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Culture nascoste. Suoni e immagini della civiltà rupestre

Dialogo e confronto in parole e musica sulle fotografie di Mimì Notarangelo e lo sguardo del Neorealismo sugli invisibili, coloro che hanno formato il tempo.

  • Roma, Corner Museo MAXXI Domenica 3 Settembre 2023, dalle ore 18 alle 21,30 

    Via Guido Reni 4/A – Roma (Italia)

    Finissage della mostra di Domenico Notarangelo “Era come entrare nelle cose”

    A cura di Francesco Cascino

    Direzione Artistica di Giuseppe Notarangelo

    Con il sostegno della Regione Puglia 

    In collaborazione con Fondazione Pino Pascali

  • Roma, 3 Settembre 2023

Chiude la mostra di Domenico Notarangelo (chiAmato Mimì) al MAXXI; centinaia i messaggi lasciati sul Libro della mostra in cui si parla di “fotografia necessaria ad aprire lo sguardo” o “indagine poetica sulle realtà nascoste” e molte occasioni di evoluzione internazionale all’orizzonte per questo incredibile e quasi sconosciuto interprete del Neorealismo italiano, nucleo culturale così amato e premiato nel mondo ormai da anni. Una corrente di pensiero della cui preziosità si parlerà durante l’evento del 3 settembre. Ospiti d’eccezione, tra i quali Federico Ferrandina, musicista e compositore tra i più interessanti dell’intera scena musicale internazionale che evocherà i suoni delle civiltà rupestri per farci comprendere le loro valenze con i sensi, Antonio Calbi, Direttore dell’Istituto italiano di Cultura a Parigi e grande intellettuale, Pierpaolo Forte, Giurista e membro del CdA del Parco archeologico di Pompei, già Presidente del Museo MADRE di Napoli e coautore di rigenerazioni urbane e umane nella sua città, si confronteranno con noi e con tutti i presenti dando vita a una riflessione attiva sulla memoria e sulla capacità degli invisibili di ogni tempo, compreso il nostro, di costruire valore, produrre ricchezza sostenibile e consegnare a noi il mondo intatto. Volti, sguardi e sorrisi somiglianti alle forme della pietra che, attraverso migrazioni geologiche e umanistiche inarrestabili, tramandano sapere millenario e identità evolutive con l’arte, l’artigianato, i suoni, le parole e le immagini, dando forma alla vita e al tempo.

Insieme agli ospiti sopracitati, a Francesco Cascino, curatore della mostra e delle strategie culturali, e a Giuseppe Notarangelo, che è anche il Direttore artistico del progetto di sviluppo e dell’Archivio Notarangelo, ci saranno altri ospiti straordinari:

Bartolomeo Pietromarchi, curatore in dialogo con il quale è nata l’idea della mostra di Notarangelo nel 2021, ex Direttore del MAXXI e attuale Direttore del

MAXXI L’Aquila; Mauro Bruno, Dirigente Sviluppo, Innovazione e Reti del Dipartimento Economia della Cultura della Regione Puglia, da sempre attento alla coniugazione tra cultura e sviluppo territoriale; Massimo Maggio, Responsabile di WIDE, Fine Art Insurance

Brokers, partner di questa e di tante altre operazioni di connessione tra arte, impresa e benefici pubblici; il regista Francesco Dongiovanni, che per anni ha studiato la ricerca di Mimì e ha realizzato un mediometraggio che era in mostra; Cosimo Palasciano, Presidente di Banca BCC (Alberobello, Sammichele, Monopoli); Lorenzo Netti, Sindaco di Sammichele di Bari; lo storico Gabriele Scarcia; David Grieco, regista del documentario Notarangelo Ladro di anime, con Michele Cecere, consulente storico e antropologico del documentario stesso; Giampiero Perri per la Regione Basilicata. Con loro ci saranno altre istituzioni e soprattutto ci saranno artisti, amici e appassionati con cui interloquire sui temi che la mostra ha trattato; argomenti di stringente attualità di cui tutte le istituzioni private e pubbliche più prestigiose al mondo si stanno occupando ormai da anni: le hidden cultures e il nostro sguardo sul mondo reale, quello che il mainstream non ha raccontato sottraendoci infinite opportunità di relazione e scambio con eccellenze e genialità uniche e distintive.

Era come entrare nelle cose. Fotografie della civiltà rupestre

La mostra di Domenico Notarangelo (chiAmato Mimì) al MAXXI di Roma, aperta il 28 giugno 2023, si compone di 44 fotografie selezionate su oltre 100mila costituenti l’archivio, quasi tutte rinvenute dalla famiglia dopo la sua scomparsa nel 2016. Immagini poetiche e dolcemente indagatorie scattate da Domenico Notarangelo – giornalista e dirigente politico pugliese, materano d’adozione – nei luoghi identitari degli ultimi eredi della civiltà rupestre di Puglia e Basilicata in 50 anni di ricerca sociale e culturale. Immagini di persone nella loro quotidianità, feste, riti ancestrali, manifestazioni politiche e religiose, giochi, intrattenimento di piazza e scene di lavoro, dai campi ai borghi fino a paesi e città. Fotografie che ci trasportano in una cultura nascosta attraverso un’indagine aulica di originale Neorealismo. Tanto che SkyArte gli dedica un meraviglioso documentario nel 2021, prodotto da Istituto Luce e curato da David Grieco: Notarangelo Ladro di anime.

Migliaia i visitatori e centinaia quelli che hanno voluto scrivere sul Libro delle visite al MAXXI alcune riflessioni che hanno commosso tutti gli organizzatori nel profondo. La mostra ha risvegliato quella necessaria attenzione per chi, per troppo tempo, abbiamo considerato ultimi o trogloditi, che invece hanno formato il tempo ed evoluto il mondo con la loro grazia innata e l’autentica gioia di vivere e convivere. Un ritratto angolare, raffinato e profondo degli ultimi eredi della civiltà rupestre che hanno messo al mondo utensili, mobili, oggetti, muretti, ovili, abitazioni e poi intere città dalla forma urbis rupestre, appunto, partendo dalla morfologia della natura e dal rapporto tra corpo umano e territorio, consentendo la nascita dell’agricoltura e di tutte le altre attività umane utili al sostentamento in armonia con il contesto. Molto prima della civiltà contadina.

La mostra chiude il 3 Settembre 2023.

A cura di Francesco Cascino, Art Consultant e Curatore, che con Domenico è cresciuto quando viveva a Matera e lo ha considerato come un padre, così come suo padre, Michele Cascino, altro politico e intellettuale di riferimento in regione, ha trascorso i suoi anni felici in amicizia e dialogo quotidiano proprio con Mimì.

Giuseppe Notarangelo, il figlio di Domenico, è il Direttore artistico e grande animatore di questa mostra, da lui voluta e costruita senza sosta per due anni insieme a Francesco.

Praticamente di padri in figli.

Si ringrazia davvero sentitamente il Museo MAXXI di Roma.

BIO Domenico Notarangelo

 

Nato il 6 marzo del 1930 da una famiglia contadina a Sammichele di Bari, in Puglia, entra in seminario nel 1943 e lì vive l’esperienza dei bombardamenti del 1945 su Bari. Ritorna al paese natale nel 1946 dove la Curia lo allontana dal Seminario a causa delle sue simpatie per il Comunismo. Dopo gli studi liceali ad Amalfi giunge in Lucania nella seconda metà degli anni ’50 stabilendosi a Matera, la sua città di adozione.

Scomparso il 4 dicembre 2016, Domenico Notarangelo era un vero talento e aveva uno sguardo indagatorio nel solco poetico di Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli o Mario Cresci, con alcuni dei quali aveva avuto scambi culturali rilevanti. A differenza di questi giganti della fotografia, Domenico Notarangelo non ha viaggiato per il mondo. Tutto il suo lavoro si è concentrato dove era nato e dove viveva, in Puglia e in Basilicata, dove il tempo, i luoghi e gli spazi sono i protagonisti di opere fotografiche in cui bambini, donne, animali e uomini celebrano il rituale dell’esistenza in armonia con l’infinito.

Domenico Notarangelo è stato soprattutto un giornalista e un dirigente politico capace di restituire, attraverso immagini e parole a forte matrice poetica e artistica, un quadro delle vicende politiche e sociali della Puglia e della Basilicata del secolo scorso, inserite però nel più ampio contesto della storia e della cultura nazionale che poi diventano universali quando le “culture nascoste” e le enormi valenze della civiltà rupestre vengono riscoperte in tutto il mondo.

 

Altre info nel sito dell’Archivio Notarangelo e su quello di Francesco Cascino

 

 

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