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Sette Conduttrici e Sette Conduttori – Valutazioni

Le valutazioni di Maurizio Longhi sui conduttori di Talk Show della televisione italiana

Queste le mie valutazioni per voi su sette conduttrici e sette conduttori dei maggiori talk Show della televisione italiana.

SERENA BORTONE (Agorà – Rai3): “Buongiorno, buongiorno…”, molto brava e professionale. Spigliata e decisa nella conduzione. Mai trovata faziosa, gestisce bene gli ospiti sia in studio che in collegamento. Dovrebbe vedere un po’ gli inviati, soprattutto quella abbastanza razzistella: “Siamo sfortunati, in questo momento nelle strade di Napoli non c’è nessuno”. Da voltastomaco, l’inviata. Lei, invece, molto carismatica.

BIANCA BERLINGUER (Carta Bianca – Rai3): Una trasmissione che mi piace, straordinaria l’iniziativa di introdurla sempre interpellando Mauro Corona, a sua volta eccentrico e pungente. Un simpatico botta e risposta tra loro due che ormai connota questo prodotto televisivo che pecca nei sondaggi (topiche clamorose), ma per il resto non vedo molta faziosità, almeno lo sono di più altre trasmissioni.

MANUELA MORENO (Tg2 Post – Rai2): Bellissima, la più bella in assoluta, la Edwige Fenech delle presentatrici. Ma non è solo bellezza, anche tanta bravura nella conduzione di uno spazio televisivo che si caratterizza per velocità e dinamicità. Un approfondimento politico che deve rispettare determinati tempi ma che affronta bene gli argomenti scelti.

BARBARA PALOMBELLI (Stasera Italia – Rete4): Preparata ma scialba, nel senso che il suo è un ritmo soporifero, quasi narcotizzante. Atteggiamento che sembra svogliato, poco incline al sorriso, tono di voce sommesso. Dovrebbe essere più ligia al lavoro, come le persone del Nord.

MYRTA MERLINO (L’Aria che tira – La7): Molto brava, sempre chiara e precisa nelle sue introduzioni, la stoffa c’è tutta. Se la trasmissione è molto seguita il merito è anche suo che la rende frizzante e scorrevole. Bruttissima caduta di stile quando ha detto che non si aspettava che da Napoli venisse una eccellenza sanitaria. Lei è napoletana e va detto che spesso l’ha definita la città più bella del mondo, soprattutto scherzando con Renzi che esaltava la sua Firenze. Proprio l’ex premier la punzecchia sempre sul fatto che sia la compagna di Tardelli: “Grande stima per lui, però è juventino…”. Quando non parla di politica, anche Renzi riesce a dire qualcosa di buono .

LILLI GRUBER (Otto e Mezzo – La7): Non mi piace proprio. Faziosa, troppo schierata, evidente la mancanza di obiettività. Una padrona di casa spesso più autoritaria che accogliente, sta di fatto che la sua trasmissione è seguitissima, forse agevolata dal fatto di andare in onda subito dopo il Tg delle 20, alla fine del quale sono ormai un cult le parole di Mentana: “Dopo di noi, a Otto e Mezzo, gli ospiti di Lilli Gruber sono…”.

FRANCESCA FANUELE (Tg La7): Faccio uno strappo alla regola per lei, che conduce il telegiornale e non una trasmissione. Ma dal mio punto di vista, oltre ad essere molto bella, è la più brava in assoluto, scandisce benissimo le parole utilizzando in modo evidente la tecnica delle aperture, basta vederne il labiale. Eloquio spigliato e disinvolto. Tempi perfetti per un telegiornale.

MAURIZIO MANNONI (Linea Notte – Rai3): “Ci vediamo alla mezzanotte prossima”, la solita chiusura dell’appuntamento notturno sui fatti della politica del giorno. “La linea passa ai colleghi delle sedi regionali, ci vediamo tra quattro minuti”, un’altra sua frase diventata ormai famosa. È il volto della notte, impressionante la somiglianza con quello che conduce il telegiornale dei Simpson. Si era ventilata la possibilità (poi smentita) di una sua candidatura a governatore della Liguria. Sempre attesa la rassegna stampa dei quotidiani appena stampati.

NICOLA PORRO (Quarta Repubblica – Rete4): Molto social con la “Zuppa” quotidiana, dinamico e brillante, tra i miei preferiti. Preparatissimo, difficilmente gli sfugge di mano la situazione, dà spazio a tutti e mantiene fino all’ultimo un ritmo alto. Sa quando ironizzare e quando incalzare, le sue trasmissioni scorrono molto veloci senza annoiare.

MARIO GIORDANO (Fuori dal Coro – Rete4): “Donatooooo”. Ha uno stile tutto suo, sembra un invasato urlando con quella voce querula, starnazzante ma soprattutto indecifrabile, tant’è che, sentendone solo la voce, c’è chi lo scambia per un bambino e chi per una donna. Va detto che con quel suo fare clownesco riesce a tenere alta l’attenzione del telespettatore e, quando un ospite entra in troppi tecnicismi, lo interrompe dicendo: “Facciamo in modo che capisca anche la mia mamma che è anziana e ci sta seguendo”. È bravo ma ormai è entrato in questa parte del conduttore isterico che, almeno quattro o cinque volte durante la diretta, si avvicina con la faccia alla telecamera urlando come un ossesso. “Donatoooo”.

PAOLO DEL DEBBIO (Dritto e Rovescio – Rete4): Un sergente di ferro. Dà la sensazione di un vecchio maestro elementare, se vai fuori le righe sono bastonate. Il suo stile è molto autoritario ma non disdegna forme di ironia, come quando si iniziano ad accavallare le voci degli ospiti e lui, pur avendo la tentazione di sterminarli senza pietà, dice: “Non parlate più di cinque per volta”. Spesso è proprio lui che vai nei territori con la troupe per girare dei servizi, come a voler unire il ruolo di conduttore e inviato.

CORRADO FORMIGLI (Piazza Pulita – La7): Inconfondibile il suo abbigliamento, quelli bravi direbbero outfit. Camicia con maniche arrotolate, mai trovato invadente, mai avuto la sensazione che volesse orientare il dibattito verso una determinata posizione. Stile educato e sobrio, sempre preciso dal punto di vista professionale.

GIOVANNI FLORIS (Di Martedì – La7): Aria da maestrino, come se nascondesse una dose di cinismo dietro quell’espressione da intellettuale svagato ma furbo. Non c’è dubbio che sappia fare il suo lavoro, solo che ci dovrebbe mettere più verve per fare da contraltare a quell’aspetto che è un misto tra il finto ingenuo e il sussiegoso cattedratico.

MASSIMO GILETTI (Non è l’Arena – La7): Nato per fare il conduttore, mai avuto paura di mettersi contro i potenti, ci mette anima e cuore in quello che fa, si sente coinvolto emotivamente nelle sue battaglie. Un cane sciolto, se ritiene giusta una inchiesta la porta avanti senza pensare che possa indisporre qualcuno o procurargli inimicizie. Spesso, come successo nel caso Bonafede, la sua trasmissione fa luce su questioni torbide. Credo che la sua sia davvero una informazione libera e di qualità. Ad maiora!

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