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Olimpiadi, cerimonia di chiusura: Jacobs portabandiera azzurro

Il portabandiera dell'Italia, oro nei 100 e nell 4x100, è entrato nello stadio Olimpico e schierato con tutti gli altri in cerchio al centro dello stadio

(Tokyo )  – Le Olimpiadi di Tokyo sono giunte al termine: un bottino di medaglie più che soddisfacente per l’Italia, che ne porta a casa quaranta: dieci d’oro, dieci di argento e venti di bronzo.  La cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, così come quella di apertura, segue un rigido protocollo codificato nella Carta Olimpica. Un coro di giapponesi in kimono ha aperto la cerimonia, prima del via della sfilata delle bandiere, senza un ordine alfabetico. A portare il tricolore dell’Italia è Marcell Jacobs, protagonista assoluto delle Olimpiadi con due medaglie d’oro, nei 100 metri e nella staffetta 4×100 maschile.  I portabandiera, senza delegazioni al seguito, sono entrati singolarmente e poi si sono schierate un grande cerchio all’interno dello stadio Olimpico. La bandiera del Giappone è portata da sei persone: tra di loro anche un medico, per sostenere la lotta al Covid, e di un atleta con disabilità, per promuovere le Paralimpiadi, in programma a fine agosto a Covid. Spazio poi alla commissione atleti: c’è anche Federica Pellegrini, eletta in commissione e di conseguenza come membro del Cio, che insieme agli altri eletti sale sul palco e riceve ufficialmente l’incarico.

 

Solo successivamente sono entrati gli atleti dei vari paesi, tutti con la bandierina del rispettivo paese. Alla cerimonia di chiusura presente il principe della corona Akishino, primo nella linea di successione all’imperatore Naruhito che invece ha presenziato a quella di apertura. Accanto a lui si è seduto il presidente del Cio Thomas Bach, il primo ministro giapponese Yoshihide Suga e la governatrice di Tokyo Yurike Koike. La cerimonia è stata avviata con l’alzabandiera e con l’inno nazionale nipponico “Kimigayo”.

Nel corso della cerimonia c’è stato spazio anche per Federica Pellegrini, nuovo membro della Commissione atleti del Cio.Terminata la sfilata degli atleti, spazio alla musica e allo spettacolo. Canzoni allegre e da discoteca,  prima di passare a un ritmo molto più soft e musica francese, non casuale, visto che i prossimi Giochi saranno a Parigi. In seguito, ampio spazio alla cultura giapponese con danze, balli e folklore del Sol Levante a fare da padroni. A seguire, arriva il momento dell’inno nazionale della Grecia (consueto omaggio al Paese creatore delle antiche Olimpiadi) e della premiazione della maratona, la gara più affascinante dell’Olimpiade. Tra gli uomini oro al kenyano Kipchoge, argento all’olandese Nageeye, bronzo al belga Abdi. In campo femminile oro alla kenyana Jepchirchir, argento alla kenyana Kosgei e bronzo alla statunitense Seidel. Arriva infine il momento dell’inno olimpico, in presenza del presidente del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach e del Sindaco di Parigi (sede dei prossimo Giochi Olimpici nel 2024) Anne Hidalgo.

Poi lo spazio è tutto per il passaggio di consegne verso Parigi 2024 con tanto di collegamento video con la capitale francese in festa. Cala il sipario sui Giochi “della speranza”, li definisce il presidente del Cio, Thomas Bach. “Voi, i migliori atleti del mondo, avete potuto realizzare il vostro sogno anche perché il Giappone lo ha reso possibile  e voi popolo del Giappone dovete essere orgogliosi e a nome di tutti vi dico grazie. Ce l’abbiamo fatta, insieme. I Giochi di Tokyo sono stati i Giochi della speranza, della solidarietà e della pace. Grazie Tokyo, grazie Giappone. È stato un grande messaggio di solidarietà e pace. Ci avete ispirato con questa unione di forza dello sport. Con la pandemia lo sport è diventato centrale, un momento di gioia e ispirazione, di speranza e fede nel futuro. Ce l’abbiamo fatta. Insieme. Ci vediamo a Parigi”. 

 

 

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