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E ORA DITEMELO VOI SE È MEGLIO IL LIBRO O IL FILM!

Intervista a Guido Lombardi, autore e regista de "Il ladro di giorni ", il film con Riccardo Scamarcio e Augusto Zazzaro, dal 6 Febbraio in tutti i Cinema!

(Napoli) Esce al cinema il 6 Febbraio il nuovo film di Guido Lombardi :”Il ladro di giorni “, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma.
È la storia di un padre (Riccardo Scamarcio) che, dopo 7 anni, cerca di recuperare il rapporto con il figlio (Augusto Zazzaro) in un viaggio difficile ma emozionale, saturo di colpi di scena, che attraverserà gran parte d’Italia. “In realtà” – spiega il regista e autore dell’omonimo romanzo -“entrambi i progetti sono nati contemporaneamente e proseguiti in parallelo, che sia uscito prima il libro del film è solo una coincidenza.” Laureato in Sociologia presso l’Università “Federico II” di Napoli, il 44enne Guido Lombardi ha collaborato, tra gli altri, con Abel Ferrara e Paolo Sorrentino.
Due volte premio Solinas, ha esordito alla regia con un cortometraggio di finzione, “Vomero Travel”, prodotto da Nicola Giuliano e Gaetano di Vaio e presentato alla 67° Mostra del Cinema di Venezia (2010). 
Il suo primo film “Là-bas – Educazione Criminale” è stato presentato nel 2011, alla 68. Mostra del Cinema di Venezia dove si è aggiudicato il Leone del Futuro Premio Opera Prima Luigi De Laurentiis, oltre al Premio del Pubblico quale Miglior Film della Settimana della Critica e la candidatura al David di Donatello come miglior regista esordiente. Nel 2013 “Take Five”, suo secondo lungometraggio è stato presentato in concorso al Festival di Roma. Nel 2017 firma l’episodio “Nino e Yoyó” che ha per protagonista Gianfelice Imparato e fa parte del film collettivo “Viene a vivere a Napoli”.
Lombardi ha scritto, a quattro mani, anche i libri  “Non mi avrete mai” e “Teste matte”.
Noi lo abbiamo incontrato proprio a Napoli, nel quartiere in cui è cresciuto e, di fronte a un caffè, tra una chiacchiera e una risata, ci ha raccontato la “fatica” di un film complesso, voluto fortemente, tradendo un’emozione inaspettata, persino per lui. 
Tuttavia, questo non ci ha impedito di stuzzicarlo con qualche domanda “sui generis” .
Dunque Guido: il soggetto cinematografico del film vince nel 2007 il Premio Solinas e poi, in teoria, avrebbe dovuto diventare film. E invece no,tu hai prima scritto il romanzo e solo ora esce la Pellicola.
Cosa è successo? Una semplice confusione post-serata “percorso di vini” con gli amici, o ami solo complicarti la Vita?
Mi conviene confermare la seconda opzione che hai detto! ( ride)
Sai, io sono convinto che le cose più difficili sono poi le più belle.
Il fatto è che era un film complesso da realizzare per i tanti generi diversi che si fondono fra loro e per i piani temporali che si intrecciano.
La verità è che avevo paura di combinare un pasticcio: i vari temi del film dovevano risultare fluibili : dalla vendetta al viaggio, dalla commedia alla storia d’Amore tra padre e figlio.
Tanti ingredienti insomma, temevo m’ impazzisse la maionese … ( ride).
Sai, sul set ci dicevamo spesso che, probabilmente, abbiamo dovuto aspettare così tanto perché nascesse Augusto, il protagonista del film, e avesse l’età giusta.
Lui è nato quando è nato il soggetto praticamente!
Nel libro a raccontare è, appunto, il bambino.
Ora, pare che gli uomini ( intesi come maschi) non crescano e maturino mai. Suppongo, quindi, sia stato estremamente facile per te calarti nei panni di un undicenne per narrare le vicende dal suo punto di vista, mi confermi ?
Questa te l’ha suggerita e scritta la mia ex ragazza, vero? (ride)
In realtà è stato difficile all’inizio perché ho dovuto regredire a quando avevo io 10 anni ma, ad un certo punto, sai cosa è successo? Io ascoltavo proprio  la voce di quel bambino: mi parlava nella mia testa, che detto così sembra una cosa da schizzofrenico…( ride)
Posso dire quindi che anche questo terzo libro è stato scritto a quattro mani come i due precedenti ( io e il bambino).
E ora il 6 Febbraio esce al cinema “Il ladro di giorni “.
Sono assai curiosa: con quale criterio il regista Guido Lombardi seleziona i suoi attori? 
Ovviamente Scamarcio lo avrai scelto per i suoi occhioni chiari e il broncio perenne e il ragazzino, Augusto Zaccaro,  perché abita a 500 metri da casa tua e manco hai dovuto scomodarti per cercarlo.
Ho indovinato??
Ecco, invece è accaduto esattamente il contrario.
Cercavamo un ragazzino del sud che però a un certo punto cresceva in una famiglia borghese del Nord.
Volevamo non avesse una cadenza particolare e questo ci ha permesso di fare provini in molte città italiane.
E poi, coincidenza, l’ho trovato qua, a 100 metri da questo bar.
Lui è un bambino speciale. Era l’ ultimo provino che avremmo fatto, Augusto aveva solo accompagnato un amichetto, non aveva altre esperienze e nel provino successivo, in coppia con Scamarcio, non era intimidito perché non lo conosceva, questo lo ha aiutato. Sul set è stato incredibile.
Scamarcio, invece, mi è stato indicato dal produttore Nicola Giugliano che segue da sempre il mio soggetto ed era convinto fosse adatto. Riccardo ha una naturale guasconeria, perfetto per questo personaggio scapestrato mai cresciuto che poi si ritrova a fare il padre.
Ha un modo di recitare assolutamente istintivo nel quale mette molta energia. Ecco, questo tipo di recitazione non andrebbe “usurata” ed invece io lo facevo.
Perché capitava che lui fosse convinto avessimo già ottenuto il meglio in certe scene, mentre io credevo potessimo osare ancora.
Lui ha dato davvero tanto a questo personaggio!
Devo dire che il cast del film mi inorgoglisce assai ed è eccezionale : Massimo Popolizio, Giorgio Careccia, Vanessa Scalera, Carlo Cerciello, Rosa Diletta Rossi.
Tutti ideali per la parte.
Ti svelo una cosa : Giorgio Careccia interpretava il carceriere del bambino nel film ” Io non ho paura ” e pensa che, solo dopo aver visto quel film, ho creato il personaggio nel libro ispirandomi a lui e poi quando ero pronto per girare il film, ho voluto proprio lui.
Il cinema che influenza la letteratura e viceversa…
Solitamente chi legge un libro, poi va al cinema e comincia a notare tutte le discordanze, le differenze, i dettagli mancanti o aggiunti .
Ecco, facciamo una cosa: sveliamo tutto noi ora, così ci togliamo il pensiero ed evitiamo il solito “era meglio il libro “! Ci stai?
Solo se ti compri 10mila biglietti al cinema!(ride)
Scherzi a parte, sarei curioso di capire se e quanto possa piacere di più il libro o il film.
Certo che ci sono differenze tra i due progetti, la trasposizione cinematografica lo richiede.
Intanto è diverso il periodo storico: il libro è ambientato negli anni ottanta cioè quando  ero bambino io.
Poi, pensa, nel libro il bimbo è campione di tuffi mentre nel film non ha mai trovato il coraggio di tuffarsi.
Nel cinema è necessario semplificare rispetto al libro si sa, tuttavia ne guadagna la Potenza emotiva dell’impatto visivo, grazie alle musiche, i dialoghi, la voce degli attori.
Posso rivelare che al Cinema ci sarà una scena con la voce del bambino protagonista che, in occasione del Festival del cinema di Roma, avevamo tagliato perché non ci convinceva.
Il film racconta un viaggio “on the road” di un padre e un figlio alla riscoperta del loro rapporto. Un viaggio verso il Sud, un viaggio di sentimenti anche. E di emozioni. 
Un giornalista serio ti chiederebbe di aggiungere qualche dettaglio alla trama, io invece penso che sarebbe  fantastico se tu ci raccontassi il finale! Oh… finalmente uno spoiler una volta tanto, sei d’accordo suppongo!
Certo!E qua quei biglietti del cinema che devi offrire arrivano a 20mila eh… (ride)
Ad ogni modo, posso rivelare che chi ha già visto il film ha detto che il finale è assai sorprendente.
Non aggiungo altro!
Nei tuoi lavori precedenti hai portato spesso la tua Napoli e alcune delle sue complessità . Ma un film d’amore per la tua città è in programma??
Ma guarda io avevo scritto una commedia dedicata e ambientata a Napoli, poi mai realizzata.
Certo che mi piacerebbe anche se oramai, l’immagine di questa città è scissa tra la cartolinesca di alcune commedie “amore pizza e mandolino ” e quella  rappresentata da certi film e serie di grande successo promosse, oltretutto, come uno strumento di “presa di coscienza “.
In realtà sono serie che funzionano perfettamente ma è pur sempre un’invenzione cinematografica che potrebbe essere ambientata ovunque in qualunque posto del mondo e che, spesso, mostrano solo una partita a scacchi : io ammazzo te e tu me.
Io ho volutamente deciso di sganciarmi da Napoli in questo film. Non volevo circoscrivere tutto alla criminalità organizzata della mia città ma mostrare la realtà di tanti piccoli paesi del Sud.
Sono curiosa: qual è il film che ami di più , quello che avresti voluto dirigere tu e quello che quando lo senti anche solo nominare pensi :” Azz, e ‘sto coso ha avuto pure successo?”
Beh, in adolescenza ho amato “C’era una volta in America ” : quel cinema scanzonato ma avventuroso di Sergio Leone mi piace assai.
Invece avrei voluto dirigere ” Otto e mezzo ” di Fellini : la perfezione, a mio parere.
Riguardo i film che non mi piacciono nomino un qualsiasi  degli anni quaranta, così non m’appiccico con nessuno…
Comunque odio anche quei film che, qua da noi, si definiscono “pesaturi”( pesanti n.d.r.)
C’è un attore o attrice che vorresti dirigere un giorno?
Tutti quelli bravi ovviamente! (ride)
Io adoro joaquin phoenix (l’attore che ha interpretato joker), lui è uno dei più grandi attori al mondo, a mio parere.
Quindi sogni di sbarcare in America ?
Non penso che viene lui qua!( ride)
Comunque ci penso ogni tanto si,  perché adoro certi scenari americani come le loro megalopoli ma non rientra nei miei progetti immediati.

Ma mamma tua, che, diciamolo ai nostri lettori, ti ha appena inviato un messaggio col menù di quello che ti ha cucinato oggi, che reazione ha avuto rispetto a tutto ciò che sta accadendo?

Mamma è contenta!
Pensa che al Festival di Roma è venuta anche lei e ovunque andasse ripeteva:”Sono la mamma del regista! Fatemi passare!”(ride).

Dove si vede Guido Lombardi tra 5 anni?

Boh…(ride)
È che ho appena finito un progetto che mi ha coinvolto per tanti anni, non ci ho ancora pensato.
Certo è che vorrei imparare a suonare uno strumento, quelle cose ché, male che vada, ti metti per strada e suoni.
Il piano B in pratica!( ride)
Scherzi a parte, quando mi hai fatto questa domanda, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la sfera personale… sai?

Ricapitoliamo :autore, sceneggiatore, regista…ma l’Amore?
Come si concilia con tuttie le tue ambizioni e impegni lavorativi ?

Eh… (ride)
Bevo un po’ di acqua…
Ecco, come si dice su Facebook, io sono in “una relazione complicata”.
Con me stesso però.

(Rossella Biondi e  Laura Solimene fotografate con Guido Lombardi  durante l’intervista concessa  al nostro magazine dal regista napoletano).

(Laura Solimene fotografate con Guido Lombardi durante l’intervista).
Grazie assai Guido per la tua disponibilità e simpatia.
Sarà emozionante, anche per noi, guardare il film attraverso i tuoi occhi…
Si ringrazia per questa intervista la preziosa collaborazione di Rossella Biondi.
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