Musica

Sanremo, tra le fila dell’orchestra c’è il maestro Vincenzo De Rosa

Sanremo, tra le fila dell'orchestra sono diversi i musicisti provenienti da tutta Italia. Nella sezione dei fiati c'è il Maestro Vincenzo De Rosa, originario di Vietri sul Mare e romano di adozione.

Il Maestro Vincenzo De Rosa è componente dell’Orchestra Rai dal 1992 e alla sua nona volta sul palco dell’Ariston.

Maestro lei esattamente cosa suona?
Suono il trombone, mi sono diplomato al conservatorio di Salerno nel 1988. Finito il militare sono partito per Roma per seguire la mia passione, la musica.

Quante volte a Sanremo?
Sono alla nona volta e lo dico io, ogni volta è una emozione. L’anno scorso senza pubblico è stato particolare, quest’anno invece era una festa.

Lei è componente dell’Orchestra Rai.
Si sono componente dell’orchestra dal 1992 con un contratti periodici. Ho preso parte a diverse trasmissioni televisive, la prima con “Sereno Variabile”  e ora a Sanremo.

Quanti siete in orchestra?
Oltre 50 elementi, ma non siamo tutti della Rai, gli archi sono i componenti dell’orchestra sinfonica di Sanremo che si unisce a quella della Rai per il Festival, composta da: fiati, ritmo – moderna, elettronica.

Vi conoscete tutti?
Diciamo di sì,  ogni anno arrivano elementi nuovi e ci sono sempre professionisti da conoscere

Quando iniziate a prepararvi per Sanremo?
Quest’anno abbiamo iniziato il 30 dicembre. Abbiamo sempre provato, escluso qualche festivo e domenica. Proviamo prima come orchestra e poi insieme ai cantanti e direttori. La parte più impegnativa sono le cover, tutti brani diversi da suonare una sola sera.

L’artista che più le è piaciuto?
Quest’anno ho apprezzato molto Elisa e il medley di Jovanotti e Morandi che per i fiati è puro divertimento.

E’ cambiata la musica in questi trenta anni di esperienza professionale?
Certo che è cambiata. Si va verso l’elettronica e il rap. I cantanti, in particolare i giovani, sono molto più sensibili e introspettivi delle generazioni precedenti.

Quanto è stato impegnato per il Festival?
Da dicembre per le prove e sono stato a Sanremo dal 15 gennaio fino alla fine. Nei giorni della manifestazione iniziamo le prove dalle 11.30 fino alle 19.00 e poi ci si prepara per la serata. Alle 20.30 tutti ai nastri di partenza.

Prima trucco e parrucco?
C’è la disponibilità per uomini e donne, ma io non ci sono mai andato.

Quindi siete gli unici a non essere truccati e pettinati?
Io sicuramente sì.

Ultima domanda ma il maestro serve ancora a dirigere l’orchestra?
Il direttore d’orchestra è indispensabile, senza di lui l’orchestra non potrebbe suonare, è come il capitano di una nave, dirige 50 elementi all’unisono. Il nostro  direttore De Amicis è una persona di grande spessore sia professionale che umana.

E Amadeus fuori dalla scena com’è?
Una grande professionalità. Alle tre di notte mentre noi ci intrattenevamo all’uscita dell’Ariston, lui scende e saluta tutti, qualcuno si ferma e gli chiede un selfie, lui sorride per la foto, saluta e se ne va, senza scontentare nessuno. Grande umanità.

Ma a lei qualcuno lo ha mai riconosciuto?
No assolutamente, al massimo i vicini di condominio mi riconoscono in tv perchè qualche volta mi hanno visto. E poi a Vietri sul Mare dove ci sono mamma e le zie.

Quando ha iniziato a suonare?
A otto anni grazie a mio nonno Vincenzo. A Natale allo scoccare della mezzanotte mettevamo Gesù nella mangiatoia e intonavamo una canzoncina con gli strumenti, un ricordo bellissimo.

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