BUY SESSANTA
Una sessantina di film, una lista infinita di riconoscimenti e di grandi registi con cui ha lavorato

(Roma)-Buon compleanno a Margherita Buy, che festeggia 60 anni e può brindare a una carriera costellata di premi e successi. Amatissima dal cinema d’autore, l’attrice ha attraversato con delicatezza ed eleganza tutti i generi (“Maledetto il giorno che t’ho incontrato”, “Le fate ignoranti”, “Caterina va in città”, “I giorni dell’abbandono”, “Viaggio sola”, “Mia madre” solo per citarne alcuni) grazie a un talento unico.
Considerata tra le migliori attrici italiane, ha vinto 7 David di Donatello, 7 Nastri d’argento, 5 Globi d’oro e 13 Ciak d’oro. Altri numeri: è stata protagonista in oltre 60 pellicole, mentre sono state 13 le fiction in cui ha recitato. E solo per fare la cronaca degli ultimi mesi si accennerà ai film cui ha preso parte: Il silenzio grande di Alessandro Gassmann, Tre piani di Nanni Moretti, Sette donne e un mistero di Alessandro Genovesi, Ripley, serie tv ispirata ai romanzi di Patricia Highsmith, Esterno notte, altra serie tv, sul sequestro Moro e diretta da Marco Bellocchio. Certi ritmi e tanti risultati non li ottieni se non hai una grande forza che ti spinge. 
Eppure al cinema spesso le hanno dato parti da fragile, quasi perdente. Una volta ironica disse: «Vado molto forte come moglie cornuta. È la mia specialità». Così è stata, tanto per fare qualche esempio, una ragazza piena di ansie (Maledetto il giorno che t’ho incontrato), una suora che sperimenta l’istinto materno (Fuori dal mondo), la donna tradita dal marito per un ragazzo gay (Le fate ignoranti), una vedova (Il più bel giorno della mia vita). Al Corriere della Sera anni fa confessò la sua timidezza: «È frutto di complessi. Ed è vero il mio non sentirmi mai all’altezza delle situazioni proposte. Fa parte del bagaglio psicosomatico che sfrutto sullo schermo». Ma non è solo questo: «Per favore piantiamola con questa storia della nevrotica. Un tempo la mancanza di fiducia in me stessa mi bloccava, adesso sto superando le mie insicurezze».

Margherita Buy, prima di tre figlie femmine, padre dirigente medico e mamma casalinga, è nata e cresciuta a Roma, in un quartiere bene, il Coppedè. Studi allo scientifico, senza amare la matematica e con tanta voglia di scappare da quella scuola: «Ma papà pensava che la scienza avrebbe dovuto contagiarmi. Usava spesso toni sprezzanti rispetto a qualsiasi scelta facessimo le mie sorelle e io». Così mise in atto la prima, più grande, ribellione entrando nell’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Colpa di Andrea Camilleri: sua moglie le dava ripetizioni di latino. «Entrare nel suo appartamento soffocato di libri sugli scaffali e impilati sul parquet mi ha folgorata».
Una punta di diamante del cinema italiano che ha conquistato pubblico e critica. Margherita Buy detiene infatti il record di vittorie sia ai David di Donatello (sette statuette) sia ai Nastri d’argento (sette riconoscimenti). Anche all’estero il suo talento non è passato inosservato. Nel 1990 è stata premiata come miglior attrice al Festival Internazionale del cinema di San Sebastián (“La settimana della Sfinge”) e nel 2008 al Moscow International Film Festival (“Giorni e nuvole”).



