OFFERTA RENZI
"Se siamo parte della maggioranza? Non più. E non credo che Conte avrà la maggioranza a Palazzo Madama"

(Roma)- Intervenendo a “Mezz’ora in più”, sull’intervento di Giuseppe Conte previsto per lunedì alla Camera e per martedì al Senato, l’ex premier ha detto: “Lunedì viene in aula e il suo portavoce ha detto ‘asfaltiamo Renzi’, ma io non credo che avranno la maggioranza in Senato. Il presidente del Consiglio ha risposto di no alle richieste di mettersi sulle cose da fare”. 
A una domanda sulla crisi il leader di Italia viva ha chiarito: “Questa non è una crisi inspiegabile, è spiegabile molto bene. Penso non sia consentito a un politico essere compartecipe di un disegno mediocre senza respiro e che la politica sia solo dispensatrice di poltrone”. “Non siamo più parte della maggioranza” – Renzi ha poi sottolineato. “Io se c’è da votare a favore dei ristori lo faccio anche se a Palazzo Chigi c’è Berlusconi, Prodi, D’Alema, Conte, Di Maio, perché non mi interessa il nome del premier ma il bene degli italiani. Io sono un patriota. Ma se mi chiedete ‘siete parte della maggioranza?’, non più”. Da mesi “chiediamo un salto di qualità nell’azione del governo. Serve un sogno per l’Italia, non l’incubo del litigio quotidiano. Serve un progetto, una visione, una strategia. La chiediamo da mesi: se finalmente gli altri ci sono, ci trovano preparati”: in un’intervista al Corriere della Sera il leader di Italia Viva Matteo Renzi sembra cambiare verso per l’ennesima volta nei confronti di Giuseppe Conte e offire una via d’uscita alla crisi di governo. “Basta polemiche, parliamo di sanità, di giovani, di futuro. Torniamo alla politica”, aggiunge.
Di più: l’ex premier sostiene di non aver “rotto” con il governo: “Abbiamo chiesto risposte su scuole, vaccini, infrastrutture, lavoro. Non le abbiamo avute” per mesi. Alla fine, “con molto dolore le ministre Bellanova e Bonetti e il sottosegretario Scalfarotto, tre persone straordinarie che fanno politica per servizio e non per interesse, si sono dimesse” riaffermando “la bellezza e la dignità della politica”. Se qualcuno “nel Pd preferisce Mastella alla Bellanova o Di Battista a Rosato ce lo farà sapere. Noi vogliamo che si formi un governo di coalizione con un ruolo fondamentale per il Pd e per i suoi esponenti”. Il Pd sa, secondo Renzi “che senza Italia viva non ci sono i numeri. Forse non sarà più amore, ma almeno è matematica. Se Zingaretti insiste a dire no a Italia viva, finisce col dare il Paese a Salvini”. Se invece Conte ottenesse 161 voti al Senato, “sarebbe un atto di chiarezza. E riconoscerei il successo parlamentare per il premier”. In quel caso “da senatore continuerò a sostenere l’Italia sulle cose che condivido e votare contro le cose che non condivido”. Un’eventuale astensione di Italia Viva sarà discussa “alla riunione di gruppo ma credo che sia la scelta più saggia”. Renzi non teme il sostegno di alcuni dei suoi al governo: il gruppo al Senato “è super compatto. Abbiamo diciotto senatori e il loro voto martedì sarà decisivo”. Se Conte si dimetterà “noi chiederemo alle consultazioni di fare presto, perché non possiamo perdere nemmeno un giorno” e “ci vuole un programma da qui al 2023”.
L’ultima offerta di Renzi a Conte arriva mentre il presidente del Consiglio ha certificato la difficoltà nella costruzione di una maggioranza alternativa dopo che ieri era emersa la possibilità dell’approdo di un gruppo di centristi al sostegno nei confronti del suo governo. Possibilità nel frattempo tramontata, tanto che adesso il premier riflette sulla possibilità di andare in Parlamento e, in caso di fallimento nella ricerca della maggioranza assoluta, di dimettersi successivamente. Sarà martedì il giorno cruciale, visto che in quella data si voterà in Senato ed a Palazzo Madama che c’è un enorme problema di numeri: da 155 voti possibili (e quindi a solo sei di distanza dalla maggioranza assoluta) il consenso nei confronti del governo si è assottigliato fino a raggiungere quota 151.



