ESCLUSIVE
VALERIA SMEDILE, IL PRIVILEGIO DI RACCONTARE NAPOLI
La nostra intervista esclusiva alla brillante guida turistica organizzata Valeria Smedile

Mostra e racconta la bellezza di Partenope come pochi sanno fare, conoscendone approfonditamente ogni angolo storico. Per il nostro magazine abbiamo avuto l’onore di intervistare Valeria Smedile, guida turistica autorizzata, la quale condivide il suo percorso professionale arricchito da numerosi dettagli che offrono una comprensione profonda del territorio in cui opera.
Tre cose importanti nella tua vita a cui non può assolutamente rinunciare ?
“Famiglia/Lavoro/Amici…no, scherzo, è il cibo “.
Come inizia il tuo percorso professionale di guida ?
” Casualmente. Ho frequentato un corso per insegnanti e mi sono ritrovata a fare la guida in una manifestazione. Sono rimasta folgorata. Era il 1995″.

Ci racconti un momento di questo percorso che porti sempre nel cuore ?
” Quando ho superato il concorso esisteva una legge che impediva di esercitare la professione se si lavorava in aziende che avevano a che fare con il settore turistico pubblico. Io lavoravo per una di esse e per 10 anni non ho esercitato. Quando ho mollato il lavoro una mia carissima amica (purtroppo non c’è più ) ha creduto in me affidandomi i primi lavori. Non lo dimenticherò mai!”.
C’è un location della tua napoli che ami raccontare ?
” Il privilegio di lavorare a Napoli è quello di avere l’imbarazzo della scelta. Il luogo del cuore, però, è il Castel Nuovo che noi chiamiamo rigorosamente Maschio Angioino “.

Adesso a quale progetto professionale stai lavorando ?
” Non lo rivelerò nemmeno sotto tortura è difficile avere idee originali e la mia non l’ho ancora vista in giro. Se lo dico, però, sono certa che la vedrò “.
Un sogno del cassetto da poter realizzare ?
” Il mio cassetto non è molto profondo. Cerco di fare sogni a scadenza ravvicinata, così da realizzarli velocemente e passare ai successivi”.

Ci racconti invece la tua grande passione per la musica ?
” Credo che nel mio DNA ci sia un elica a forma di chiave di violino. Sono nata e cresciuta in una famiglia di musicisti, ma purtroppo non ho avuto il talento sufficiente per suonare uno strumento.
La voce, però, è intonata e canto da 6 anni in un coro polifonico.
Come adori trascorrere il tempo libero quanso non sei impegnata nel tuo lavoro ?
“Canto, faccio teatro, leggo, studio, ma, più di tutto, adoro bighellonare tra le stradine della mia città. Potrei passare l’intera giornata esplorando gli angoli nascosti!”.

C’è un punto dinriferiemnto nella tua professione e anche a livello musicale ?
“Sicuramente sì. Non ho dei nomi da farti perché la mia professione non ha personalità leggendarie, ma tanti professionisti bravi e competenti. Per la musica non ho dubbi: la Callas!”.
Come mai la divina Callas spiegaci ?
” Il timbro, la versatilità, la capacità di interpretare: davvero non saprei da dove cominciare!”.

Ci sono altri artisti che ti piacciono che segui ?
“Ascolto molti generi diversi e non ho ‘passioni’ particolari. Mi annoia concentrarmi su un solo artista. Preferisco spaziare liberamente in base all’umore del momento. Da ragazza adoravo Baglioni, ma poi sono guarita “.
Tornando alla tua professione, c’è una città nazionale o internazionale dove eserciteresti la tua professione di guida ?
” In Italia andrei a Firenze e in una rediviva Torino. In campo internazionale la Ville Lumière , ça va sans dire “.

Per una guida professionista qual ‘e’ il momento più bello a livello lavorativo quando guidi un gruppo?
“Sono due: quando hai ottenuto la loro attenzione e quando esprimono la loro soddisfazione applaudendo “.
Da napoletana doc in cosa sei simile,e alla tua adorata città?
“Non sono incline alla diplomazia: o mi si ama o mi si odia!”.

Ci racconti un episodio simpatico lavorativo capitato in tutti questi anni ?
“Noi guide ci dobbiamo aggiornare continuamente e, pertanto, andiamo a fare sopralluoghi nonché visite in vari siti.Una volta con una collega siamo andati in un museo (di cui non farò il nome neanche sotto tortura) e la guida, non sapendo di avere delle colleghe nel gruppo, ha candidamente detto, a proposito di un tempio famosissimo di Pompei, che era dedicato alla “Triade capitellina” (capitolina N.d.R). Abbiamo dovuto riparare in un’altra stanza per evitare di ridere davanti a tutti “.
Invece come trascorrervi questa torrida estate 2025 ?
Come sempre: lavorando e andando nella mia regione di adozione, la Sicilia.
Io sono originaria della provincia di Trapani. Mio nonno materno è nato in Sicilia e ha sposato una della costiera amalfitana”.

Se diciamo Amore cosa rispondi ?
” D’amore non si muore, al massimo si ritorna in forma”.
Se invece diciamo Sesso ?
“Sopravvalutato. Eppure muove il mondo”.

Per una serata galante cosa adori indossare e quale intimo ?
” Mi piace la seduzione vecchio stile. Abito che lascia intravedere e intimo di qualità. Ho una collezione di guêpières con tanto pizzo, nella quale, forse non entro più “,
Ci racconti una monellata realizzata ?
“Quando ero giovane io non esistevano i cellulari né i social, ma vi assicuro che ci divertivamo lo stesso. Spesso, nei pomeriggi caldi e assolati, quando uscire equivaleva a sciogliersi, non ci restava che un evergreen: lo scherzo telefonico.Una volta ne abbiamo fatto uno davvero ben congegnato!
Con due telefoni e un registratore a cassette ci siamo divertite da morire. Abbiamo fatto finta di essere una società di sondaggi telefonici e abbiamo chiamato un ragazzo molto carino che conoscevamo. Gli abbiamo posto domande sull’amore e poi un gioco. Abbiamo registrato tutto (oggi ci arresterebbero ) e ci siamo divertite a sentire le risposte.Qualche giorno dopo abbiamo fatto un falò sulla spiaggia e nell’ immancabile gioco di ‘obbligo o verità’ il ragazzo ha proposto lo stesso gioco che noi gli avevamo detto nella telefonata. Ci siamo alzate tutte contemporaneamente per non ridere e lui ci ha sgamate tutte”.

Un posto carino a Napoli che ispira sensualità secondo te ?
” La cappella di Sansevero”.
Se non avresti fatto questo percorso lavorativo oggi chi saresti ?
” Facile! Una cantante! Ed è quello che farò quando andrò in pensione “.



