Personaggi

Morto Cesare Ragazzi

L'imprenditore e volto noto televisivo degli anni Settanta e Ottanta si è spento a 83 anni nella sua casa di Bazzano (Bologna) in seguito a un malore

(Bologna)- Cesare Ragazzi, il noto imprenditore e personaggio televisivo diventato famoso dagli anni Settanta e Ottanta per l’invenzione e la promozione pubblicitaria di un metodo anti-calvizie, è morto all’età di 83 anni. Ragazzi si trovava nella sua casa di Bazzano (Bologna) quando è stato colto da un malore improvviso nella serata di venerdì. Il funerale sarà  oggi lunedì alle 10 nella chiesa di Santo Stefano a Bazzano, preceduto dalla camera ardente alla casa funeraria Parini. Cesare Ragazzi deve la sua notorietà all’invenzione di una protesi tricologica, cioè un trapianto non invasivo che veniva applicato direttamente sul cuoio capelluto, che lui stesso promuoveva con l’iconica frase: “Tutto può succedere a un calvo che si è messo in testa un’idea meravigliosa“.

È morto venerdì sera nella sua casa di Bazzano per un malore improvviso Cesare Ragazzi, il noto imprenditore e personaggio televisivo diventato famoso dagli anni Settanta per l’invenzione e la promozione pubblicitaria diretta della sua “idea meravigliosa”: ovvero quella di una ‘protesi tricologica’ (una parrucca) che definiva con l’acronimo ‘Cnc’ (Capelli naturali a contatto), applicata direttamente sul cuoio capelluto attraverso un apposito nastro adesivo. Aveva 83 anni, e su quello che lui stesso definì un “parrucchino di capelli naturali” costruì un’avventura imprenditoriale partita da un’intuizione maturata da una sua precoce calvizie e sviluppata in una cantina del suo paese natale, Bazzano, capoluogo di Valsamoggia.

Un’idea di successo, cavalcata con determinazione e lavoro, che fino al 2009, anno in cui la società da lui fondata e con sede a Zola Predosa fu dichiarata fallita dal tribunale di Bologna, aveva aperto ottanta centri in Italia e otto all’estero. Arrivando a dare lavoro complessivamente a oltre 700 persone. “Non sapevo neanche che si chiamasse ‘franchising’, ma capii subito che dovevo portarla dappertutto e così feci” ha raccontato un anno fa in una lunga intervista rilasciata a Beppe Stefani per la piattaforma Millecolline, da una sala dell’hotel della Rocca di Bazzano.

È morto Cesare Ragazzi, re del trapianto di capelli

Una filiera che metteva insieme una rete di raccolta di capelli nei negozi di parrucchiere, una serie di laboratori in cui decine di donne applicavano la sua tecnica innovativa di ‘innesto diretto’ di capelli sulla calotta e una rete di vendita capillare. “Ho iniziato a studiare il problema dei capelli e fino al 1969 sul mercato c’erano solo parrucche fatte di capelli annodati. Io mi sono inventato questo sistema di fissaggio che ha cambiato il concetto”, ha spiegato anche nel corso di interviste con ricercatori universitari che hanno studiato a fondo il ‘fenomeno’ Cesare Ragazzi. Un progetto imprenditoriale, ma anche comunicativo e pubblicitario: “Fin dall’inizio ci ho messo la faccia…Gli altri sono arrivati dopo” diceva ancora un anno fa con orgoglio immutato e apparentemente senza accusare il colpo durissimo dello stato di crisi, del fallimento e poi della cessione del marchio a una nuova compagine societaria, un fondo di investimento inglese, che nel 2011 ha rilanciato (ancora a Zola Predosa) la Cesare Ragazzi Laboratories. “Sono orgoglioso di quello che ho fatto. Se a distanza di 50 anni il mio nome gira ancora nel mondo vuol dire che ho fatto qualcosa di buono. E ancora adesso, in giro per l’Italia, trovo sempre qualcuno che mi ringrazia per quello che ho fatto per lui”.

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