ESCLUSIVE
Elvira Gigante : ” Recitare mi aiuta ad esprimere nuove emozioni “
La nostra intervista esclusiva alla talentuosa attrice Elvira Gigante

Interprete eclettica e poliedrica, Elvira Gigante è uno dei talenti emergenti dell’attuale panorama italiano. Brillante, intensa e dal volto acqua e sapone, sino ad oggi si è mossa con disinvoltura tra teatro d’autore e cinema. Abbiamo fatto quattro chiccheire con questa vulcanica e brillante attrice per farci raccontare qualcosa in più non solo a livello professionale ma anche privato.

Come nasce la tua passione per la recitazione ?
“E’ nata dall’esigenza di fare una scelta, in un periodo difficile della mia vita, in cui ho dovuto affrontare una profonda crisi personale. Ho pensato che fosse arrivato il momento per me di dedicarmi di nuovo a me stessa con un’attività che mi facesse stare bene. Recitare mi ha aiutato a tirare fuori tante emozioni che credevo di non riuscire più a provare. Dall’inizio a oggi è stato solo un crescendo di emozioni riscoperte e donate ai miei personaggi”.

Invece il tuo percorso professionale ?
“Un pò per caso o forse perchè doveva accadere. Dopo il mio lungo percorso, conclusosi con l’acting coach al REC Acting Studio di Luca Angeletti, che mi ha aiutato a vedere l’arte della recitazione come un mestiere vero e proprio, in cui le emozioni che proviamo vengono messe a disposizione del personaggio che interpretiamo in modo “funzionale”, ho frequentato un seminario con i Fratelli D’Innocenzo, Fabio e Damiano, dove ho potuto liberare le emozioni più intense e nascoste che custodivo in me. Sai Antonio, con loro è molto facile lavorare in questo senso perchè ti aiutano a tirare fuori tutto quello che hai dentro di brutto e di bello e dove ho incontrato alcuni giovani e talentuosi registi, con i quali ho collaborato subito dopo, Simone Polito e Dionigi Santoro, nei loro rispettivi cortometraggi “Domenica x sempre” e “Fratelli d’Italia”. Poi è arrivata la conoscenza con Eleonora Lentini, giovane regista e sceneggiatrice, alla quale devo moltissimo e con la quale ho realizzato due cortometraggi e due lungometraggi, uno di prossima uscita dal titolo provvisorio “Una seconda occasione”.

Invece un ricordo professionale che porti sempre nel cuore ?
“Ce ne sono diversi sono sincera perché sono una romantica e custodisco un ricordo stupendo per ogni lavoro fatto, ma probabilmente quello che serberò per sempre nel cuore è l’emozione di aver calcato un palco importante come quello del Teatro Tordinona, dove sono da poco stata in scena con la commedia romanesca “Meo Patacca” per la regia di Renato Giordano, mentre l’organizzazione artistica è curata dalla bravissima Francesca Antonaci in arte Gegia . Probabilmente essere diretta da un grande regista come Renato e vedere gli sguardi orgogliosi ed emozionati di mio padre e di mia sorella a fine spettacolo, che mi vedevano per la prima volta sul palco, hanno contribuito a renderlo un ricordo professionale indelebile”.

Un progetto futuro che vorresti realizzare ?
Bella domanda. Mi piacerebbe essere diretta dai Fratelli D’innocenzo e da Edoardo Leo, lo so, generi diversi, agli opposti se vogliamo, ma sono registi di generi cinematografici che amo in ugual misura e nei quali adorerei confrontarmi. La commedia di Edoardo Leo, con quel misto di romanticismo, comicità e concretezza della vita che ti porta sempre a riflettere al termine del film, ed il dramma dei D’Innocenzo con quel loro modo di indagare e sperimentare la crudeltà dell’animo umano, che trasforma le bassezze che si nascondono in ciascuno di noi in pura poesia.

Nella tua carriera professionale c’è un punto di riferimento ?
“Bhe se intendi un esempio attoriale che seguo, in effetti no. Di base sono molto spontanea e non mi piace emulare altre attrici, amo vivere il famoso “qui ed ora” mentre recito. Se invece ti riferisci ad attrici che amo, dovrei farti un elenco interminabile, italiane di sicuro Sophia Loren, Anna Magnani, Monica Vitti che credo abbiano fatto la storia del nostro cinema e straniere tra le mie preferite ci sono Meryl Streep, Glen Close e Julianne Moore”.


Ci racconti di questo tuo progetto “Corto” cinematografico che stai realizzando ?“Grazie della domanda Antonio, in effetti è un pò come un altro figlio, visto che uno ce l’ho realmente. E’ il mio primo corto da sceneggiatrice, che ho voluto interamente produrre con il supporto del mio compagno Maurizio Roca.”Follower #1” questo il titolo provvisorio, al momento è in post produzione, abbiamo ultimato le riprese i primi di febbraio di quest’anno.Michela è una madre di un diciannovenne, Simone, che oltre ad essere un’assicuratrice di successo fa l’influencer nel tentativo di dare una svolta alla vita propria, ma anche del figlio. In una giornata tipo come tante, fatta di mille routine, di selfie, di storie per i social, di corse verso l’ufficio, di persone che incontra e che da lei cercano fama gratuita, si imbatte in un follower che si rivelerà altro da ciò che lei credeva. Proprio come accade sempre più spesso nella vita quotidiana. Questa “variante sul tema” le creerà un tale sconvolgimento da farle sbattere il viso contro una realtà che non si aspettava.Ho avuto alla regia Alessandro Montone, giovane regista col quale ho una bell’affinità stilistica e narrativa, Andrea Vinci e Valerio Bisogno i suoi aiuto regia, il DOP è stato Adriano Roidi, il suo assistente David Sakhechudze, Stefano Monticelli ha curato il suono in presa diretta, mentre Salah Dahou ha avuto il duplice ruolo di Data Manager sul set e montatore in post produzione, le due truccatrici sono state Maddalena Tufano e Letizia Palmirotta. Una giovanissima e super professionale troupe che da subito si è affiatata ed ha collaborato unita per la buona riuscita del progetto. La colonna sonora originale sarà realizzata dal mio amico Francesco Grant, al quale devo immensa gratitudine anche per i suggerimenti che mi ha dato in fase di ultimazione di sceneggiatura. Chiudo con il cast artistico, al quale devo moltissimo per aver dato vita a ciò che era solo nella mia immaginazione, Francesco Santarelli (Simone il figlio), Lorenzo Guerri (Andrea il follower), Simone Giannicola (Claudio l’ex marito), Alfredo Favatà (Stefano il barman), Mohamed Elmaghrby (Salah l’avventore del bar) e dulcis in fundo l’altra figura femminile, Alessandra Paganelli (Paola la collega). Permettimi di fare una menzione speciale al mio amico Taieb Ksiksi, che avrebbe dovuto essere il DOP del progetto e che ha dovuto purtroppo rinunciare per motivi professionali, ma senza il quale tutto questo non avrebbe mai visto la luce”.

Come ami trascorrere il tuo tempo libero ?
“Premettendo che ne ho pochissimo, tra lavoro ordinario, attività artistica, figlio, casa e chi più ne ha più ne metta, amo fare cose super ordinarie come tutti cinema, passeggiate, shopping e la notte adoro ritagliarmi il tempo per scrivere, con la musica nelle orecchie e i pensieri in corsa”.

Che rapporto hai con la fotografia e con i social network?
“I social li amo e li odio. Trovo che siano un ottimo mezzo per farmi conoscere e al tempo stesso una sorta di “schiavitù” per cui se non pubblichi vieni dimenticato in un secondo, ma per fortuna la gestisco abbastanza bene, preferendo la qualità alla quantità sia di persone che mi seguono che di contenuti che pubblico.
La fotografia, bhe che dire, è stata il mio primo amore, davanti all’obiettivo della fotocamera però. Volevo fare la fotomodella da ragazza.. alla fine la faccio adesso, che sono più grande e più consapevole. Mi diverto a collaborare con diversi fotografi professionisti, molti dei quali sono diventati amici nel tempo”.

Tre cose assolutamente importanti nella tua vita a cui non puoi rinunciare ?
“Mio figlio, l’amore e la libertà”.

Da romana doc in cosa ti senti simile alla tua adorata terra ?
“Nell’ironia un pò dissacrante che abbiamo noi romani, nella genuinità, come mi vedi è come sono, e nella passione, mi infuoco con poco nel bene e nel male”.

Il tuo lato sexy secondo te ?
“Secondo me?! Nessuno, ma mi dicono sia lo sguardo”.

Per una serata galante quale intimo adori indossare ?
“Bhe se si tratta di una serata “galante” non mi concentro troppo sull’intimo, quanto su ciò che indosso sopra, amo essere sempre vestita in modo adegauto alla situazione. Comunque, caro Antonio, di sicuro non metterò su una “mutanda della nonna o un reggiseno sportivo”, se è quello che volevi sapere”.

Ci racconti una “monellata” realizzata ?
“Certo, come no. Poco più che adolescente ero fan di una boyband inglese, quando vennero in concerto a Roma, con le mie amiche del cuore dormimmo davanti al Palaeur la notte prima, una follia totale a ripensarci oggi, ma all’epoca era una cosa assolutamente trasgressiva. I miei non lo sapevano. Bhe per fartela breve conoscemmo, insieme ad altre ragazze il manager italiano della band che ci regalò i biglietti per la serata successiva alla nostra. Vedemmo due concerti invece che uno. Fu bellissimo perchè la seconda sera io e le mie amiche ci piazzammo in posti un pò laterali da cui avemmo modo di vedere anche il backstage”.

Se non avessi intrapreso questo percorso professionale oggi chi saresti?
“Una donna diversa sicuramente, Antonio, oggi mi sento una donna risolta, pragmatica, cosa che non ero prima di intraprendere il percorso attoriale”.

Photo Credits: Ph Andrea Troiani – Ph Vincenzo Scudieri- Ph Angelo Di Fazio- Ph Michele Simone- Ph Emanuele Fortunato – Gabriella Deodato- Ph Roberto Oliva – Ph Sergio Sechi- Ph Francesco Tiburno- Federica Di Benedetto- PH Taieb Ksiksi



