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Irpinia Pride 2022 a Mercogliano

L'Irpinia Pride è pronto. Quest'anno sarà Mercogliano a tingersi con i colori dell'arcobaleno grazie all'associazione Apple Pie LGBT.

L’Irpinia Pride è pronto. Quest’anno sarà Mercogliano a tingersi con i colori dell’arcobaleno grazie all’associazione Apple Pie LGBT. A parlarci di questo importante evento l’Irpinia Pride il presidente Antonio De Padova.

Allora Antonio cos’è il Gay Pride?
Ti correggo subito non si chiama più così da tempo.

Quindi sono fuori tempo?
Questo evento si chiama semplicemente pride, diciamo che i termini sono cambiati, come si dice coming out quando qualcuno esprime il proprio orientamento sessuale e non outing.

Tu quando hai fatto coming out?
All’età di 23 anni, i miei genitori mi hanno accolto con un abbraccio, la sorpresa più grande è stata mia nonna Eleonora, classe 1934, non si è proprio scomposta, anzi mi ha subito mostrato la sua vicinanza.

Quando si farà l’Irpinia Pride?
La nostra è l’ultima data in Campania, le prime sono state a Torre Annunziata, Aversa, Napoli a seguire Salerno e il 30 luglio noi a Mercogliano.

Perchè proprio lì?
La nostra è una manifestazione itinerante, il primo pride in provincia si è tenuto ad Avellino nel 2018, l’anno successivo ad Atripalda e ora a Mercogliano. Abbiamo incontrato il sindaco Vittorio D’Alessio durante la manifestazione sulla mancata approvazione sul Ddl Zan e ci ha subito mostrato interesse e partecipazione alle nostre tematiche.

L’amministrazione comunale ci ha messo a disposizione una sala per le attività associative, luogo che condividiamo con altre realtà del posto.

Tornando all’Irpinia Pride, ma che fate durante questa giornata?
La nostra è una manifestazione colorata che pone l’accento sulla negazione dei diritti delle persone omosessuali. La prima in Italia si tenuta nel 1994 e non si è più fermata. Durante il corteo abbiamo previsto 5 tappe nelle quali racconteremo le richieste della comunità LGTB.

Quest’anno vogliamo fare una rivoluzione di pace.

Il nostro manifesto vede due soldati, uno russo e uno ucraino che si abbracciano, vogliono ricordare due soldati della seconda guerra mondiale che nel loro carteggio raccontano la mancata opportunità di mostrare il proprio orientamento sessuale e di poterlo vivere.

Chi testimonia nel corteo?
Chi ha deciso di mostrarsi per come si sente, chi ha costruito una famiglia arcobaleno e chiede un diritto riconosciuto in tutta Europa e che in Italia manca ovvero l’impossibilità di adottare o di permettere a due persone delle stesso sesso di essere genitori. Diritti ripeto riconosciuti in altri paesi europei.

Cosa si intente per diritto negato?
L’opportunità di tenersi mano nella mano in strada senza il rischio di subire violenza verbali e fisiche e come dicevo prima l’opportunità di adottare.

E’ difficile fare coming out?
Non è semplice dichiararsi, c’è paura a dire chi si è non solo alla famiglia, ma anche alla propria cerchia di amici.

E in associazione?
Il nostro è un cammino comunitario. Siamo oltre 100 in associazione e ci capita di raccogliere storie di ragazzi cacciati di casa o allontanati per essersi dichiarati. I genitori faticano ad affrontare la situazione.

Dai un consiglio a chi non riesce ad accettare l’orientamento sessuale dei propri figli?
Rispondo dicendo che i figli devono essere accettati per quello che sono senza giudicarli per le loro scelte e successi in ambito scolastico o professionale o in base alla loro omosessualità.

L’importante è che siano felici.

 

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