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VACCINI , CHIARA FERRAGNI: ” LA NONNA DI FEDEZ CHIAMATA PERCHE’ NOSTRA PARENTE”

L'influencer se la prende con i politici per le lungaggini nella somministrazione delle dosi: "Siamo stati i primi in Italia a trovarci in questo casino e a causa vostra saremo gli ultimi a uscirne"

(Milano)- Tra le centinaia di lombardi over 80 che, fino a ieri, non avevano ancora ricevuto la prenotazione per la vaccinazione, c’era anche la signora Luciana, nonna di Federico Lucia, in arte Fedez, che insieme alla moglie Chiara Ferragni, sui propri canali social catalizza l’attenzione di milioni di follower. E proprio ieri, sulle sue stories di Instagram, l’influencer e stilista milanese si era lamentata pubblicamente della campagna vaccinale lombarda, ponendo come esempio il fatto che la nonna novantenne di suo marito non avesse ancora ricevuto la somministrazione.

E poi aggiunge nel lungo post: “Ho deciso di parlare e dire quanto sono delusa, dispiaciuta, amareggiata e anche un po’ incazzata nel leggere ancora di altri 500 morti solo ieri, sono incazzata perché da un anno sono chiusa in casa, da più di un anno la gente muore, da più di un anno i bambini non vanno a scuola e si chiede alle aziende, ai commercianti, ai ristoratori e non solo di avere pazienza e di tenere duro. E tutto questo perché? Perché da un anno gli errori di chi dovrebbe prendersi cura di tutti noi si susseguono. […] Vedere la Lombardia che fa un casino dietro l’altro è scoraggiante”. E infine: “Questo appello lo faccio a Mario Draghi, persona che stimo e alla quale va il mio supporto e comprensione perché non posso nemmeno immaginare quanto è incasinata la situazione che ha ereditato. Questo appello lo faccio ancora di più a ogni singolo politico, ministro, parlamentare, presidente di regione, ecc. a loro dico: basta chiacchierare! Basta! Adesso bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare perché la gente è stanca! Vogliamo tornare ad essere orgogliosi di essere lombardi, italiani, europei! Perché oggi non siamo più certi di poterlo essere!”

Le sue accuse sono dirette ai politici in primis, senza distinzione di colore: “Quelli che c’erano e sono andati via, quelli ci sono sempre stati e sono ancora sulle loro poltrone senza vergogna. Fino ai nuovi responsabili, quelli che sono arrivati dopo e non si prendono le colpe.” Le speranze di uscirne in fretta sono poche: “Siamo indietro con le vaccinazioni nonostante siamo stati i primi in Italia a trovarci in questo casino e a causa vostra saremo gli ultimi a uscirne”. Le sue richieste sono semplici e chiare: “Vogliamo che vi diate una mossa, che se sbagliate chiedete scusa e poi lasciate le vostre poltrone a chi ne ha le capacità. Vogliamo che chi sbaglia paga. Vogliamo vaccinare il prima possibile i nostri cari più fragili”. Si rivolge direttamente a Mario Draghi, “persona che stimo e alla quale va il mio supporto”, e a tutti i politici di ogni ordine e grado: “Basta chiacchiere! Adesso bisogna rimboccarsi le maniche!”.

La replica dell’ATS “Nessuno dei nostri operatori ha chiesto alla signora se fosse ‘la nonna di Fedez’. Così l’Ats della Città Metropolitana di Milano, in una nota, risponde al post di Chiara Ferragni su Intagram, in cui l’imprenditrice denunciava i ritardi sul vaccino alla nonna del marito, sostenendo che gli operatori le abbiano chiesto la sua identità prima di fissarle l’appuntamento per ricevere la dose. “L’Ats Città Metropolitana di Milano riceve ogni giorno decine di segnalazioni in merito a cittadini over 80 che non sono stati ancora convocati per la vaccinazione anti-Covid. Alla luce di verifiche nella maggior parte di casi si tratta di disguidi dovuti a errori nella compilazione della domanda, tutte queste persone vengono contattate telefonicamente e convocate per la somministrazione”, spiega l’ATS. La nonna di Fedez sarebbe stata contattata oggi non per i post-denuncia di Chiara Ferragni, ma perché gli operatori stanno “recuperando” chi ha aderito alla campagna vaccinale commettendo errori nella compilazione della domanda. Nel caso specifico la nonna di Fedez avrebbe “omesso il comune di residenza nella compilazione dell’adesione”.

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