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Martina Avogadri : “Con Jean Reno in Lift, è stata una grande esperienza professionale”

La nostra intervista esclusiva con l'attrice Martina Avogadri che interpreta il capo di un gruppo di hacker accanto a Jean Reno nel film Lift targato Netflix

Lift da oggi è disponibile su Netflix, l’action movie diretto da F. Gary Gray, con un cast di primissimo livello che annovera anche l’italiana Martina Avogadri nei panni di Leviathan Leader, capo di un gruppo internazionale di hacker. La storia racconta di un ladro professionista e la sua banda esperta tentano il colpo perfetto: rubare 500 milioni di dollari in oro da una cassaforte su un aereo a 12mila metri da terra.

 

Ci racconti la tua esperienza lavorativa nel cast del LIFT in uscita su Netflix dal 12 gennaio? 

“L’esperienza sul set e con il cast stellare di Lift è stata straordinaria da molti punti di vista. Innanzitutto è stata la prima volta in cui mi sia capitato di metter piede sul set e trovarmi letteralmente circondata da star hollywoodiane tra cui Kevin Hart, Gugu Mbatha-Raw, Sam Worthington, Billy Magnussen e attori che da decenni fanno la storia del cinema, come Jean Reno. Spesso mi è stato chiesto se far parte di un cast di questo tipo mi abbia in qualche modo – almeno in prima battuta – intimorito. Con grande gioia, la mia risposta è ‘no’! Queste star sono prima di tutto bravissimi attori, eccellenti e generosi colleghi, che hanno la grazia e l’eleganza dei “grandi” e di chi è sul set per la giusta ragione: raccontare questa storia avvincente e ricca di sfumature. Condividere il set con Kevin Hart, Gugu Mbatha-Raw, Úrsula Corberó e Jean Reno, giusto per nominare gli artisti con cui mi sono ritrovata più a stretto contatto è stato davvero divertente e lavorare con attori eccellenti è sempre un grande regalo.  Inoltre il regista Gray Gray lavora equamente con tutti gli attori, senza mai perdere contatto con la sua precisissima visione. È un timoniere fantastico e spero davvero di avere la possibilità di essere diretta da lui anche in future occasioni”.

Cosa ti ha attratto del tuo personaggio di Leviathan Leader ? 

“Adoro i “cattivi”. Penso che negli antagonisti ci sia grande spazio di esplorazione e la possibilità di lavorare su diversi livelli è per me sempre molto entusiasmante. Il mio personaggio è il capo di un gruppo di hacker ed essendo la mia dimestichezza con la tecnologia tragicamente limitata, ho fatto ricerca per avvicinarmi a questo mondo. Ci sono elementi di un personaggio che non emergono necessariamente nella narrazione sullo schermo, ma che costruiscono il sostrato, la base di un personaggio, quello che io (e non solo io) chiamo ‘the character’s point of view about the world’ o, in altre parole, chi il personaggio è. La ricerca e il lavoro su questi aspetti è una delle parti del mio mestiere che più mi affascina. E nel caso di Leviathan Leader, la possibilità di immergermi in un mondo e in una psicologia cosí lontani da me mi ha subito affascinato. È un personaggio che se potessi continuerei ad esplorare. In potenza pieno di conflitti. Sono pronta per uno spin-off!”.

Come è stato lavorare con Jean Reno? 

Non ho saputo fino all’ultimo chi sarebbe stato il mio “compagno di scena” e la gioia di vedere il nome di Jean Reno – un attore che per me è da sempre un riferimento – sull’ordine del giorno la sera prima di cominciare le riprese, è stata davvero grande. Recitare accanto a Jean Reno è contemporaneamente la bellezza di osservarlo all’opera e la possibilità per me di elevarmi come professionista. Jean Reno ha una presenza scenica assoluta, è magnetico. La sua enorme esperienza è palpabile, ma Jean porta anche con sé la leggerezza e l’eleganza di un artista che rispetta il proprio lavoro profondamente e che è innamorato di questo “gioco”.  E come tutti i grandi, Jean Reno è un attore generoso, che crea spazio per il proprio partner di scena e che invita ad una danza veramente a due. Penso che il mio compito accanto a Jean Reno sia stato in primis quello di “occupare lo spazio” come sua pari. Il mio personaggio tiene testa al personaggio di Jean per una parte di una delle scene che abbiamo insieme. I due si minacciano indirettamente (e anche direttamente) a vicenda. Sapevo dunque che prima di tutto, il mio compito sarebbe stato quello di restituire questa dinamica e che sfida bellissima poterlo fare accanto a Jean Reno! Jean è sempre stato presente anche quando la camera era puntata su di me. È sempre stato lui a darmi le battute. Può sembrare scontato, ma non lo è, quindi sono molto grata di aver davvero avuto la possibilità di stare in scena con lui. Parla spesso del valore dell’esperienza teatrale per un attore e si dà sul set con la stessa presenza richiesta dal palcoscenico”.

C’è un personaggio che vorresti interpretare nel futuro? 

Ultimamente appare nei miei sogni una donna in divisa, chissà che non sia il segno di un personaggio che interpreterò a breve!  In generale amo personaggi psicologicamente complessi, che mi danno la possibilità di esplorare contraddizioni e di attraversare molti stati emotivi diversi. Ogni personaggio è un progetto, una tesi per me, perciò tendo ad innamorarmi di qualsiasi personaggio mi venga affidato. Lo prendo in cura come un figlio, dunque è difficile avere una preferenza! Amo però personaggi estremi che spesso si trovano in film di genere (dark comedies, horror, sci-fi). Non vedo l’ora che esca nei cinema l’ultimo film di Lanthimos ‘Poor Things’. Posso dire che avendo visto il trailer, il personaggio interpretato da Emma Stone è un sogno per un’attrice come me.

Se non avessi fatto l’attrice cosa avresti fatto nella vita? 

“Fino a circa 18 anni volevo fare la pallavolista, ma non ero sufficientemente brava per farne una carriera a tutti gli effetti. Nella prossima vita mi piacerebbe essere musicista classica”.

Come ami trascorrere il tuo tempo libero? 

“Amo camminare a lungo, correre e organizzare cene con amici”.

Tre cose nella tua vita a cui non puoi rinunciare? 

“Amore (non necessariamente in senso romantico), onestà, ironia”.

Progetti futuri? 

“A breve sarà completa la post-produzione del lungometraggio di debutto della mia compagnia di produzione qui in Inghilterra (Aberrant Gene Films). Si tratta di un film che ho coprodotto e di cui sono protagonista, il cui titolo è ‘Omio’. È una produzione inglese, ma girata in Italia, in linea con il mio desiderio di ricreare un ponte con il mio paese. Si tratta di un film vivo, crudo e spero “difficile”, in cui nessuno si risparmia e che non risparmia. Si tratta di un lavoro molto personale e che mi sta molto a cuore e, sinceramente, non vedo l’ora di condividerlo con il mondo e di portarlo ai festival!  Ho anche alcuni progetti in attesa di conferma, grazie alla dedizione e al lavoro della mia agenzia DBA, di cui spero di poter parlare molto presto!”.

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