ESCLUSIVE

QUELLA VOLTA CHE MARTIN SCORSESE TRASCORSE IL NATALE A CASA MIA

Intervista a Barbara Bouchet, attrice e sogno erotico nelle commedie sexy all'italiana degli anni settanta, la prima che ha portato l'aerobica in Italia, mamma del famoso chef televisivo Alessandro Borghese.

Barbara Bouchet è stata una delle attrici più belle e sensuali della commedia sexy all’italiana nonché l’icona del poliziesco Anni Settanta, fra i quali spicca il capolavoro di Ferdinando Di Leo Milano Calibro 9 (1972). L’ascesa nel cinema, allora considerato di serie B e oggi cult, di quella splendida ragazza bionda con gli occhi azzurri proveniente da Reichenberg, in Baviera, fu davvero eclatante. E poi, di colpo, più nulla. Improvvisamente, all’apice del successo e nemmeno a quaranta anni, Barbara abbandona tutto e si dedica al fitness in tv. Nell’84, infatti, seguendo le orme di Jane Fonda, apre a Roma una palestra riservata a sole donne, la Body Shop, e Rai2 produce la trasmissione “Body Body” bella quale l’attrice fornisce consigli  di salute e bellezza: è stata lei a lanciare l’aerobica in Italia, oggi sarebbe definita certamente  “influencer”. Vent’anni dopo da quell’addio clamoroso, la Bouchet ritrova il cinema, nel 2000, con Martin Scorsese, in “Gangs of New York”. E poi gli indimenticabili abbracci calorosi di Quentin Tarantino, alla Mostra di Venezia, al grido di “ho visto tutti i suoi film!”, la partecipazione a diverse fiction, il teatro e la sua esperienza a Ballando con le stelle. Per quanto riguarda la vita privata, l’attrice è stata sposata per tanti anni con l’imprenditore Luigi Borghese col quale ha avuto due figli: Max e Alessandro, quest’ultimo diventato famosissimo chef in tv e uno dei volti simbolo di Real Time e Sky Uno.
L’ho raggiunta a telefono, in un suo momento di relax, e abbiamo chiacchierato piacevolmente per un po’. Posso certamente affermare che mi è arrivato il ritratto di una donna assai ironica e brillante, elegante nei modi e di classe, spigliata e allegra ma con una vena melanconica che sovente faceva capolino, nelle sue parole, e che io ho adorato.
Barbara, lei è stata un’icona del cinema sexy degli anni settanta. Poi, improvvisamente, ha deciso di lasciare tutto, all’apice del successo. Come mai una scelta così definitiva? 
 Sai, avevo un’amica: Sylva Koscina anche lei attrice sexy che, dopo i quaranta anni, nessun regista chiamava più. E così, lei entrò in una forte depressione, poi si ammalò gravemente e infine morì. Ciò che le accadde fu come un segno per me, mi dissi: “me ne vado io, prima che mi mandino loro a casa”. Ricordo che pensai anche:” Fra una decina d’anni ritornerò e farò ruoli adatti alla mia età”, come se avessi potuto deciderlo io, poi…

Sbaglio o non è riuscita ad aspettare che passassero questi 10 anni, senza far niente?

No, infatti. Per carattere non riesco proprio a restare con le mani in mano e così ho attinto alle mie passioni. In quegli anni c’era il grande successo di Jane Fonda e la sua aerobica in tv, in Italia non esisteva ancora nulla del genere e ho pensato “Lo farò io!”. Così ho cominciato a cercare una palestra, poi sono andata alla Rai e ho proposto una trasmissione di Salute e Benessere che hanno accettato subito proprio perché inedita. E ho passato i successivi 15 anni nella mia palestra a fare trasmissioni televisive, video, creando linee di abbigliamento e insegnando aerobica. Nel frattempo ho fatto anche il secondo figlio, a 45 anni.

E poi, 20 anni dopo, è tornata al Cinema con un ruolo in Gangs of New York di Martin Scorsese. Che ricordi ha di quel set internazionale e importante?

Un ricordo fantastico! Un giorno mia sorella mi disse che stava arrivando Martin Scorsese a Roma, per girare un film e mi chiese :”Perché non vedi se c’è un ruolo per te?”. Pensai:”Perché no?”, mi sentivo pronta per ritornare a recitare. Così chiamai chi si occupava del casting e mi dissero che c’era solo un piccolo ruolo. Feci il provino e mi presero. Ricordo il primo giorno sul set: Scorsese mi venne incontro, mi baciò le mani e mi ringraziò entusiasta per avere accettato il ruolo, benché piccolo. Sai, mi disse anche che aveva visto i miei film, non mi sembrava vero. Gli risposi che per lui avrei recitato anche muta! Poi, durante le riprese, arrivò Natale e io invitai lui e la moglie a pranzo, a casa mia, saremmo stati in famiglia. Accettò, precisando che sarebbe andato via presto, perché la moglie non stava bene. Pensa che, alla fine, si fermarono fino all’una di mattina, si divertirono molto, evidentemente, e io ne fui felice! Un ricordo di un Natale meraviglioso.

Ho da poco intervistato il regista Toni D’angelo e lei è tra i protagonisti di Calibro 9, il sequel di Milano Calibro 9, film cult. Come è stato reinterpretare lo stesso ruolo, in un viaggio temporale?
In effetti, quando mi hanno chiamato, ho risposto: “Mica vorrete che balli su un cubo, a questa età?”. Toni ha riso e ha risposto che avrei semplicemente  recitato un ruolo della mia età, la mamma di Marco Bocci e che la storia del fim era andata avanti. Un grande film con un bel cast.
L’abbiamo vista anche a Ballando con le stelle, bellissima ed elegantissima. Le è piaciuto parteciparvi?
Certo, desideravo tantissimo far parte del cast. Milli Carlucci me lo stava chiedendo da due anni ma io ero sempre sotto contratto e impegnata con il teatro, per cui non avevo ancora potuto accettare. Quando poi sono riuscita a liberarmi, ho iniziato questa esperienza con un po’ di paura perché temevo di farmi male o di rompermi qualcosa, dopotutto avevo 77 anni. Per fortuna il mio maestro Stefano Orodei ha compreso le mie angosce ed è stato bravissimo a non forzarmi ed è stato allora che mi sono divertita molto. Poi, alla seconda puntata, sono stata eliminata, la concorrenza era troppo forte, e ammetto che è stato quasi un sollievo per me! ( ride n.d.r.)
Lei è la mamma di uno degli chef più amati d’Italia: Alessandro borghese. Ecco, la verve partenopea l’ha presa da papà e si vede. Invece cosa ha ereditato  da mammà: l’arte culinaria ?
L’arte della cucina l’ha presa da mammà, sì! ( ride n.d.r.)
Scherzi a parte, Alessandro  assomiglia più al padre, da me ha sicuramente ereditato la disinvoltura di fronte alle telecamere è il suo essere artista. Massimiliano invece, il mio secondo figlio, è molto sensibile come me. Ho combattuto una vita intera e, a volte, mi dico: “Ero una quercia e ora sembro un salice piangente!”. Tuttavia mi ricordo che sono una lottatrice e ritorno quercia, ogni volta che occorre. Anche Alessandro è così, io gli ricordo sempre:” Tu avrai la forza di affrontare tutto, come mamma. Tranquillo, amore, tranquillo. La sua sensibilità lo rende un pochino più vulnerabile, ma mai debole.
A proposito, sui social, suo figlio Alessandro ha dichiarato che si è ammalato di Covid e che è stato abbastanza “acciaccato”. Ci dice come sta, ora?
Alessandro sta abbastanza bene, è fuori dal peggio. È stato fortunato perché si è potuto curare a casa e non ha dovuto ricoverarsi in ospedale. Piano piano ne sta uscendo, è forte lui.
Come e dove si vede, Barbara Bouchet, fra cinque anni?
Oh mio Dio, io al massimo penso a come e dove sarò domani. Sai, se non fosse accaduta questa pandemia, forse ti avrei anche risposto, ma ora come ora, non mi permetto proprio di pensarci. Vivo giorno per giorno, godendomi ogni dettaglio.

Articoli correlati

Dai un'occhiata anche
Chiudi
Pulsante per tornare all'inizio