Spettacolo

CIAO GENNARO

E' morto l'attore Gennaro Cannavacciuolo, fu allievo di Eduardo

(Roma)-Gennaro Cannavacciuolo è morto all’improvviso, ed è rammarico grande per il mondo dello spettacolo che lo saluterà sabato prossimo, alle 14, nella chiesa di San Bellarmino a Roma, dove da anni viveva con la moglie Christine ed il giovane figlio Raphael. Era nato a Pozzuoli nel febbraio del 1962. Sessant’anni, e molti trascorsi in teatro, in giro per i palcoscenici d’Italia, puntuale, rigoroso, raffinato, spiritoso, intelligente interprete di personaggi ed emozioni che metteva insieme seguendo un suo stile personalissimo, costruito con pazienza tra invenzioni e citazioni, frutto di lavoro tenace e ricerche d’archivio per trovare notizie che dessero vita ai ricordi di cronache a volte lontane.

 

L’attore si era formato presso la Scuola di Eduardo de Filippo per sei anni e, successivamente, a fianco di Pupella Maggio, collezionando successi e scritture prestigiose. Per la critica, Cannavacciuolo, attore, cantante, è stato “sinonimo de eclettismo, di classe, talento e fantasia ineguagliati. L’ultimo erede di questa grande scuola teatrale di un tempo, che lo rendono capace di affrontare il comico, il tragico, il cabaret, la rivista”.

Non aveva vent’anni quando, in una pausa delle repliche de “Il voto” di Salvatore Di Giacomo con la regia di Virginio Puecher, incontrò Eduardo De Filippo che stava mettendo in scena “A’ furtuna e’ Pulicenella” e cercava un attore che sapesse recitare e ballare una difficile “tarantella”, e fu scelto. Così il suo percorso si intrecciò con quello del grande maestro a cui rimase fedele, così le sue scelte lo portarono ad approfondire le radici profonde del teatro del grande varietà, della macchietta, dell’invenzione audace, del sorriso elegante. Premiato ed applaudito in spettacoli di prosa, musical, cinema, televisione, operetta, ha interpretato personaggi del teatro Eduardo De Filippo, Manlio Santanelli, Annibale Ruccello, ed è stato indimenticabile protagonista in “Cabaret” di Saverio Marconi ed in “Cocha Bonita” di Nicola Piovani e Alfredo Arias.

Ad altri grandi del mondo del teatro e della canzone, Domenico Modugno, Milly, Yves Montand, Milva, ha dedicato spettacoli portati a lungo in tournée, pensati e scritti ridisegnai. nandone le vite, le carriere, le fragilità e le grandezze, con appassionata sapienza e fedeltà umana e musicale.

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