ESCLUSIVE

TUTTI BENE MA NON BENISSIMO

La nostra intervista esclusiva con il brillante autore-attore teatrale Daniele Vagnozzi

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Dopo il successo che sta ottenendo al cinema con il film La spiaggia dei gabbiani, l’attore Daniele Vagnozzi, torna a Teatro con il suo spettacolo Tutti bene ma non benissimo che  presentato al all’Asti Teatro Festival il 20 giugno . Il monologo scritto, diretto ed interpretato dallo stesso Vagnozzi, è sia comico che poetico ed esplora il complesso rapporto tra i giovani e la psicoterapia attraverso le vicende di Amedeo, un trentenne in cerca di aiuto. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con questo brillante autore-attore teatrale, che c con i suoi testi pieni di  ironia abbina un grande  talento,  con bravura e semplicità sta avendo un grande successo meritato.

Come è nata la passione per la professione attoriale  ?

“Durante la triennale di Psicologia, a Cesena. Frequentavo le lezione ma ero rimasto deluso dalla troppa teoria, dalla poca concretezza delle parole dei professori. Volevo studiare il comportamento umano nella pratica. Poi mi sono iscritto ad un corso di recitazione e ho detto “ecco, questo è quello che cerco”. La recitazione è per me la psicologia, intesa come relazione umana, messa in pratica”. 

 
Ci racconti come nasce la tua commedia teatrale “Tutti bene ma non Benissimo”?
“Nasce dalla voglia di raccontare il difficile rapporto che noi under 35 abbiamo con il chiedere aiuto psicologico. Siamo figli di una generazione che è cresciuta con molti pregiudizi al riguardo e ce ne stiamo liberando. Volevo raccontare in maniera ironica e leggera di quello che ci tormenta e della grande voglia che abbiamo di stare meglio e di essere felici. Prendere le cose con ironia e parlare dei nostri problemi liberamente credo siano le chiavi per stare bene”. 
Come riesci a gestire i diversi ruoli di autore, regista e attore nello stesso spettacolo?
Mi faccio aiutare dalla mia squadra, ho dei collaboratori di cui mi fido molto e che mi aiutano alla grande. Il teatro come il cinema sono lavori di squadra, da soli non si va tanto lontano.
In che modo hai bilanciato gli elementi comici e quelli più profondamente introspezionali nel tuo spettacolo? 
Interpreto più personaggi. Il protagonista, Amedeo, un ragazzo di 30 anni, è un antieroe da commedia romantica, portatore delle parti più introspettive della storia, mentre i personaggi del Dottor. Onesto, lo psicologo-influencer che spiattella soluzioni facili per la salute mentale e il Prof. Tranquillo, professore universitario prossimo alla pensione che dispensa consigli e teorie sulla psicologia, sono portatori della parte più leggera e satirica dello spettacolo.
 
Si percepisce anche una piccola attenzione al mondo della  psicoterapia?
“Appartiene al mio percorso umano e di studi. Credo molto nella terapia, penso tutti debbano sperimentarla almeno una volta nella vita, nessuno nasce con gli strumenti giusti. Per conoscersi serve un aiuto da fuori. Il mio lavoro di attore ma anche di autore e regista si confronta sempre con la voglia di cambiamento. Ogni spettacolo, ogni film, ogni opera d’arte, del resto, penso che nascano dal desiderio di voler cambiare se stessi, gli altri o il mondo”.
Come ami trascorrere il tuo tempo libero quando non sei impegnato in progetti lavorativi ?
“Mi piace suonare e scrivere canzoni, ne ho pubblicate alcune su Spotify col mio nome e cognome. Amo viaggiare, conoscere persone nuove e fare sport. La meditazione mindfulness è una vecchia passione, come i cartoni animati giapponesi!”.

Progetti futuri da realizzare ?
“Mi piacerebbe sviluppare un progetto audiovisivo tratto da “Tutti bene ma non benissimo”, una serie TV o un film. Ci sono anche altri progetti come attore in cantiere che spero di poter svelare presto”.
Se non avessi intrapreso questo percorso professionale, chi saresti oggi?
“Bella domanda. Forse sarei diventato uno psicoterapeuta oppure un medico o uno scrittore. Dopo il liceo era questo il mio bivio. L’espressione artistica e l’aiutare gli altri sono da sempre i miei motori, è quello che mi muove”.

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