In realtà è stato difficile all’inizio perché ho dovuto regredire a quando avevo io 10 anni ma, ad un certo punto, sai cosa è successo? Io ascoltavo proprio la voce di quel bambino: mi parlava nella mia testa, che detto così sembra una cosa da schizzofrenico…( ride)
Posso dire quindi che anche questo terzo libro è stato scritto a quattro mani come i due precedenti ( io e il bambino).
E ora il 6 Febbraio esce al cinema “Il ladro di giorni “.
Sono assai curiosa: con quale criterio il regista Guido Lombardi seleziona i suoi attori?
Ovviamente Scamarcio lo avrai scelto per i suoi occhioni chiari e il broncio perenne e il ragazzino, Augusto Zaccaro, perché abita a 500 metri da casa tua e manco hai dovuto scomodarti per cercarlo.
Ho indovinato??
Ecco, invece è accaduto esattamente il contrario.
Cercavamo un ragazzino del sud che però a un certo punto cresceva in una famiglia borghese del Nord.
Volevamo non avesse una cadenza particolare e questo ci ha permesso di fare provini in molte città italiane.
E poi, coincidenza, l’ho trovato qua, a 100 metri da questo bar.
Lui è un bambino speciale. Era l’ ultimo provino che avremmo fatto, Augusto aveva solo accompagnato un amichetto, non aveva altre esperienze e nel provino successivo, in coppia con Scamarcio, non era intimidito perché non lo conosceva, questo lo ha aiutato. Sul set è stato incredibile.
Scamarcio, invece, mi è stato indicato dal produttore Nicola Giugliano che segue da sempre il mio soggetto ed era convinto fosse adatto. Riccardo ha una naturale guasconeria, perfetto per questo personaggio scapestrato mai cresciuto che poi si ritrova a fare il padre.
Ha un modo di recitare assolutamente istintivo nel quale mette molta energia. Ecco, questo tipo di recitazione non andrebbe “usurata” ed invece io lo facevo.
Perché capitava che lui fosse convinto avessimo già ottenuto il meglio in certe scene, mentre io credevo potessimo osare ancora.
Lui ha dato davvero tanto a questo personaggio!
Devo dire che il cast del film mi inorgoglisce assai ed è eccezionale : Massimo Popolizio, Giorgio Careccia, Vanessa Scalera, Carlo Cerciello, Rosa Diletta Rossi.
Tutti ideali per la parte.
Ti svelo una cosa : Giorgio Careccia interpretava il carceriere del bambino nel film ” Io non ho paura ” e pensa che, solo dopo aver visto quel film, ho creato il personaggio nel libro ispirandomi a lui e poi quando ero pronto per girare il film, ho voluto proprio lui.
Il cinema che influenza la letteratura e viceversa…

Solitamente chi legge un libro, poi va al cinema e comincia a notare tutte le discordanze, le differenze, i dettagli mancanti o aggiunti .
Ecco, facciamo una cosa: sveliamo tutto noi ora, così ci togliamo il pensiero ed evitiamo il solito “era meglio il libro “! Ci stai?
Solo se ti compri 10mila biglietti al cinema!(ride)
Scherzi a parte, sarei curioso di capire se e quanto possa piacere di più il libro o il film.
Certo che ci sono differenze tra i due progetti, la trasposizione cinematografica lo richiede.
Intanto è diverso il periodo storico: il libro è ambientato negli anni ottanta cioè quando ero bambino io.
Poi, pensa, nel libro il bimbo è campione di tuffi mentre nel film non ha mai trovato il coraggio di tuffarsi.
Nel cinema è necessario semplificare rispetto al libro si sa, tuttavia ne guadagna la Potenza emotiva dell’impatto visivo, grazie alle musiche, i dialoghi, la voce degli attori.
Posso rivelare che al Cinema ci sarà una scena con la voce del bambino protagonista che, in occasione del Festival del cinema di Roma, avevamo tagliato perché non ci convinceva.


Il film racconta un viaggio “on the road” di un padre e un figlio alla riscoperta del loro rapporto. Un viaggio verso il Sud, un viaggio di sentimenti anche. E di emozioni.
Un giornalista serio ti chiederebbe di aggiungere qualche dettaglio alla trama, io invece penso che sarebbe fantastico se tu ci raccontassi il finale! Oh… finalmente uno spoiler una volta tanto, sei d’accordo suppongo!
Certo!E qua quei biglietti del cinema che devi offrire arrivano a 20mila eh… (ride)
Ad ogni modo, posso rivelare che chi ha già visto il film ha detto che il finale è assai sorprendente.
Non aggiungo altro!

Nei tuoi lavori precedenti hai portato spesso la tua Napoli e alcune delle sue complessità . Ma un film d’amore per la tua città è in programma??
Ma guarda io avevo scritto una commedia dedicata e ambientata a Napoli, poi mai realizzata.
Certo che mi piacerebbe anche se oramai, l’immagine di questa città è scissa tra la cartolinesca di alcune commedie “amore pizza e mandolino ” e quella rappresentata da certi film e serie di grande successo promosse, oltretutto, come uno strumento di “presa di coscienza “.
In realtà sono serie che funzionano perfettamente ma è pur sempre un’invenzione cinematografica che potrebbe essere ambientata ovunque in qualunque posto del mondo e che, spesso, mostrano solo una partita a scacchi : io ammazzo te e tu me.
Io ho volutamente deciso di sganciarmi da Napoli in questo film. Non volevo circoscrivere tutto alla criminalità organizzata della mia città ma mostrare la realtà di tanti piccoli paesi del Sud.
