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MATRIMONIO A TUTTI I COSTI

Su Real Time dal 30 luglio alle 15.50. In tutto, quattro puntate per altrettante coppie estremamente motivate a sposarsi, che devono però fare i conti con un budget contenuto

(Milano) – “Sposarsi si può e non deve essere per forza così costoso. Certo, bisogna rimboccarsi le maniche ed essere creativi e originali, con la consapevolezza che, se non ci si rivolge a professionisti, gli imprevisti accadono. Ma se si è disposti a fare tutto questo, sposarsi è possibile anche con budget molto ridotti”. E’ questo il presupposto da cui parte il nuovo programma di Real Time “Matrimonio a tutti i costi” condotto da Michelle Carpente. L’obiettivo? Abbattere le convinzioni che “fiori d’arancio” faccia necessariamente rima con “spendere una fortuna”. Insomma, la presentatrice (attrice, conduttrice ma anche, fuori dalle telecamere, wedding planner) spiegherà perché non è vero che un matrimonio senza dodici portate più i dolci, “non è un vero matrimonio” e  che “sostenibilità” non va d’accordo con “bellezza”?

Lo scorso anno, con “Matrimonio a sorpresa Italia”, aveva accettato la sfida di organizzare lo sposalizio perfetto con il solo aiuto degli amici degli sposi. Ora si parte invece con “Matrimonio a tutti i costi”, nuovo format ideato con Gianluca Potenziani, scritto con Luigi D’Anna e prodotto dalla stessa conduttrice con SmartWed, al via su Real Time dal 30 luglio alle 15.50. In tutto, quattro puntate per altrettante coppie estremamente motivate a sposarsi, che devono però fare i conti con un budget a disposizione di soli 5 mila euro. La Carpente cercherà di aiutarle consigliando loro come risparmiare in base alle loro priorità. “Veniamo da due anni difficilissimi per il settore del wedding e anche per i futuri sposi – ha detto la conduttrice – Ognuno ha il proprio must have. Io, per esempio, non rinuncerei mai alla musica. Compito del weeding planner è aiutare le coppie a esaudire i loro desideri, in questo caso sfruttando ciò che magari già hanno. Io, poi, punto molto sulla sostenibilità. Per il catering, ad esempio, siamo stati attenti agli sprechi, che trovo un vero schiaffo morale, oltre che economico. E poi restare otto ore a tavola non va proprio più”.

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