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Segni particolari? Sono la mente diabolica che sta dietro le campagne pubblicitarie di Taffo

Intervista a Riccardo Pirrone, l'irriverente e dissacrante social media manager che ha reso famoso Taffo ( e non solo)

Chi di voi non si è ancora imbattuto, navigando nel web, in una delle dissacranti campagne pubblicitarie di Taffo Funeral Services? A tutti, almeno una volta, sarà capitato di esclamare: «Wow… chi ha pensato questa cosa è un genio!».
Ecco, io l’ ho intercettato il genio, l’irriverente e arguto social media manager di Taffo (e non solo).
Riccardo Pirrone, 37 anni, laureato in Scienze della Comunicazione – «all’Università andavo malissimo» – è la mente diabolica che sta dietro le campagne pubblicitarie di Taffo, l’agenzia di onoranze funebri di Roma che oramai spopola sulle pagine web riuscendo persino a creare un’enorme community di fan, attraverso una strategia di comunicazione controcorrente basata sul black humor. Grazie all’intervento di Pirrone, infatti, dai 2000 follower iniziali sui Social network, ad oggi, l’agenzia vanta un seguito di oltre 300mila persone ed ogni post raggiunge milioni di utenti.
E che dire dell’utilizzo di tecniche di real time marketing? Praticamente qualunque avvenimento di attualità drammatico, simpatico o curioso che sia, diventa un contenuto per web di Taffo (e fa il botto!).
Eh si… perché le interazioni medie con i suoi post si attestano dai 4000 ai 7000 mi piace e il suo contenuto diventa subito virale. Numeri, questi, da fare impallidire tutti gli influencer dell’etere.
Ma non è solo Taffo a subìre il tocco magico di Riccardo: ci sono anche Medici senza Frontiere, DemSupermercati, Famila, il Gay Pride, Fondazione per il Sud e Pasta Cuomo, per citarne alcune.
Sono riuscita a beccare Riccardo incastrandomi tra i suoi numerosi impegni e ho fatto giusto in tempo a fargli le mie domande prima che scappasse via, trafelato, non prima, però, di avermi consigliato :”Chiudila così l’intervista, con questa mia ultima battuta, mi ha fatto ridere quando l’ho detta… è divertente allora!”
Ecco, questo ce lo diranno i nostri lettori Riccardo ma, per quel che vale, posso affermare di aver riso più di una volta durante questa surreale ‘intervista al volo’.


Nome?
Riccardo Pirrone.

Lavoro?
Sono un ‘Digital strategist’, cioè mi occupo di intercettare le migliori tattiche e strategie digitali di comunicazione Social e web propedeutiche a promuovere un determinato brand e poi a creare anche una community di persone intorno ad esso. Mamma mia come sono stato bravo a spiegarlo… ( ride)

Segni particolari?
Sono quello che ha reso famosoTaffo, con le mie campagne pubblicitarie.

Direi ‘geniali’ campagne pubblicitarie! E lo hai fatto con l’ausilio del black humour: mi rassicuri che non è una brutta parola, questa, vero?
Per niente, ti assicuro!
Devi sapere che il black humour è una tecnica scrittoria che, come si evince dal nome, nasce ed è molto utilizzata soprattutto all’estero e consiste nello scherzare su tematiche ‘sensibili’ di cui solitamente si parla a bassa voce: tipo la morte, l’handicap, la malattia. Con ironia e cinismo si dà un bello schiaffo alla paura e, di conseguenza, a superarla!

Ecco appunto, parliamone. Io sono campana ergo superstiziosa: guai a nominarla manco per sbaglio, la Morte. E poi arrivi tu Tu e con Taffo sfidi questo tabù e la prendi in giro, la morte. Spero per te che quantomeno tocchi ferro prima di farlo…

No, non lo faccio perché non sono superstizioso, dovrei dici? (ride)
Scherzi a parte, per me oramai, parlare di morte, è come discorrere di qualunque altro settore merceologico. E non mi fa paura parlarne perché forse è proprio della morte che non ho timore. Dovresti provarci anche tu, esorcizzerai la tua paura…

Come hai convinto il signor Taffo a questo pericoloso lancio nel vuoto? Immagino la sua faccia, la prima volta che gli hai prospettato la campagna pubblicitaria…
Avresti dovuto vedere la mia di faccia, invece! (ride) Vuoi la verità? I veri coraggiosi sono stati loro, perché rischiavano davvero, tuttavia non si sono mai tirati indietro. Alcuni loro competitor ci avevano già provato a utilizzare lo stesso black humour, noi i primi a farlo bene. Abbiamo affinato il tema associando soprattutto l’attualità alle campagne pubblicitarie. E Taffo mi ha dato carta bianca e fiducia, sempre.

Nelle campagne di Taffo affronti anche molti temi sociali assai forti: omofobia, violenza contro le donne, la droga… strategie anche queste?
Dunque con Taffo, ad esempio, abbiamo espresso il sostegno a campagne sulla donazione degli organi o sulla prevenzione del virus HIV. E facendo così, innanzitutto aiuti la società civile, in secondo, diventi un brand virtuoso e, infine, sei vicino alle persone, diventando un influencer in senso positivo. Quando un brand diventa ‘famoso’ è giusto che prenda posizione e sostenga cause in linea con la propria identità e con i suoi valori.

Totò diceva che ” la morte è ‘na livella” ergo di fronte ad essa siamo tutti uguali. Questo è il messaggio di Taffo?
Si, nel suo caso, l’uguaglianza è il principio di base, perché non c’è niente di più democratico della morte, che ci accomuna davvero tutti.
Quindi, promuovendo tramite i post l’uguaglianza delle persone contro tutto ciò che tende a minarla, l’azienda difende ciò in cui crede, si dimostra coerente e ottiene l’apprezzamento sincero da parte dei follower che si trasformano in ‘amici’. Gli amici si fidano di te. Ormai le aziende si sono rese conto che c’è bisogno di maggiore sincerità e di osare in questo senso, ma non hanno trovato tutte il coraggio per compiere questo passo. E io che ci sto a fare? A convincerle del contrario, appunto. (ride)

Esiste un brand per il quale ti piacerebbe sfidare le regole?
Ma sai, io mi sono tolte tante soddisfazioni. Mi conoscono tutti per la collaborazione con Taffo ma io seguo anche altre aziende e associazioni come il WWF, ARCIGAY, Medici senza frontiere. Posso dire che mi piacerebbe molto la sfida di far rinascere il brand ‘ROMA’ e provare a far rinascere questa bellissima città dopo questo lungo periodo di down? Ecco, faccio un appello alla sindaca Raggi: si fidi e affidi a me e mi dia carta bianca!

Se potessi scegliere di essere il social manager di un politico, chi sceglieresti?
Politica, dici? Per carità! Lavorare ancora per i morti? Anche no grazie! (ride)

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