Politica

Governo, la Camera vota con 321 sì la fiducia a Conte

L'ok in Aula è arrivato con 321 sì, 259 no e 27 astenuti. Nel pomeriggio l'attacco a Renzi e l'appello ai "volenterosi"

(Roma)- La Camera ha accordato, a maggioranza assoluta, la fiducia al governo Conte con 321 voti a favore, 259 contrari e 27 astenuti. Tensione durante il dibattito dopo l’intervento del premier Conte che ha invocato l’aiuto  dei “volenterosi” per uscire dalla crisi  Italia Viva, che la crisi l’ha aperta, ha confermato l’astensione (cosa che dovrebbe accadere anche al Senato anche se nel partito di Renzi qualcuno è tentato dal “no” al Conte-bis). La replica del premier in Aula: “Il mio appello è chiaro, c’è un progetto politico preciso. Pongo la questione di fiducia sull”approvazione della risoluzione di maggioranza”.

Dopo la ‘stoccata’ a Renzi, il Governo Conte ottiene la fiducia alla Camera, superando la soglia dei 316 voti necessaria per la maggioranza assoluta. L’ok al Conte bis è arrivato con 321 sì, 259 no e 27 astenuti. Un colpo a Italia Viva e un appello ai ‘volenterosi’. Il premier Conte si presenta ”a testa alta” nell’Aula della Camera e durante le comunicazioni sulla crisi di governo richiama la “vocazione europeista” e chiede un aiuto per formare una nuova maggioranza: “Aiutateci, è il momento giusto”. Dopo l’intervento del presidente del Consiglio avrà luogo la discussione generale, e infine ci sarà il voto. Mentre Conte chiude definitivamente con Renzi, da Italia Viva arriva l’apertura di Scalfarotto: “Con un governo migliore ci siamo”.

“All’inizio di questa esperienza di governo ero consapevole che un esecutivo formato da esperienze diverse poteva nascere solo con una solida vocazione europeista, e mi sono adoperato per la prospettiva di un disegno riformatore. A riguardare i 29 punti programmatici, ravviso che c’era una visione e una forte spinta ideale, un chiaro investimento di fiducia”, ha detto il premier. La maggioranza, ha spiegato il presidente del Consiglio “è stata solida anche in passaggi critici”, e ora, nel futuro “abbiamo davanti una sfida epocale” perché “la pandemia ha sconvolto la società”.

Per il premier il dialogo è quindi “presupposto per compiere scelte più giuste”, mentre rivendica sul suo operato – con “nessuna arroganza” – di poter “parlare a testa alta” in Aula e di non aver mai “rinunciato a porre le basi per il rilancio del Paese”. “Abbiamo operato sempre scelte migliori? Ciascuno esprimerà le proprie valutazioni. Per parte mia posso dire che il governo ha operato con massimo scrupolo e attenzione per i delicati bilanciamenti anche costituzionali. Se io oggi posso parlare a voi che siete in quest’Aula e ai cittadini che ci seguono da casa a testa alta non è per l’arroganza di chi ritiene di non aver commesso errori, ma per la consapevolezza di chi ha operato con tutte le energie fisiche e intellettivi per poter offrire la migliore protezione possibile alla comunità internazionale”, ha spiegato Conte.E ancora: “Abbiamo seguito il principio di leale collaborazione con cui sarebbe stato possibile attuare strategie di intervento efficace. La pandemia ha rafforzato nelle forze politiche che con lealtà hanno sostenuto il governo la consapevolezza del valore del dialogo per assumere decisioni fondamentali”.

Italia viva conferma l’astensione sul voto di fiducia dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte alla Camera. È quanto emerge al termine di una riunione dei deputati del gruppo. Le comunicazioni sono durate circa 55 minuti, e sono state punteggiate da quattordici applausi della maggioranza. Di questi, uno solo è stato condiviso da alcuni deputati di Iv, quello relativo all’annuncio della prossima nomina di una Autorità delegata per i Servizi segreti. Il premier ha chiesto l’appoggio dei “volenterosi”, nell’ambito di formazioni politiche “che si collocano nella più alta tradizione europeista: liberale, popolare, socialista” per costruire “un governo aperto a tutti coloro che hanno a cuore il destino dell’Italia”. L’obiettivo è “completare il lavoro avviato per un patto di legislatura” e porsi “nelle condizioni di rafforzare la squadra di governo”. Conte ha promesso quindi che lascerà la delega ai Servizi “a un’autorità delegata di mia fiducia”, e quella all’agricoltura, e si impegnerà per “una riforma elettorale proporzionale” e “un grande progetto di riforma fiscale”. Le opposizioni in aula ne hanno invocato le dimissioni.

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