TV

Il 7 novembre del 1988 andava in onda per la prima volta “Striscia la Notizia”

Il debutto del tg satirico con Ezio Greggio e Gianfranco D'Angelo

(Milano)- Il 7 novembre 1988 su Italia 1 debuttava “Striscia la Notizia” con Ezio Greggio e Gianfranco D’Angelo. Il tg satirico, che ai tempi si proponeva come giornale radio, anziché avere due veline ne aveva ben quattro che oltre all’immancabile “stacchetto” portavano ai due conduttori in studio le notizie del giorno.

Una prima puntata della durata di quasi 9 minuti, in cui gli stessi conduttori travestiti da inviati, raccontavano le notizie attraverso quei servizi ironici che hanno reso famoso il programma di Canale 5. Servizi, inchieste, rubriche bizzarre e segnalazioni divertenti, che da circa 33 stagioni ci fanno compagnia ogni sera, grazie anche all’essenziale contributo dei telespettatori.

La prima edizione, che aveva per sottotitolo Giornale Radio e condotta come fosse un esperimento , coppia collaudata e reduce dai trionfi del Drive In (altro programma di Ricci), è durata solo qualche settimana, ma il successo convince i vertici aziendali a portare Striscia la Notizia sull’ammiraglia Canale 5 l’anno successivo, confermando alla conduzione Greggio affiancandogli Raffaele Pisu. Da allora, il programma è diventato l’appuntamento fisso alla fine del telegiornale. In questi 30 anni sono stati 65 i conduttori che si sono alternati alla guida del tg satirico, dallo storico Ezio Greggio, che ha saltato solo un anno, la stagione 1991-1992, perché impegnato su un set cinematografico, fino all’indimenticabile Paolo Villaggio , che si è seduto dietro al bancone per poco più di un mese nel 1997, fino alle presenze costanti di  Michelle Hunziker , Enzo Iacchetti e il duo comico Ficarra e Picone.

Non solo servizi divertenti e dissacranti (tipo il Tapiro, consegnato da Valerio Staffelli), in questi anni Striscia si è distinta anche per alcune inchieste che hanno sollevato una grande eco nell’opinione pubblica. Attraverso i numerosi inviati, il tg di Ricci ha affrontato tematiche importanti e socialmente rilevanti, come le truffe di Wanna Marchi (poi condannata dalla magistratura, intervenuta dopo alcuni servizi di Striscia), o il caso dell’uranio impoverito, che ha portato alla creazione di una Commissione Parlamentare d’inchiesta per indagare sull’esposizione a cui sono stati sottoposti i militari italiani di stanza nei Balcani negli anni 90.

Il Gabibbo, pupazzone rosso che parla in genovese e che è diventato la mascotte del programma, è diventato il difensore dei cittadini che si rivolgono a lui per segnalare ingiustizie e scandali. Non mancati scontri, anche molto duri, con altre trasmissioni  e personaggi televisivi. Durissimo quello che ha contrapposto Striscia la Notizia e il diretto concorrente su Raiuno, Affari tuoi, accusato di irregolarità. La rissa che ne è seguita, in tv e sui giornali, con l’allora conduttore Paolo Bonolis , e   anche con Flavio Insinna è stata feroce.

Striscia in questi tre decenni è diventato un vero e proprio fenomeno di costume nazionale, anche grazie alla presenza delle veline , le ragazze che inizialmente portavano ai conduttori i fogli sui quali erano scritte le notizie (le veline in gergo giornalistico) e che poi si sono trasformate in personaggi fondamentali con un ruolo ben definito. E che ha sollevato polemiche e dibattiti sulla figura femminile in tv, relegata, secondo i detrattori, ad elemento decorativo fortemente sessualizzato attraverso abiti succinti e balletti ammiccanti. Ma è indubbio, però, che diventare una velina è stato il trampolino di lancio di moltissime giovani, da Alessia Mancini e Roberta Lanfranchi, fino alle due più famose, cioè Elisabetta Canalis  e Maddalena Corvaglia.

Articoli correlati

Dai un'occhiata anche
Chiudi
Pulsante per tornare all'inizio