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Umberto Bossi compie 80 anni

I suoi 80 anni li festeggerà oggi a casa, nella sua Gemonio, da sempre buen retiro di Umberto Bossi

(Varese)- Umberto Bossi compie 80 anni. Il Senatur, leader e fondatore della Lega Nord, festeggerà la ricorrenza in famiglia a Gemonio, in provincia di Varese. Un brindisi ristrettissimo, con i parenti più vicini, anche nel rispetto delle norme anti Covid. La vecchia guardia dell’ex Carroccio – dalla base all’ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli – lo festeggia con tanti messaggi di auguri, anche nelle chat dei militanti. Con un invito speciale, una diretta con videochiamata da Pontida alla quale si collegheranno molti dirigenti del partito. Sui social militanti scatenati fanno una valanga di proposte per il compleanno del loro leader: da torte speciali alla compilation di canzoni “padane”, fino a una marcia in suo onore a Pontida cantando il “Va Pensiero”. E spunta anche una cartolina su sfondo rosso con un Senatur stilizzato che spegne le 80 candeline.

Umberto Bossi compie 80 anni. Il Senatur, leader e fondatore della Lega Nord, festeggerà la ricorrenza in famiglia a Gemonio, in provincia di Varese. Un brindisi ristrettissimo, con i parenti più vicini, anche nel rispetto delle norme anti Covid. La vecchia guardia dell’ex Carroccio – dalla base all’ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli – lo festeggia con tanti messaggi di auguri, anche nelle chat dei militanti. Con un invito speciale, una diretta con videochiamata da Pontida alla quale si collegheranno molti dirigenti del partito. Sui social militanti scatenati fanno una valanga di proposte per il compleanno del loro leader: da torte speciali alla compilation di canzoni “padane”, fino a una marcia in suo onore a Pontida cantando il “Va Pensiero”. E spunta anche una cartolina su sfondo rosso con un Senatur stilizzato che spegne le 80 candeline.

Il compleanno è di quelli tondi, importanti, ma la festa per Umberto Bossi sarà di basso profilo. “A lui non piace molto questa idea d’avere 80 anni”, dice chi lo conosce bene. Un gruppo di vecchi amici e compagni di partito oggi si collegherà con Gemonio, con la casa del Senatur dove ci saranno solo moglie e figli, dall’area feste di Cisano Bergamasco. L’ex ministro Roberto Castelli è uno degli organizzatori di questa reunion a distanza. Del resto lo stato di salute del fondatore della Lega non è dei migliori, l’età e gli acciacchi si fanno sentire e anche politicamente parlando Bossi avrebbe di che mordersi la lingua, non avendo mai condiviso la svolta nazionalista del Carroccio ad opera di Matteo Salvini.

Dopodiché nel vecchio cuore indipendentista della prima Lega sono in tanti ad amarlo ancora. “Può darsi che a causa della pandemia Umberto non abbia più il polso di quanto è ancora amato – dice ad esempio Daniela Cantamessa, che fu sua segreteria e dipendente della Lega Nord per 18 anni – Gli vorrei dire che non sarà mai dimenticato, ci ha fatto vivere emozioni irripetibili, siamo stati fortunati e privilegiati. Bossi ci ha insegnato a metterci il sentimento, cosa che adesso non esiste più né nella Lega né altrove”. Venticinque anni fa il senatur dichiarava l’indipendenza della Padania ai piedi del Monviso e poi a Venezia dove riversò l’acqua del Po dentro l’ampolla, certo era più un sogno che la realtà, ma attorno a quell’epica – compresa la fondazione del Parlamento Padano, con un giovanissimo Salvini eletto nella lista dei Comunisti padani – sono cresciuti migliaia di militanti. “Ci sentivamo diversi dagli altri partiti, trascinati dalla forza e anche dall’umanità di Bossi”, continua Cantamessa.

Tra i tanti auguri che in queste ore stanno giungendo a Bossi, anche quello del “rivale” Pierluigi Bersani. Per quest’ultimo si tratta di «un’amicizia» nata tra le campagne piacentine, quando lui, giovane consigliere del Pci, andava ad ascoltare i comizi di un Umberto Bossi quarantenne. Un legame di cui l’ex segretario del Pd parla in un’intervista a Repubblica. Bossi «mi sembrava uno strano personaggio, a metà tra Lenin e Tex Willer», spiega. Il concetto di autonomia del Nord che Bossi andava predicando “in luoghi che conoscevo bene, era qualcosa che sentivo di dover tenere d’occhio – racconta -. Mi trovai di fronte questo quarantenne che era una forza della natura. E mi apparve subito avere un fiuto formidabile per il senso comune di questo popolo». La Lega da allora «è cambiata moltissimo. Allora di Bossi non mi colpì solo l’istinto, quanto un’idea dell’organizzazione del partito e della leadership incarnata in questa singolare figura umana alla quale sono rimasto affezionato». Anche al governo con Berlusconi «Bossi era abile a marcare le differenze». Si combinava alla destra, «ma con la sola ambizione di rappresentare il Nord. La chiave era rimanere antifascista e contemporaneamente sparare addosso al Sud o insultare la bandiera. È chiaro che tra noi a quel punto si era creato un abisso politico, ma non fino al punto di rompere un rapporto umano».

 

 

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