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Pio e Amedeo campioni di ascolti con ‘Felicissima Sera’: share del 22.5% per l’ultima puntata

Tanti ospiti ed emozioni per lo show del venerdì sera, ma anche qualche polemica (annunciata) per il monologo sul linguaggio politicamente corretto

(Milano)-Chiusura col botto per ‘Felicissima Sera’, lo show di Canale 5 che, per tre puntate, ha visto i comici foggiani Pio e Amedeo nella veste di mattatori e padroni di casa. L’ultima puntata, andata in onda ieri sera, ha confermato il successo di pubblico del format che, secondo i primi dati, segna uno share del 22,5%, con oltre 4.300.000 di spettatori incollati alla tv.

“È stato bello per 1000 motivi – spiegano i due foggiani sui social – ma distrarvi un po’ e vedere la gente intorno a noi tornare a lavorare è stata un’iniezione di felicità al cuore”. Tanti ospiti ed emozioni per lo show del venerdì sera, ma anche qualche polemica (annunciata) per il monologo sul linguaggio politicamente corretto: il duo comico ha tenuto un discorso lungo quasi 20 minuti sulle parole bandite dal linguaggio attuale perché considerate offensive, puntando sull’importanza di saper distinguere un insulto dalle reali intenzioni di chi determinate parole pronuncia. Sul punto però il pubblico si è diviso.

“Non dobbiamo vergognarci di dire la parola ‘neg*o’ perché conta la cattiveria nella parola, conta l’intenzione. Se l’intenzione è cattiva, allora è da condannare. Il politically correct ha rutt’uo ca**”, ha affermato Amedeo: “Ci vogliono far credere che la civiltà sta nelle parole, ma è tutto qua nella testa. Fino quando non ci cureremo dall’ignoranza di quelli che dicono con fare dispregiativo che è quello il problema, ci resta un’unica soluzione: l’autoironia”.

E ancora: “Così noi dobbiamo combattere gli stolti, con un messaggio. Se vi chiamano ricch**ni, froci per ferirgli, voi ridetegli in faccia perché lo stolto non saprà cosa fare, la cattiveria non risiede nella lingua, è l’intenzione”.

Nel discorso di Pio e Amedeo sono stati tirati in ballo diversi stereotipi, da quelli sul colore della pelle a quelli sull’orientamento sessuale. Poi il riferimento al Gay Pride: “Mi avete mai visto a me con il cartello per strada a gridare ‘evviva la fi*a’? Il Gay Pride non serve più. La cosa che i Gay so’ sensibili non la sopporto. Ma perché noi etero facciamo schifo?”.

Le battute finali sono di Pio: “Amedeo ma hai capito che noi qua stiamo in Italia? Tu ti devi fare i ca**i tuoi. Hai detto delle parole e dei concetti che possono essere fraintesi (…). Ti ricordi tutti i sacrifici che abbiamo fatto? Domani qualcuno ci critica e noi siamo spariti nel vuoto. Pensa a Gerry Scotti. Tu hai mai sentito dire qualcosa fuori posto a Gerry Scotti? Chiedi scusa”, ha consigliato lui. Pronta la chiosa del collega che ha concluso riformulando le sue affermazioni: “Hai ragione, siamo in Italia, lasciamo perdere…”.”Contano più le parole rispetto al significato che ci metti dentro. La vera differenza è la cattiveria, l’intenzione – esordisce Amedeo Grieco passando in rassegna diversi luoghi comuni e mandando un messaggio chiaro – Bisogna poter scherzare su tutto, perché il problema non è il linguaggio”. E conclude: “Di fronte all’ignoranza, la cosa più disarmante è una bella risata”.

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