LUISA POPPE: INDOLE ARTISTICA
La nostra intervista esclusiva alla brillante artista-canante Italoargentina Luisa Poppe

Luisa Poppe è un’artista poliedrica di grande talento, dotata di una naturale predisposizione verso tutte le forme d’arte. Grazie alla sua spontaneità, riesce a coinvolgere e intrattenere il pubblico con le sue eccellenti capacità di canto e danza, esibendosi inoltre in monologhi brillanti. Luisa può vantare un solido percorso formativo e professionale che la qualifica come un’artista-cantante di alto livello, sempre pronta a emozionare con le sue qualità artistiche. Abbiamo avuto il piacere di intervistarla per approfondire i suoi sogni e obiettivi professionali; l’intervista offre numerosi dettagli che permettono di conoscere meglio questa significativa figura femminile.

Tre cose importanti nella vita a cui non puoi assolutamente rinunciare ?
“La prima cosa di fondamentale importanza per me è mantenere una connessione con il Creatore, con l’universo e con l’energia più pura che ha dato origine a tutto. Ritengo essenziale percepire costantemente, durante tutta la giornata, questo legame profondo con il mio cuore, la mia anima, il mio corpo e la mia mente. In secondo luogo, attribuisco grande valore a tutte le forme d’arte che posso esprimere; nel corso del tempo ho sperimentato diverse discipline artistiche, tra cui soprattutto la danza e il canto. Infine, non potrei mai rinunciare al desiderio di aiutare gli altri: lavoro proprio con l’obiettivo di supportare le persone e considero questa attività un impegno imprescindibile, un valore che ho sempre ritenuto fondamentale nella mia vita”.
Come nasce la tua passione per il canto e la musica ?
“La mia passione nasce grazie a mio nonno e mio zio in Argentina, entrambi grandi amanti della musica. Ascoltavano frequentemente artisti come Fred Bongusto, Gigliola Cinquetti e, naturalmente, la musica argentina; a mio nonno piacevano particolarmente Gardel e altri cantanti di tango. Fu proprio loro a incoraggiarmi a imparare a suonare la chitarra e a cantare tutta la musica apprezzata dalla famiglia. Iniziai così il mio percorso musicale, che era anche un sogno personale: imparare a suonare il pianoforte. Tuttavia, non avendo le possibilità economiche per acquistarlo, mi dedicai ad altro. Studiavo musica e frequentavo lezioni di ballo e canto. La mia passione si è sviluppata intorno ai sette-otto anni di età, crescendo sempre più con il tempo e lo studio continuo”.

Invece il tuo percorso professionale di cantate ?
“Quando lasciai l’università mi mancava ancora un anno per completare gli studi; ero iscritta alla facoltà di biologia. Successivamente, iniziai a frequentare la scuola di Julio Bocca, un ballerino argentino di grande rilievo, e cominciai così a studiare teatro musicale. Questo metodo di studio, che rappresenta un connubio tra canto e danza, ha creato in me una sorta di magia per la vita, poiché ero estremamente felice. Nonostante fossi giovane, tra i ventitré e i ventiquattro anni, avevo già un figlio. Questo percorso di studio, che ho continuato a seguire per quindici-diciotto anni, è stato uno dei momenti più belli e luminosi della mia vita”.
Adesso in quale progetto musicale sei impegnata ?
“Attualmente sono impegnata nella registrazione di tre nuove canzoni che ho scritto personalmente, con la musica composta da un amico della Repubblica Dominicana, poiché solitamente effettuo le registrazioni a Santo Domingo. Sono molto felice di poter registrare questo brano, poiché è la prima volta; naturalmente, da giovanissima scrivevo canzoni ispirate all’innamoramento e tuttora i testi parlano d’amore vissuto profondamente, sempre con una certa sensualità che mi piace particolarmente. Sono entusiasta di questo progetto e sto anche iniziando a cercare un musicista napoletano che possa accompagnarmi in un lavoro significativo. Il prossimo anno vorrei iniziare a esibirmi in qualche location; per il momento sto cominciando a fare delle prove e vedremo come si evolverà la situazione”.
C’è in questo percorso professionale un ricordo che porti sempre nel cuore ?
“Il ricordo più significativo che porto nel cuore non riguarda il mio percorso come cantante, ma piuttosto il periodo in cui interpretavo un personaggio per intrattenere i bambini nel reparto oncologico pediatrico di un ospedale. Insieme ai miei amici, realizzavamo uno spettacolo teatrale basato su diverse storie, in cui avevo il ruolo principale. Questo spettacolo portava grande gioia e felicità ai bambini. Ricordo con particolare emozione un momento speciale: al termine di una rappresentazione, una bambina di circa tre o quattro anni mi ha voluto dare un bacio come segno di gratitudine. È stato un momento molto toccante per me, poiché ho compreso che l’arte ha un valore ben più profondo dell’ego e della semplice visibilità; essa rappresenta infatti uno strumento prezioso per andare in profondità e aiutare le persone a superare le difficoltà della vita”.
Hai un punto di riferimento a cui tentare d’ ispirati ?
“Senza alcun dubbio, per me l’intera Italia rappresenta una fonte costante di ispirazione. L’arte qui è qualcosa di straordinario. Ad esempio, Napoli e artisti come Pino Daniele, Giorgia, Mina; il mio grande amore rimane Raffaella Carrà, che è stata apprezzata anche in Argentina. Tutti gli artisti italiani sono eccezionali. Ascoltare la musica italiana è sempre un impegno personale poiché sto ancora perfezionando la mia conoscenza della lingua. Ritengo che la poesia sia un sogno da vivere completamente; amo ascoltarla anche in italiano e ho persino scritto una canzone sia in italiano che in napoletano. Quest’ultimo dialetto rappresenta per me qualcosa di straordinario e unico. Per questo motivo ho realizzato la registrazione delle classiche canzoni partenopee “Passione” e “Tu si na cosa grande”, che apprezzo molto. Attualmente, vivere qui in Italia, in Campania e più precisamente a Caserta, costituisce per me una grande fonte di ispirazione musicale. Ho amici con doti vocali eccellenti, persone solari e felici. Ribadisco che l’arte e l’Italia rappresentano per me una parte fondamentale della mia vita e della mia ispirazione creativa”.
Un progetto futuro che vorresti realizzare?
“Sarebbe certamente un’opportunità stimolante poter realizzare un tour in Italia con lo spettacolo che ho creato due anni fa, intitolato “Single per tutta la vita”. Sto lavorando anche alla traduzione in italiano di questo monologo, nel quale racconto aspetti della mia vita, non solo nella verità ma anche attraverso momenti di canto e danza. Questo rappresenta il sogno che desidero concretizzare”.
Da Argentina ami piu la musica della tua bella nazione o quella italiana ?
“Questa domanda è complessa a cui rispondere. Apprezzo molto la musica italiana poiché, come ho già accennato, sono cresciuta ascoltando musica italiana insieme a mio nonno, seguendo molti artisti di successo in Italia, e ho sempre amato questo genere. Naturalmente, anche in Argentina ci sono numerosi artisti di grande talento; tuttavia, se si analizza la mia playlist personale, si noterà che contiene prevalentemente musica italiana e inglese, mentre quella argentina è assente. Questa è la realtà dei fatti”.
In cosa sei simile alla tua adorata Argentina?
“Ritengo che la creatività sia una caratteristica distintiva degli argentini, derivante dalla necessità di superare numerose difficoltà tipiche della nostra realtà. Questa forza interiore rappresenta un elemento fondamentale del nostro essere. Personalmente, consumo il mate, sebbene con moderazione, poiché può danneggiare i denti; infatti, il mio dentista mi ha consigliato di limitarne l’assunzione. Non sono particolarmente legata al calcio o al tango, che sono tradizioni argentine molto diffuse, ma riconosco nel mate un simbolo culturale importante. In conclusione, credo che la mia identità argentina si manifesti attraverso la creatività e la determinazione nel progredire, con una certa influenza italiana”.
Invece cosa adori dell’Italia ?
“Amo profondamente l’Italia, che considero il grande amore della mia vita. In questo momento apprezzo tutto del paese: i suoi luoghi, i paesaggi e le persone. Certamente, il Sud e la Campania sono più aperti e accoglienti, ma ho amici in tutta Italia e li amo tutti. Quando mi trovo negli Stati Uniti, parlo spesso dell’Italia e provo una forte emozione, tanto da commuovermi. Il mio legame con l’Italia è molto intenso e sincero”.
Come adori trascorrere il tuo tempo libero?
“Nel tempo libero dedico costantemente tempo all’allenamento, poiché sono profondamente appassionata nel mantenere il mio corpo in forma. Partecipo a lezioni di danza classica e mi impegno continuamente ad apprendere nuovi strumenti musicali. Attualmente sto approfondendo lo studio della percussione, in particolare dello strumento a vibrazione, che utilizzo anche nella mia attività professionale. Ritengo fondamentale lo studio continuo; allo stesso tempo, apprezzo momenti di svago trascorsi con amici, partecipando a eventi sociali che favoriscono relazioni positive caratterizzate da allegria e spontaneità”.
Secondo te quale è se c’è la tua parte più sexy ?
“Ritengo che l’aspetto più attraente di me non risieda nel corpo, ma nell’energia che trasmetto. La sensualità, per me, rappresenta un dono, una virtù e talvolta anche una sfida. Insegno alle donne a sviluppare questa qualità, poiché considero la sensualità qualcosa di prezioso. Per me, la sensualità è strettamente legata all’energia che metto in tutto ciò che faccio ed è un aspetto naturale della mia persona”.
Per una serata galante cosa adori indossare ?
“Per una serata galaIndosso frequentemente un abito leggermente sensuale con la schiena scoperta, che valorizza in modo discreto il décolleté. Preferisco abiti lunghi, anche se la scelta dipende dalla location. Opto sempre per qualcosa di elegante e raffinato, spesso con la schiena scoperta o un vestito lungo che lascia intravedere le gambe in modo delicato, creando un effetto “vedo non vedo” molto piacevole”.
Ci racconti una monellata che hai realizzato e una monellata che vorresti realizzare ?
“Quando avevo circa diciassette o diciotto anni, insieme alla mia migliore amica, ci recavamo nel centro di Buenos Aires durante i giorni in cui non frequentavamo la scuola. Ci divertivamo a corteggiare gli uomini attraenti ed era interessante osservare come loro non comprendessero due donne che facevano la corte; solitamente accade il contrario. Non approcciavamo solo uomini belli, ma utilizzavamo anche parole seducenti che lasciavano gli uomini sorpresi e un po’ disorientati. A volte questo comportamento poteva risultare leggermente rischioso, soprattutto in mezzo alla strada, ma rappresentava semplicemente uno scherzo giovanile”.
Se diciamo amore cosa rispondi ?
“Se parliamo di amore, rispondo con ciò che realmente sono”.
Se diciamo Sesso cosa rispondi?
“Per me, il sesso rappresenta un’esperienza straordinaria e significativa che ci ricorda la nostra esistenza. Ritengo che esso favorisca un rapporto autentico con la vita, aiutandoci a comprendere appieno la nostra natura di esseri umani. È, senza dubbio, qualcosa di meraviglioso e profondamente apprezzato da me”.
Ci racconti il posto più starno o simpatico in cui hai fatto l’amore?
“Le scale di un palazzo storico nella zona di Piazza Amedeo a Napoli sono caratterizzate da numerose stanze. In compagnia del mio partner, ho vissuto un’esperienza insolita e sorprendente con un uomo presente al piano inferiore, la cui presenza si è rivelata molto particolare anche per me. Questa situazione ha iniziato a suscitare in me una certa provocazione, alla quale ho deciso di rispondere, vivendo quel momento come qualcosa di piuttosto singolare”.
Se non avessi intrapreso questo percorso professionale, oggi chi saresti ?
“Non posso assolutamente immaginare la mia vita senza l’arte, poiché essa rappresenta per me una fonte continua di ispirazione indispensabile per creare tutto ciò che esiste nella vita. Vivere senza arte sarebbe impensabile”.
PHOTO CREDITS: Ph Antonio Taccone – Ph Miami Photographer- Ph Diego Ingratta



