Diana Stefani : Una donna di grande talento e dalle molteplici capacità
La nostra intervista esclusiva alla talentuosa e poliedrica Diana Stefani

Con grande entusiasmo per il mondo dello spettacolo e dell’attivismo, ho il piacere di presentare un’intervista esclusiva a Diana Stefani, poliedrica personalità romana che coniuga la sua attività nel settore delle telecomunicazioni, lo sport, l’arte e l’impegno sociale in un vortice di energia. Sessantuno anni, tifosa della Roma e sposata con un ex calciatore, Diana rappresenta una vera forza della natura: presidente dell’Accademia per le Arti, le Scienze e lo Sport (A.P.A.S. Onlus), ex presidente della Res Roma Calcio Femminile, opinionista sportiva e ambasciatrice del Telefono Rosa. Ha partecipato a trasmissioni televisive ed è apparsa in alcuni film cult accanto a noti attori romani quali Enzo Salvi, Massimo Bonetti e Alvaro Vitali. Attiva sui social media Facebook, Instagram (@diana.stefani.5) e TikTok (@dianastefani64), Diana condivide in esclusiva per Twikie il suo percorso professionale, arricchito da numerosi dettagli che consentono di approfondire la conoscenza di questa talentuosa personalità.
Come nasce il tuo percorso professionale, con un curriculum professionale di tutto rispetto?
“Pur lavorando a tempo pieno in una grande azienda, sono comunque riuscita a coltivare nel tempo libero le mie passioni, che riguardano soprattutto l’ambito artistico e sportivo. Grazie alla mia tenacia e determinazione, ho raggiunto grandi traguardi, concretizzando ambizioni, sogni e progetti. Essendo da anni presidente di un’associazione culturale, porto avanti svariate iniziative, tutte a sfondo benefico: elaboro progetti, organizzo eventi, manifestazioni artistiche, sfilate di moda, tornei sportivi, promuovendo anche campagne sociali di sensibilizzazione. Certo, in una città frenetica e caotica come Roma, non è facile conciliare tutti questi impegni, ma è sicuramente la voglia di realizzare gli obiettivi a darmi la forza e, in qualche modo, riesco comunque ad organizzarmi! Sono del parere che bisogna sempre trovare il tempo per le cose che ci piacciono e che le occasioni vadano colte al volo. La vita è troppo bella per non viverla completamente, attimo per attimo. Sono una donna che vive di ideali ed emozioni, che ama la vita e sa apprezzarla… per questo faccio ogni cosa con passione… e sorrido sempre! Oggi, che ho superato i 60 anni di età, posso comunque ritenermi soddisfatta e realizzata”.

Nella tua carriera professionale c’è un punto di riferimento?
“Si, la mia famiglia! Sono la quarta di cinque figli e i miei genitori erano dei veri “creativi”: papà, da giovane, faceva il pugile a livello agonistico e nella sua vita si è sempre fatto promotore di attività ludico-sportive; mamma, invece, era una creatrice di moda (così venivano definiti a quei tempi gli attuali stilisti) e con le sue stoffe vestiva il mondo della nobiltà romana, oltre che personaggi dello spettacolo. Quindi, grazie anche all’esempio dei miei genitori, sia io che i miei fratelli fin da piccoli ci siamo sempre cimentati in attività di tipo artistico e sportivo (musica, danza, pittura, calcio, nuoto, arti marziali). Siamo cresciuti uniti, partecipando a recite, organizzando feste e serate, ballando e cantando insieme, scrivendo canzoni (fondammo anche una band musicale) e, ovviamente, praticavamo sempre sport! Io, in particolare, facevo danza. Crescendo, ho imparato quanto tutto questo sia importante per una crescita più sana e completa di un individuo, sia a livello fisico che mentale, ma soprattutto ho capito come certe attività possano essere fondamentali per allontanare i giovani da tante piaghe sociali. Di contro, però, mi sono resa conto di quanti sacrifici economici devono fare le famiglie per consentire ai propri figli di poter coltivare certe passioni e mi sono anche accorta delle difficoltà che incontrano gli operatori di settore. Quindi, nel mio piccolo, ho deciso di fare qualcosa… per questo ho fondato la mia associazione che, senza scopo di lucro, collabora con le Istituzioni, a livello nazionale ed europeo, per promuovere e valorizzare la cultura in tutte le sue forme, in modo da favorire l’inserimento dei giovani in progetti e programmi di formazione”.
Invece come nasce la passione per il calcio e la fede giallorossa?
“Anche questa un’eredità famigliare, trasmessa da mio padre. Fin da piccola, ho iniziato a seguire la Roma, visto che lui ci portava sempre allo stadio… posso dire con orgoglio di essere cresciuta nel cuore degli ultras della mitica “curva sud” e non a caso ho sposato un ex calciatore del vivaio giallorosso! Poi, nel 2014, ho realizzato un grande sogno: sono stata nominata Presidente della “Res Roma Calcio Femminile”, che oggi fa ufficialmente parte della “AS Roma Femminile”, società che in quel periodo già militava nel Campionato Nazionale di Serie A Femminile ed operava con particolare impegno nel settore giovanile, formando in modo serio e professionale tante piccole appassionate di questo sport”.
Ci racconti bene il tuo ruolo e la bella esperienza nel campo del calcio femminile?
“Con piacere, perché è un argomento che mi sta particolarmente a cuore… In un periodo ancora molto oscuro per il calcio femminile, la presidenza della “Res Roma” è stata per me un’esperienza significativa che mi ha dato l’opportunità di scoprire un mondo nuovo, entusiasmante e meraviglioso, ma al tempo stesso pieno di difficoltà, ingiustizie pregiudizi e discriminazioni, che purtroppo ancora esistono nel nostro Paese. Mi sono subito appassionata, perché ho visto quanto il calcio fosse importante per quelle ragazze, nonostante le enormi difficoltà che dovevano affrontare… le ho viste rinunciare alle ferie per andare in ritiro con la squadra, arrivare ogni giorno sul campo, magari di corsa, dopo una giornata di lavoro, per allenarsi in modo costante e continuativo e giocare ogni partita con tanta grinta e forza di volontà! Perciò, ho cercato di fare del mio meglio per aiutarle… Mettendo in campo tutte le energie e le risorse di cui disponevo, sono riuscita a sviluppare un progetto che ha contribuito in qualche modo ad incentivare e valorizzare meglio questo sport, offrendogli molta più attenzione e visibilità e, soprattutto, creando le condizioni per poter rappresentare una reale prospettiva di lavoro per le atlete. Ritenendo giusto e doveroso che ci fossero pari opportunità anche nello sport, ho cercato di modificare le normative vigenti, facendo in modo che lo “status” di professionista fosse riconosciuto anche ai settori femminili, da sempre relegati nel dilettantismo. Infatti, il mio primo impegno si è concretizzato con una prima proposta di modifica alla Legge n. 91 del 1981 (l’unica in Italia che regola il professionismo nello sport), presentata alla Camera dei Deputati il 7 novembre 2015, a difesa dei diritti delle donne. Fortunatamente, i sacrifici non sono stati vani e, dopo anni di battaglie, il traguardo è stato in parte raggiunto. Dopo varie tappe di un percorso difficile e tortuoso, non si è arrivati ad una vera e propria riforma della legge, ma alla modifica di alcuni regolamenti, che hanno portato al riconoscimento del professionismo almeno per le donne che praticano il calcio. Infatti, la FIGC è al momento l’unica delle 45 federazioni sportive nazionali ad aver compiuto questo passo. Ma questo vale solo per le calciatrici di serie A. Dalla Serie B in poi il movimento resta purtroppo nel dilettantismo, come per tutti gli altri sport. Perciò, questo è solo un inizio… la mia battaglia non si ferma qui!”.
Attualmente quale progetto stai seguendo?
“Sono ora impegnata in un progetto ancora più ampio e incisivo, mirato a sostenere la parità dei diritti delle donne in tutti gli sport… ma non solo! Con mio marito, che è un ex calciatore, oggi preparatore dei giovani, stiamo lavorando ad una proposta volta a modificare le normative vigenti in ambito sportivo, per fare in modo che i settori femminili siano sviluppati meglio e si possa investire maggiormente sui mondi giovanili. Lo scopo è sensibilizzare prima di tutto le Istituzioni e, soprattutto, incentivare gli interventi pubblici a favore dello sport, in generale, troppo spesso trascurato e penalizzato. Considerati i costi elevati per iscriversi a scuole calcio, palestre e centri sportivi, sempre più proibitivi per le famiglie italiane, fare sport è ormai diventato un privilegio per pochi. È invece fondamentale che sia davvero un diritto di tutti, fin dalla più tenera età, visto che rappresenta un ottimo strumento di aggregazione, capace di trasmettere valori e principi e, soprattutto, può essere in grado di superare ogni tipo di barriera sociale e culturale. Pertanto, deve essere facilmente accessibile anche per chi non ha le disponibilità economiche e praticato in modo corretto ed intelligente, in particolare nella fase evolutiva dei ragazzi… Con questo nuovo progetto, noi intendiamo promuovere lo sport davvero come “stile di vita sano”, creando delle occasioni in cui i giovani possano prima di tutto divertirsi, riscoprire la gioia di stare insieme senza differenze e distinzioni e, contestualmente, abbiano comunque l’opportunità di seguire un percorso formativo più idoneo e completo. L’obiettivo è creare le basi per dare una spinta più energica al cammino che ho intrapreso, creando sinergia tra questi due mondi (maschile e femminile), finora divisi, in modo che queste realtà possano invece camminare in modo parallelo…”.
Un progetto futuro che vorresti realizzare?
“Il mio sogno sarebbe quello di creare a Roma un vero “Polo Culturale” che consenta ai giovani, soprattutto quelli meno abbienti, di poter accedere pubblicamente a tutte quelle attività di tipo culturale, che oggi sono possibili solo in forma privata e a costi assai esosi (come arte, cinema, moda, musica, ecc.), offrendo così anche maggiori opportunità lavorative. In particolare, nell’ambito sportivo, insieme a mio marito vorrei realizzare un grande “vivaio” che possa dare la possibilità a tutti i giovani, sia femmine che maschi, di poter crescere facendo la disciplina che più gli piace, individuare quelli più talentuosi e prepararli in modo adeguato, creando così dei “piccoli campioni” da inserire poi nelle società dilettantistiche e professionistiche. Partendo dal calcio, che è lo sport più seguito e praticato in assoluto, risulta strano quanto assurdo che in Italia non ci siano più dei veri fuoriclasse e che dal 2014 la nostra Nazionale non riesca più a partecipare ad un Mondiale! Purtroppo, i club investono molto sui calciatori stranieri, trascurando i propri settori giovanili e, invece, hanno tra le mani dei gioielli che devono solo scolpire… è da essi che passa il presente e il futuro del nostro Paese… ed è per questo che dovrebbero iniziare a contare più su di loro! Mi viene in mente la Spagna che ormai da anni sforna talenti su talenti… È importante partire dai vivai, anche per creare le condizioni ideali affinché si raggiungano pari opportunità nello sport. Mettendo i settori femminili a confronto diretto con quelli maschili, è un modo per riuscire ad abbattere i pregiudizi e dimostrare come, nello sport, non ci sono disparità e distinzioni. Un modo rapido e concreto di affrontare il problema della discriminazione tra sessi, che è alla base del fenomeno, lanciando così un messaggio fondamentale alle Istituzioni e alle nuove generazioni…”.
Invece un ricordo professionale che porti sempre nel cuore?
“Proprio in virtù della mia esperienza nel calcio femminile, in questi ultimi anni mi sono concentrata molto sulle donne, sempre più spesso vittime di ingiustizie e abusi… Infatti, promuovendo questo sport, ho avuto l’opportunità di portare contestualmente avanti una battaglia più ampia, contro ogni forma di discriminazione e violenza ai danni delle donne, proprio perché sono problemi legati ancora a certi pregiudizi e quindi vanno affrontati in modo analogo, su percorsi paralleli. Purtroppo, in Italia, ci sono ancora molti problemi da superare, a causa di una mentalità che penalizza fortemente la donna, sotto tutti i punti di vista… non solo nello sport. La cosa più grave è che i casi di violenze famigliari e i femminicidi sono sempre più numerosi, anche a causa di una cultura patriarcale ancora troppo dominante. Ho quindi ritenuto importante puntare il faro anche su questo, con iniziative e campagne di sensibilizzazione mirate. Per dare ancora più forza a questi miei progetti, ho iniziato a collaborare con altre organizzazioni di volontariato che operano con serietà e dedizione in tal senso e mi sono resa conto di quante sono in Italia le donne che vengono allontanante dal nucleo famigliare insieme ai loro figli e costrette a vivere in case-famiglia. Così, mi sono fatta promotrice di un’intensa campagna sociale, che ha dato vita ad una serie di eventi sportivi tutti al femminile, finalizzati ad aiutare tante donne vittime di violenza e di femminicidio… Per questo motivo, a maggio 2015, dopo aver portato avanti un vero “tour per la solidarietà” ho ricevuto la nomina di Ambasciatrice del “Telefono Rosa”, una delle più grandi istituzioni a livello nazionale! È stato un onore, oltre che una grande soddisfazione… ed è un ricordo che porterò sempre nel mio cuore, perché ha avuto per me un enorme significato… Mi ha fatto comprendere quanto il mio modesto impegno non sia stato vano e che basta davvero poco per aiutare chi ha bisogno… e questo mi dà ancora più carica ed entusiasmo!”.
Sei molto seguita sui social, secondo te come mai?
“Diciamo che, nel tempo, sono giunta ad alcune considerazioni… Ho iniziato ad usare i social network per poter gestire ed organizzare al meglio le mie attività e promuovere tutte le iniziative. Poi, ho deciso di utilizzare questi mezzi mediatici anche per lanciare dei messaggi, perché credo che i social siano uno strumento di comunicazione straordinario… se ben utilizzati! In particolare, mi sono impegnata a tutelare e valorizzare meglio l’immagine femminile, non solo per contrastare ogni forma di discriminazione e violenza, ma anche nel tentativo di allontanarla da certi stereotipi che ci vengono costantemente propinati… Già le copertine, il cinema e la tv, in generale, hanno sempre proposto donne super perfette, mettendo in evidenza l’importanza dell’aspetto estetico, ora anche i social tendono a trasmettere immagini filtrate, ritoccate e photoshoppate… al punto da sembrare quasi irreali! Io ritengo invece che la donna meriti di andare oltre quei canoni di bellezza a cui siamo abituati e debba essere libera di proporsi in modo più vero e naturale… Sono infatti convinta che, per essere notate, non serve ostentare troppo il proprio corpo e che non sia necessario ricorrere alla chirurgia estetica solo per essere di “tendenza”, perché ogni donna è autentica e unica proprio per il suo modo di essere, con il suo personale stile e non ha bisogno di rincorrere falsi modelli, che peraltro possono portare solo a insicurezza e problemi di autostima… I social, oggi, purtroppo fanno leva molto su questo e tante donne vengono spesso condizionate. Io, invece, ho scelto di andare contro tendenza, cercando di contrastare in qualche modo questo fenomeno… Per questo, ho deciso di mettermi io stessa in gioco, con la mia immagine, proprio nel tentativo di sovvertire certe tendenze… Partecipando al Concorso “Miss Forever”, che intendeva proporre una donna diversa, senza età, più vera e naturale (avevo 46 anni), sono stata una delle prime “donne over” ad essere eletta dal popolo del web, guadagnandomi la pagina dell’omonimo calendario glamour. Ho vinto poi altri svariati concorsi, che mi hanno fatto conquistare molti titoli, diverse fasce… e anche numerosi fans e followers! È stato un successo davvero inaspettato per me… che mi ha fatto capire come la semplicità e la naturalezza di una foto o di un video, realizzati con spontaneità, riescano a catturare maggiormente l’attenzione rispetto ad un’immagine patinata e “costruita”, in quanto possono sicuramente trasmettere più emozioni… Questa esperienza mi ha quindi dato la spinta giusta per dare voce ai miei principi e promuoverli… E da lì ho iniziato il mio percorso, cercando di dare gli stessi stimoli e incoraggiamenti anche alle altre donne. Vorrei che il mio messaggio non arrivi solo alle più mature, che vivono spesso nel timore di invecchiare, ma anche alle più giovani, che rischiano fenomeni gravi come l’anoressia e la bulimia: ogni donna deve essere sé stessa, senza doversi sentire inadeguata perché non conforme a certi canoni… Non esistono modelli da imitare! Noi, per prime, dobbiamo esserne consapevoli e non lasciarci influenzare. Perciò, continuerò a battermi affinché la donna sia libera di essere sé stessa, che abbia il diritto di indossare ciò che vuole (anche una minigonna o una scollatura) senza dover rischiare di essere giudicata male, diventare preda di “maschi” senza scrupoli o, peggio ancora, andare incontro alla furia omicida dei propri partners, come spesso succede… Essere vanitose e sensuali non vuol dire essere… altro! Dobbiamo mettere un freno a chi giudica la donna solo per l’aspetto esteriore o la considera un oggetto di proprietà… perché, come abbiamo visto, questo stato di cose porta al non rispetto, alla violenza, al femminicidio…”.
Che rapporto hai con la fotografia e con i social network?
“Beh, sono molto vanitosa, lo ammetto! Posso dire di essermi sentita fiera di mettermi in gioco e poter esprimere liberamente il mio “essere donna”. Del resto, fare la modella era nel mio DNA… Fin da piccolina tenevo così tanto alla mia immagine e al mio modo di vestire che in famiglia mi chiamavano tutti “La Principessa”! Peraltro, avevo una mamma che grazie al suo estro trovava le stoffe più particolari e inventava modelli autentici… ed io, ogni giorno, avevo la possibilità di indossare qualcosa di originale ed esclusivo. Perciò, posso dire che è stata proprio lei la mia ispiratrice! Crescendo, mi sono sempre affidata ai suoi consigli e, lei stessa, per valorizzare il mio corpo, mi suggerì di mettere in risalto il decolté in modo elegante e non eccessivo e, proprio lei, magari per lusingarmi, mi diceva sempre che, avendo le forme e le misure giuste, prima o poi sarei diventata una vera “Miss” … Di contro, però, avevo un papà molto severo, che mi poneva invece dei freni in tal senso. Quindi, è una cosa che ho realizzato in età più matura… Come tante altre donne, anche a me piace pubblicare foto e farmi dei selfie, ma quella che appare nei profili social è la stessa persona che io sono nel mio quotidiano, durante le mie giornate speciali, i miei viaggi, le mie iniziative. I social hanno questo di diverso dalle riviste e dalla tv, danno l’opportunità a tutti di avere degli spazi in cui potersi esprimere… ed io credo che sia un’occasione da cogliere! L’importante, a mio avviso, è farlo con intelligenza, perché non bisogna mai dimenticare che quella foto, resa pubblica, arriva sugli schermi dei pc e dei cellulari di milioni di persone! Catturare l’attenzione attraverso la propria immagine è facile, ma è sicuramente più utile e produttivo farlo per trasmettere anche qualcosa di più profondo e significativo… associando ad esempio quell’immagine ad un principio che si voglia evidenziare o ad un valore che si intenda difendere… Ecco, questo è il senso del mio mostrarmi sui social… se così possiamo intenderlo. Direi che la fotografia mi ha comunque aiutata ad esprimere le mie idee ma anche ad acquistare ancor più sicurezza in me stessa… Sono stata sempre consapevole delle mie capacità, ma col passare degni anni, grazie anche alla mia esperienza, attraverso le foto, i concorsi giocati, le sfide vinte, ho raggiunto una maturità diversa, che mi ha reso senza dubbio più completa, facendomi sentire più donna, più consapevole e padrona di me stessa…”.
Il tuo lato sexy secondo te?
“Bella domanda! Io penso che il concetto di “sexy” non sia legato ad un unico aspetto ma ad una combinazione di fattori che riguardano la persona nella sua interezza. È semplicemente un modo di essere e di esprimere la propria natura, un po’ come un profumo, che si percepisce, ma che non è facile da definire… Essere sexy, a mio avviso, è qualcosa di innato, che nasce innanzitutto dal sentirsi bene nel proprio essere donna, perché questa è la nostra natura… qualcosa di sottile e indefinibile, che va ben oltre l’aspetto fisico e non ha necessariamente a che fare con il modo di vestirsi o tanto meno di svestirsi, né con l’età o con il modo di porsi, perché è un aspetto che fa comunque parte della personalità. Quindi, secondo me, dipende dal modo con cui ogni donna è in grado di sentirsi donna e di esprimere la propria femminilità e non reprimerla… nel timore di risultare magari superficiale, come spesso si tende a credere… perché, essere sexy non significa essere frivola!”.
Per una serata galante quale intimo adori indossare?
L’intimo è per me una parte essenziale del mio abbigliamento, nella quotidianità! Adoro la lingerie alla francese e amo indossarla sempre, a prescindere… Perciò, anche per le serate scelgo comunque indumenti ricercati, soprattutto in pizzo e in seta… in particolare corsetti e autoreggenti, che sono la mia passione! Per le serate speciali, in genere, scelgo comunque un abbigliamento semplice, che sia un abito lungo o una minigonna… ad esempio, un tubino nero, senza troppi fronzoli ma con gli accessori giusti e tacco rigorosamente “12”, che valorizzi il decolté in modo elegante o che lasci intravedere le gambe in modo discreto… lasciando quindi un alone di mistero e creando quell’effetto “vedo non vedo” che rende sicuramente la donna più intrigante! Io credo che la sensualità non vada mostrata scoprendosi… ma facendosi piuttosto scoprire…
Se diciamo amore cosa rispondi?
“Il senso della vita”.

Se diciamo Sesso invece?
“Uno dei piaceri più belli della vita… che tocca il corpo, la mente e il cuore! Rappresenta una componente fondamentale soprattutto in una coppia che si ama e, proprio per questo, va condiviso in modo libero e spontaneo con complicità e senza falsi pudori”.

Ci racconti una “monellata” realizzata?
“Se così si può intendere… mi piace ricordare come ai miei tempi le ragazze venissero corteggiate e, molto spesso, mentre si passeggiava per le strade, capitava che i ragazzi tentassero di fermarti o ti seguissero per conoscerti… il famoso “rimorchio”, come usavamo dire a Roma! In questi casi, soprattutto quando ero con le mie amiche, io fingevo di essere una turista straniera, che non capiva la lingua italiana e mi divertivo a sentire i commenti degli audaci ammiratori, prendendoli in giro!”.

Come ami trascorrere il tuo tempo libero?
“Sono una persona molto attiva! Quando posso, vado in palestra ad allenarmi, visto che mi piace mantenermi in forma in modo sano e naturale. Adoro molto viaggiare e scoprire posti nuovi, soprattutto se selvaggi e incontaminati… non per niente sono un’appassionata di storia, archeologia e di civiltà antiche! Amo il mare, la natura, gli animali. Mi piace molto andare a cavallo, anche se ho poco tempo per farlo… Inoltre, nei momenti di relax, mi piace scrivere. Ho realizzato articoli e saggi per riviste e giornali, ho scritto poesie, racconti e sceneggiature, ho partecipato a trasmissioni televisive ed ho fatto anche alcune particine in film divertenti, con noti attori romani. Sono anche opinionista sportiva… Diciamo che non mi faccio mai mancare nulla!”.

Se non avessi intrapreso questo percorso professionale oggi chi saresti?
“Il mio sogno più grande era quello di fare la giornalista-reporter”.
Tre cose assolutamente importanti nella tua vita a cui non puoi rinunciare?
“La libertà, la musica e… la cioccolata! Sono una donna indipendente, a cui piace essere libera da schemi, che ama stare un po’ fuori dal coro… Infatti, vivo come voglio, non come impone la moda, né tanto meno come pensa la gente… perché la passione per tutto quello che faccio va oltre tutto e tutti! Mi piace sognare, ma quando voglio, so essere realista, decisa e determinata! Credo moltissimo nei valori veri della vita… quello che conta per me, prima di tutto, sono i rapporti umani… poi viene tutto il resto! Per questo, non smetto mai di sognare un mondo migliore… Del resto, una vita senza valori né ideali in cui credere non avrebbe senso…”.




