’uno dell’altra.

E’ proprio grazie a Anna che Declan riesce a recuperare un oggetto di valore che ha la sua ex fidanzata, che vive proprio a Dublino. Una volta giunti alla meta, Declan dimostrerà che il viaggio non è stato una questione di “bob”, ma quando tutto potrebbe cambiare arriva Jeremy e chiede ad Anna di sposarlo. 

Declan se ne va prima che Anna possa voltarsi e chiedersi se sta facendo la cosa giusta, così lei accetta e torna in America. A quel punto la giovane homestager apprende che la proposta del fidanzato è giunta per un motivo particolare e ne resta piuttosto scossa, al punto che si ricorda di un discorso fatto con Declan e fa partire i suoi 60 secondi.

L’irlandese, infatti, aveva chiesto ad Anna cosa avrebbe tratto in salvo se la sua casa fosse andata in fiamme e avesse avuto solo un minuto per prendere qualcosa. Lei, che non aveva avuto una risposta, a quel punto capisce di avere tutto ma niente di cui avesse realmente bisogno e così torna sui suoi passi. 

Cosa fa Anna? Che fine ha fatto intanto Declan? Lo avrete capito e anche se dopo undici anni non si può considerare spoiler, lo rivedrete o lo scoprirete guardando The Leap Year. 

La straordinaria fotografia di The Leap Year. Dove è stato girato il film?

Una proposta per dire sì è stato girato in Irlanda, fra la contea di Galway, la contea di Wicklow e Dublino.

A Connemara, nella contea di Galway, dove non pochi registi hanno fatto tappa coi loro set, basti pensare a P.S. I love you per esempio, sono state fatte le riprese delle scene con i paesaggi dell’Irlanda più incontaminata, infatti poco popolata e caratterizzata dal verde e da corsi d’acqua. 

A Wicklow, a 20 km da Dublino, troviamo la stazione, il bed and breakfast e tutta l’ambientazione che precede la fine della pellicola e che si rivela cruciale per il viaggio di Anna e Declan insieme. Anche la contea di Wicklow è poco densamente popolata e quindi preservata nella sua bellezza.

Quel che rende poi le contee irlandesi interessanti, oltre alla meraviglia geografica della loro posizione, è la cultura, la storia, la tradizione che ancora determina il fascino di quei luoghi e ne preserva i caratteri e un turismo educato e composto, pur essendo in espansione. 

A Dublino poi, capolinea dell’avventura di Anna, possiamo ammirare la capitale di un Paese che ha mille sfaccettature e che, anche dove è più densamente abitato, non smette di sorprendere e di far innamorare milioni di turisti, alla ricerca di un’esperienza meno metropolitana e più a dimensione d’uomo. 

L’Irlanda e la sua natura sono come un potente elisir per chi ama fare cinema, lo dimostrano film e serie tv come: Il signore degli anelli, Harry Potter, Il trono di spade, Vikings, Penny Dreadful, i Tudors, Reign ecc.

Matthew Goode: quando il british cede alla barba

Dopo avervi parlato di questo straordinario attore nel mio articolo su A discovery of witches (https://www.twikie.it/tag/a-discovery-of-witches/) questa è l’occasione ghiotta per sottolineare quanto, non solo Matthew Goode, ma in genere gli attori britannici abbiano un rapporto conflittuale con la barba, pur avendo dimostrazione che in molti casi aggiunge loro un fascino irresistibile. 

Per girare The Leap Year Matthew ha dovuto farsi crescere una barba incolta e anche i capelli e il risultato ovviamente è stata una platea di fan impazzita (l’occhio vuole sempre la sua parte), anche se diciamocela tutta Goode non ha bisogno della barba per scatenare una tempesta ormonale!

E’ curioso però come lui e altri attori british si liberino della barba celermente terminati alcuni lavori, come Goode anche Benedict Cumberbacht, Tom Hughes, Tom Hiddleston. Insomma tutti attori che con la barba hanno conquistato anche quelle fan più attratte da bellezze canoniche, ma quando il talento e il fascino superano il bell’aspetto non c’è barba che tenga! E’ il caso degli attori appena menzionati e soprattutto di Matthew Goode , che son certa vi conquisterà anche in the Leap Year, qualora non lo avesse già fatto sia in questo film che in altri progetti cinematografici cui ha preso parte nella sua splendente carriera.

 

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