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Maurizio Maffei, il re della notte si racconta

Maurizio Maffei, il re indiscusso della notte e del divertimento. La sua storia, i suoi sogni e la sua passione: divertirsi e far divertire.

Maurizio Maffei. Classe 1967, solofrano di nascita, salernitano di adozione. Per anni è stato il gestore della prima discoteca del Sud Italia, il Camino Real. Un luogo del divertimento per intere generazioni della Campania.

Maurizio Maffei quando hai iniziato la tua carriera?
A 15 anni ho messo su il primo disco per una festa. Facevo il deejay.

Il primo disco suonato?
Non me lo ricordo, ma quello era il periodo di “Figlie delle Stelle” di Alan Sorrenti. E poi sono stato fulminato dal concerto di Lou Reed che si esibì ad Avellino nel 1981. Era il frontman degli Underground. Con loro è nata la musica moderna.

Come hai continuato?
Negli anni ’80 c’erano i paninari e i dandy. Io ero un dandy.  Arrivai alla radio con un programma radiofonico dal titolo “Nice Noise“, il programma diventò un successo. Poi passai a collaborare con un gruppo di pubbliche relazioni denominato “Grandi Estrosi”. Fondammo la prima discoteca della città di Cava:  il Naomi che nel tempo cambio nome in Aumm Aumm.

Suonavamo nelle maggiori discoteche della Campania come il Saracino e l’Africana.

Quando è arrivato il Camino Real?
Si posizione tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000. Sono stata il gestore della prima discoteca del Sud Italia  dal 1996 al 2003. All’epoca fu la Silb – Fipe, nella fiera annuale del divertimento, a premiarci.

Cos’era questo locale?
Per me è stato un luogo dove emozionarsi e fare emozionare. Il locale si muoveva intorno ad un concept per definito: la passione, la storia, il verde e le emozioni. Era la decappotabile del divertimento, d’estate si scopriva per far divertire le persone all’aperto ed d’inverno si rientrava nel locale.

Un bel periodo?
Nel mio locale sono passati i grandi nomi del momento come: Raul Bova, Sabrina Ferrilli, Paola Barale. Molti venivano a ballare da me senza ricevere inviti come Simona Ventura. Una grande soddisfazione.

Le persone comuni come i Vip venivano nella mia discoteca per divertirsi come tutti.

Tu sei originario di Solofra.
Sono molto legato alla città, lì ci sono le mie origini. Quando ero ragazzo il mio week-end era a Solofra a seguire il Solofra Calcio di cui mio padre era il presidente e l’Avellino Calcio, di cui papà era l’ accompagnatore. Per me il fine settimana voleva dire Solofra e partita. Ho visto tutte le partite della serie A, un momento unico, indimenticabile.

Tornando al suo lavoro dopo il Camino Real è arrivato il Bogart?
Sì ho lasciato la discoteca per passare al club nel 2007. Ho dato la mia impronta al locale rivestendolo di luce.  Nel Bogart ho portato l’arte al centro delle serate, per me arte non è solo un quadro o un allestimento artistico, ma anche i momenti in cui si crea.

Cosa fai adesso?
Dopo una serie di problemi che definisco le disavventure della vita ho preferito lasciare il locale. Il covid ha fatto il resto.

Cos’è stato il covid per il mondo della notte?
La fine di tutto. La notte è trasgressiva per eccellenza, è contatto, abbracci, mani che si librano nell’aria. Tutte cose vietate. Poi i continui apri e chiudi hanno fatto il resto. Dal canto mio non ho ricevuto ristori e come me tanti altri.

E’ cambiato il popolo della notte?
Ovviamente sì. Se prima per vedere un cambio generazionale bisognava aspettare dieci anni, ora tutto è più veloce e in due anni vedi una generazione radicalmente diversa da quella che l’ha preceduta.

Da cosa si nota?
Dai rapporti interpersonali, vedi persone allo stesso tavolo che non si parlano, ma con i cellulari in mano.

Se prima il corteggiamento era uomo donna, ora vedi flirtare più persone contemporaneamente  o se prima beccavi due tipi baciarsi durante la serata, ti può capitare di rivederli nella stessa sera intrattenersi languidamente con altre persone.

Tutto normale o anche no.

E i giovani?
Il sistema educativo è mutato notevolmente, il rispetto è diminuito. Credo che la loro educazione non debba soffermarsi solo alle agenzie educative classiche, ma dovrebbe arrivare in tutti i luoghi dove loro si incontrano e non lasciarli a loro stessi.

Dove ti vedi tra 10 anni?
Vorrei lavorare qualche altro anno e poi ritirarmi in un paese latino. Mi affascina il Messico, un luogo dove le serate iniziano al tramonto e continuano di notte.

Nuovo locale?
Qualcosa di nuovo sicuramente.

Perchè continui?
Il mondo della notte è una passione che ti guida. L’imprenditore del divertimento non ha una azienda regolata da processi, ma accetta anche le variabili del giorno. Una serata può andare bene ma anche male. Le variabili sono tante: il brutto tempo, un incidente incidono sulle entrate, devi saper stare al gioco.

La passione fa la differenza. Quando realizzo una bella serata sono contento, l’incasso è secondario.

Mi addormento felice e mi sveglio felice. I soldi, il successo non sono tutto nella vita e soprattutto nella vita bisogna lavorare sodo per arrivarci.

Ultima domanda, ma papà come si chiama?
Armando Maffei, imprenditore conciario, titolare della Tre Stelle.

Grazie Maurizio Maffei per la chiacchierata.

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