Approfondimenti

Aqua Augusta, il cammino irpino dell’acquedotto romano

Aqua Agusta. Alla scoperta dell'antico tragitto dell'acquedotto di Serino insieme ad un gruppo di appassionati.

(Serino-Avellino)-Aqua Augusta. L’acquedotto di Serino, voluto dall’imperatore romano Augusto, portava l’acqua alla flotta marina di Miseno. Ed è  proprio da Serino che un gruppo di appassionati sta provando a scoprirne le ultime tracce e i resti che ancora fanno capolino tra strade e orti. L’opera, che copriva ben 93 chilometri, è stato costruita tra il 54 e il 31 d.c.

Ne parliamo con uno dei componenti del gruppo: Pasquale Luca Nacca.

Pasquale come si chiama il vostro gruppo di ricerca?
Siamo un gruppo di appassionati di storia. Ci chiamiamo Cammino Irpino Aqua Augusta. Da diversi anni siamo impegnati nella ricerca di tracce dello storico acquedotto romano, ubicato nel nostro territorio in provincia di Avellino. L’acquedotto fu costruito in Irpinia da Agrippa per l’Impero e l’Imperatore Augusto.

La nostra attenzione è concentrata tra le realtà di: Serino, Aiello del Sabato, Cesinali, Bellizzi frazione di Avellino, Atripalda e con lo sguardo andiamo verso Forino, Contrada fino a Montoro e oltre.

Da chi è formato?
Siamo un gruppo di amici: Antonio Carpentieri, Angelo Cutolo, Giuseppe Caporaso, Giuseppe D’Amore, Carmine Di Nardo e Ottaviano De Biase.

Tutti esperti del settore?
Diciamo che tranne Ottaviano che è cultore della storia locale, il resto fa altro nella vita,  ma ci piace scoprire e riscoprire il nostro territorio, in particolare cerchiamo di ridare luce a questa opera idraulica del passato dimenticata.

Cosa fate praticamente?
Proviamo a ripercorrere la strada che l’acqua attraversava da Serino a Bacoli. Cerchiamo di mapparne il percorso e ci troviamo spesso di fronte ai ruderi dell’acquedotto. Abbiamo ritrovato diversi punti, ancora visibili, tra Aiello del Sabato, Cesinali, Atripalda.

Il nostro obiettivo è farlo conoscere.

Ultime scoperte?
Da poco si è conclusa un nostra attività di ricerca, durata tre anni, e conclusasi con la scoperta di un tratto centrale della lunga galleria dell’Aqua Augusta.

Un reperto archeologico importantissimo per la storia dell’Irpinia.

Abbiamo reperito l’accesso ad un manufatto ipogeo che potrebbe verosimilmente essere pertinente al corso dell’Acquedotto Augusteo della Campania; l’analisi della struttura è stata effettuata dagli speleologi dell’associazione Cocceius, al fine di ottenere un parere motivato sulle caratteristiche del manufatto.

E ora cosa c’è ancora da fare?
Tantissimo, mappare il percorso dell’acqua e scendere verso Forino e la Valle dell’Irno. L’acquedotto era stato costruito usufruendo della pendenza del territorio, in modo che l’acqua ricevesse la giusta potenza per scendere. Le tracce dell’acquedotto sono presenti in gran parte della Valle dell’Irno e non solo.

Non a caso l’acqua di Serino forniva la rete idrica della città di Pompei e non lo dico io, ma una delle fontane presenti negli scavi archeologici. Visitare per vedere. Intanto da parte del nostro gruppo un sentito ringraziamento va all’avvocato Antonio Carpentieri, senza il quale queste ricerche difficilmente sarebbero andate avanti.

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