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Vi racconto il mio primo, acclamato film di finzione “Rosa Pietra Stella”

Intervista a Marcello Sannino, il regista napoletano, già pluripremiato documentarista, al suo esordio nel Cinema.

“Rosa pietra stella” è il film del regista campano Marcello Sannino che ora arriva al Cinema, in molte città di Italia, dopo il successo di critica e pubblico alla Première mondiale dell’International Film Festival di Rotterdam, al Giffoni Film Festival, al Pesaro Film Festival e al Matera Film Festival dove si è aggiudicato un premio come Miglior Film e un altro per la miglior attrice a Ivana Lotito.
Un intenso e acclamato film, quello firmato da Sannino che è al suo esordio nel cinema di “finzione” dopo una lunga carriera da documentarista pluripremiato in Italia e all’estero. “Rosa pietra stella”, titolo che omaggia un verso del famoso brano di Sergio Bruni “Carmela”, è ambientato nel centro storico di Napoli e nel comune di Portici, città natale di Sannino.
Abbiamo cercato il regista Sannino, reduce dal successo al Festival di Matera, e lo abbiamo intervistato in una delle sue poche pause tra un impegno e l’altro.


Ciao Marcello! Questo è il tuo primo film di finzione, dopo aver realizzato molti film-documentari premiati. Una evoluzione o solo un cambio di direzione?
Un proseguimento, direi, spinto sicuramente dalla voglia di confrontarmi e comunicare con un linguaggio diverso rispetto a quello dei documentari.
Avevo realizzato 50 minuti di girato, sulla vicenda di una donna realmente vissuta, una mia amica, ma non intendevo raccontarne la storia, essendo troppo coinvolto. Però, quei 50 minuti sono stati fondamentali per scrivere il personaggio di Carmela, le sue complessità caratteriali e tramutarlo in un film.

A proposito di evoluzioni, ho letto che per anni sei stato un libraio a Portici. E poi quando hai capito che volevi lavorare nel campo cinematografico?
In realtà la passione per il Cinema l’ho avuta fin da ragazzo, quando ho cominciato a frequentare le numerose rassegne di Cinema d’autore presenti a Napoli nella metà degli anni ’90. Poi però ho aperto una libreria a Portici ma è chiaro che avevo solo rimandato l’impegno nel campo cinematografico. Ho cominciato a lavorare in vari ruoli sui set fino al 2003 quando ho realizzato il mio primo lavoro Decroux e il mimo corporeo. Da lì, una serie di film documentari, fino ad oggi con Rosa Pietra Stella .

Che storia racconti in “Rosa Pietra Stella”?
Quella di una donna che deve prendere delle decisioni dettate dall’immediata necessità di trovare un lavoro e una casa. È una madre in lotta per la sopravvivenza, con se stessa e col contesto nel quale le è capitato di nascere. L’ingiustizia sociale che domina le nostre società fa di lei una clandestina per nascita che incontra i clandestini per legge, una legge ingiusta e disumana.

Il film dunque racconta una storia vera?
Per il personaggio di Carmela mi sono ispirato a una mia amica, Susanna, ma poi la storia è stata inventata da me, Massimiliano Virgilio, Guido Lombardi e Giorgio Caruso.

Come hai scelto le due protagoniste: Ivana Lotito, nota per il suo ruolo di Genny Savastano in Gomorra – La serie e Ludovica Nasti, resa famosa dall’interpretazione della piccola Lila nelle serie tv L’Amica Geniale?
Dunque, io ho visto una sola puntata de L’Amica Geniale e e ho trovato Ludovica assai convincente. Aveva 12 anni e un evidente talento che mi ha convinto senza alcun dubbio.
Ivana, poi, in Gomorra, mi aveva colpito assai e inoltre possedeva, a mio avviso, esattamente i tratti di Susanna, quantomeno quelli che avevo in mente per il ruolo di Carmela, la protagonista del film. Così l’ho incontrata, ha fatto un bellissimo provino e il suo piglio mi ha conquistato. Abbiamo lavorato sugli accenti del napoletano con un coach, perché lei è pugliese, ma è stata straordinaria, un’attrice incredibile . Non avrei potuto fare scelte migliori!

Il film è ambientato anche a Napoli. Hai dichiarato che sei riuscito, per una volta, a non far rubare la scena a questa invadente città…
Esattamente. Il fatto è che Napoli è una città bellissima, forte e connotata, spesso nei film diventa il personaggio principale e non il luogo dove tutto accade. Ed io non intendevo fare un film su Napoli ma su una donna, una storia universale che potesse essere ambientata ovunque. Credo di essere riuscito nell’intento…

Marcello, quali sono i tuoi modelli cinematografici?
Molti in realtà: vanno dai Dardenne a Rossellini a Pietrangeli.
Per raccontare queste donne ho avuto riferimenti di film come Rosetta, Adua e le compagne, Gloria di Cassavetes, Senza tetto né legge di Agnès Varda.

Progetti futuri?
Ne ho sempre e diversi, di progetti tipo alcune sceneggiature di serie tv alle quali sto lavorando. Vediamo cosa si realizzerà, in un momento storico tanto particolare…

Dove ti vedi fra cinque anni?
Mi vedo a scrivere sceneggiature, a girare film, a lavorare insomma! E possibilmente in nessun altro lockdown!

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