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25 ANNI SENZA GIANNI

25 anni senza Gianni Versace: cosa resta del suo mondo Arte e genialità, cultura del lavoro, apertura mentale e sguardo rivolto al futuro

(Milano)-Ha firmato l’età dell’oro della moda italiana.Quella stagione a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta forse irripetibile, fatta di genio e creatività, bellezza sfrontata e opulenza. Era una moda colta, ricca di riferimenti all’arte classica, al Barocco fino alla Pop Art e alle influenze musicali. Era un mondo dove tutto sembrava possibile e realizzabile. A 25 anni dalla sua scomparsa, Gianni Versace resta tra i maggiori artefici del made in Italy a livello mondiale, lo stilista che forse più di tutti ha saputo plasmare un nuovo immaginario collettivo.L’ARTE, LA CREATIVITÀ, LA VISIONE – Una straordinaria capacità di intuire i sogni, di interpretare lo spirito del momento, di proiezione verso il futuro.

Gianni Versace ha fondato la maison della Medusa nel 1978, una manciata di anni dopo essere arrivato a Milano da Reggio Calabria, città natale e in cui aveva mosso i primi passi nella sartoria di sua madre Franca. Non solo l’arte classica: a ispirare le sue creazioni, anche contaminazioni dal mondo della musica (soprattutto il rock e il punk, basti pensare al famoso “pin dress“, l’abito tenuto insieme dalle spille da bali) e le primissime influenze da streetwear e sportswear. Colori vitaminici e stampe psichedeliche, l’assoluta eleganza e seduzione del nero. Una moda coraggiosa e aperta al mondo. È stato tra i primi ad avvicinare il fashion system ai giovani.

 

LA DONNA VERSACE E IL FENOMENO TOP MODEL 

– Una donna finalmente sicura di sé e sensuale ma mai volgare o sopra le righe. Gianni Versace è stato anche il primo stilista a “liberare” le donne dal conformismo e dagli schemi dominanti. Ha dato il via al fenomeno delle top model, elevando dalle passerelle a un nuovo ideale collettivo di bellezza Naomi Campbell, Claudia Schiffer, Cindy Crawford, Linda Evangelista, Carla Bruni, Helena Christensen, Christy Turlington e tante altre. La fortunata collaborazione con i fotografi internazionali più famosi, come Richard Avedon, Helmut Newton, il nostro Giovanni Gastel. È stato anche amatissimo dalle star del cinema e dello showbiz, da Madonna a Sting e Elton John, di cui è stato anche un grande amico. Era molto legato a Lady Diana, che ha iniziato a vestire i suoi abiti dopo il divorzio dal principe Carlo. Nelson Mandela amava le sue camicie (al punto che Naomi Campbell gliene regalò una).

“LA RIVOLUZIONE GENIALE” – A portarci via Gianni Versace è stato un serial killer, che ha aperto il fuoco davanti all’ingresso della villa dello stilista a Miami, alle 8:45 del 15 luglio 1997. Di lui resta un’essenza fatta di fantasia e genialità, “il profumo”, lo definisce sua sorella Donatella. “Oggi portare avanti Versace significa trasmettere alle nuove generazioni la rivoluzione geniale che ha fatto Gianni nella moda – ha dichiarato nel corso di una recente intervista -, creando qualcosa di davvero unico che è andato oltre, diventando un modo di essere“.

 

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