DAZN CONQUISTA LA SERIE A
La piattaforma streaming trasmetterà il campionato fino al 2024. Addio al decoder, mentre l'abbonamento costerà 30-35 euro

(Milano)-La rivoluzione è ufficiale: con il voto favorevole di 16 squadre su 20, Dazn conquista la battaglia dei diritti tv della Serie A e diventa la nuova regina del massimo campionato di calcio italiano per il prossimo triennio 2021/2024. Un vero e proprio cambiamento epocale, visto che per la prima volta la Serie A sarà trasmessa quasi interamente online, segnando pressoché la fine dell’egemonia della tv satellitare, passando da Stream a Telepiù, fino ad arrivare a Sky.
Grazie a un’offerta da 840 milioni di euro – alla quale si aggiungerà il contributo economico e strategico di Tim – Dazn ha ottenuto 2 dei 3 pacchetti di diritti tv messi in palio dalla Lega Serie A:
-Il numero 3 che prevede la trasmissione co-esclusiva dei rimanenti 3 match per ogni giornata di campionato
Rimane quindi ancora in ballo, fino a lunedì 29 marzo (giorno in cui scadrà il tempo utile per le offerte) il pacchetto 2 che prevede la trasmissione co-esclusiva di 3 match. Per aggiudicarselo Sky ha offerto alla Lega 70 milioni di euro.
Bisognerà ufficialmente dire addio alla tanto amata TV via cavo o satellite e aprirsi ancor di più alla digitalizzazione, nell’anno del Covid e dello smartworking. Decisiva l’offerta di 840 milioni di euro, alla quale si aggiungerà il contributo economico e strategico di TIM. Scopriamo chi è Len Blavatnik, il proprietario miliardario della piattaforma.

Finita l’era Sky addio a decoder e parabola per vedere la maggior parte del campionato (come accaduto fin dai tempi di Tele+ e Stream negli anni Novanta) e addio anche al doppio abbonamento per poter guardare tutta la serie A, come successo nel corso dell’ultimo triennio: al centro ci sarà la trasmissione in streaming sull’app e sul sito di Dazn. Le gare saranno visibili su computer, smartphone, smart tv, tablet e anche consolle di videogiochi. Resta sullo sfondo l’ipotesi di un canale sul digitale terrestre dopo le voci sulla trattativa con Persidera per l’acquisto di alcune frequenze Dtt.
Saranno 6 i dispositivi abilitati alla visione tramite le stesse credenziali di accesso. Soltanto due, però, potranno essere collegati contemporaneamente per la visione di una partita.
l momento si parla di un range tra 30 e 35 euro. Sarà possibile sottoscrivere l’abbonamento tramite l’app o il sito di Dazn. Nota importante: non si potrà acquistare un evento singolo. “Si pagherà un prezzo che sarà accessibile, è sempre stata la nostra politica. Sicuramente per tutta la serie A si pagherà meno di ora. Si vedrà molto bene a livello di streaming”, ha spiegato Veronica Diquattro, ad di Dazn Italia.
Servirà una connessione di 8 megabit al secondo per assistere a una partita senza blocchi o interruzioni. Già nei giorni scorsi Dazn, rispondendo agli attacchi lanciati da Sky, aveva spiegato che “oggi il 99% delle famiglie italiane può dotarsi di una connessione a banda larga con diverse tecnologie, ottima per la ricezione di tutti i servizi internet compresa la visione della propria squadra del cuore. Il nostro impegno è volto a sostenere e accelerare il processo di digitalizzazione del Paese”. In questo contesto, è senza dubbio importante la partnership con Tim, che sarà l’operatore di telefonia e Pay Tv di riferimento per l’offerta dei contenuti di Dazn in Italia. Tim, inoltre, supporterà la migrazione da satellite a piattaforma streaming grazie alla copertura Ultrabroadband. Ai clienti Tim saranno riservate offerte dedicate.
Dazn e la storia del suo proprietario: il miliardario Len Blavatnik
Giunta nel mondo dei diritti tv della Serie A dall’agosto del 2018, Dazn è una piattaforma streaming che fa parte di Perform Group, la società di proprietà del miliardario self-made Len Blavatnik.
Nato nel 1957 in Ucraina ma cresciuto a Mosca, Len Blavatnik è emigrato insieme ai genitori negli Stati Uniti nel 1978. Proprio negli Usa ha ottenuto prima una laurea in Scienze informatiche alla Columbia University e successivamente un Master in business administration alla Harvard Business School. Nel 1986 ha fondato Acces Industries, un gruppo specializzato in investimenti in diversi Paesi, di cui è tuttora presidente.



