PersonaggiSpettacolo

FIORELLO 60

Lo showman nato a Catania il 16 maggio 1960

Sull’appuntamento con i 60 anni, Fiorello ha già fatto ridere mezza Italia prima di arrivarci: è successo a Sanremo con i monologhi sulla prostata e poi durante il dibattito sulla Fase2 dell’epidemia da coronavirus, quando indiscrezioni fuorvianti paventavano la prosecuzione del lockdown per gli ultrasessantenni. «I 60enni a casa. Viva i 60enni del nuovo millennio!», ha scritto sui suoi seguitissimi profili social lo showman. Che non fa mistero di non sentirsi affatto un “vecchietto”, grazie alla dieta più o meno perenne (negli ultimi mesi quella delle 16 ore di digiuno) e allo sport (soprattutto il tennis, che non ha interrotto nemmeno nei giorni del frullatore sanremese ma è stato costretto a sostituire con allenamenti in casa durante il lockdown).

La festa per le 60 candeline sarà una festa in famiglia, tra congiunti, come impongono le regole del momento. E per Fiorello non sarà poi così diverso da come avrebbe festeggiato comunque, lui che si è sposato con una ventina di invitati. Mentre è sul punto di farsi convincere a tornare a Sanremo con Amadeus nel 2021 (ma solo perché il prossimo festival sarà un unicum, probabilmente il primo vero ritorno alla normalità), Fiorello arriva ai 60 anni con gli ultimi 12 mesi che lo hanno visto tornare prepotentemente sulla scena in tutte le forme che lo hanno reso l’intrattenitore di maggiore successo della sua generazione: la radio, con “Il Rosario della Sera” e il ritorno sull’amata Radio Deejay che lo vide esordire grazie a Claudio Cecchetto alla fine degli anni ’80, quando era già una star come animatore nei Villaggi Valtur; la televisione con il ritorno al grande show di prime time, sia con il pionieristico ‘Viva RaiPlay’, primo show in diretta su piattaforma, sia con il riuscitissimo Sanremo da ‘incursorè e angelo custode dell’amico fraterno Amadeus; i nuovi media, tra l’Edicola Fiore che vive di riprese da iPhone e improvvisazione, le dirette Instagram, i seguitissimi post su Twitter.

Ma nella carriera di Fiorello, sopravvissuta anche ad una bocciatura di Baudo (che non lo volle a ‘Fantasticò nel 1986 e più avanti ammise «ho preso una toppata gigantesca»), c’è molto di più. Il ‘Karaokè di Italia1 che lo rese una vera popstar all’inizio degli anni ’90, il Festivalbar da conduttore, la partecipazione da cantante al Festival di Sanremo con ‘Finalmente Tù. E anche la crisi che, confesserà, gli fu causata anche dall’uso delle droghe a metà anni ’90. La rinascita di Fiorello, come più volte ha raccontato, si deve a due incontri fondamentali: quello con Susanna Biondo, nel 1996, la donna che sposerà nel 2003 e che le darà la figlia Angelica (oltre ad Olivia, nata da una precedente unione della Biondo, e che Fiorello ha sempre considerato come una figlia) e quello con il produttore bolognese Bibi Ballandi che lo farà approdare su Rai1 nel 2001 con il suo primo one man show “Stasera pago io”, con cui macinerà record d’ascolti, e che sarà solo il primo di una lunga serie di show. In mezzo anche un’incursione hollywoodiana, con ‘Il talento di Mr. Ripley’ di Anthony Minghella, nel quale interpreta “Tu vuò fà l’americano” di Renato Carosone, in compagnia di Matt Damon, Jude Law e del fratello Beppe.

In Rai, tra il 2001 e il 2008, ottiene grande successo anche in Via Asiago con ‘Viva Radio2’, così come fa clamore il suo passaggio a Sky con un ‘Fiorello Show’ nel 2009. In Rai ritorna nel 2011 con ‘Il più grande spettacolo dopo il weekend’ e al debutto incassa oltre 10 milioni di spettatori. Ma proprio una certa ansia da Auditel, nonostante i tanti record raggiunti e gli innumerevoli premi televisivi vinti, lo ha portato a rimanere lontano dal prime time per qualche anno. Anni in cui si è dedicato da pionere, e grazie ad una fan base numerosissima e intergenerazionale, all’improvvisazione pura dell’Edicola Fiore, in onda dal suo bar di quartiere. Fino al ritorno a tutto tondo di quest’anno, aiutato forse dalla saggezza del quasi sessantenne. C’è del sessantennismo, per dirla con l’ultima delle sue invenzioni: l’abuso degli ‘ismì.

Tags

Articoli correlati

Back to top button
Close
Close