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ONE DAY FOOTBALLER

La nostra intervista all'attore-autore Alberto Patelli che racconta il suo nuovo libro

Autore e attore, è nato a Roma nel 1953. Laureato in Scienze motorie e in Economia e Commercio, scrive per il teatro. Nel 2007, La conquista del benessere è risultato uno dei testi vincitori del premio indetto da TeatroTeatro.it e nel 2011 Io mi ci specchio ha vinto il premio nazionale “Passione Drammaturgia”. Nel 2015, con il corto teatrale Una famiglia in cammino, si è aggiudicato il premio del Cendic “Teatro in Provincia” e nel 2016 ha bissato il successo con Romeo e Giulietta in economia. Ha scritto anche soggetti per il cinema, racconti e romanzi brevi .Come attore ha lavorato con vari registi, interpretando molti ruoli in diverse fiction e film. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui  , sulla sua ultima fatica letteraria dal titolo “One Day Footballer” che racconta la storia di un calciatore inglese degli anni Venti e Trenta dello scorso secolo.

 

Come nasce l’idea del suo primo romanzo “One Day Footballer” ?

“In realtà “One Day Footballer” non è il mio primo romanzo pubblicato. Il primo,
intitolato “Pallade il controllore”, uscì nel 1991 per le edizioni “Il ventaglio”.
L’idea nasce da una immagine che mi tornava ricorrente: un bimbo che gioca da
solo con un vecchio pallone su di un prato immerso nella nebbia. Mi affascinava
l’idea dell’inizio di una storia che, con lo scorrere del tempo, coinvolgesse il talento
personale del protagonista e la volontà di risolvere e superare le varie difficoltà che,
inevitabilmente, ci si presentano nella vita. Ma volevo anche raccontare un amore
forte e una donna gagliarda, emancipata, piena di ideali e di come questa coppia
affronti con coraggio e positività un periodo bellico con ciò che ne scaturisce”.

 

Perchè questa storia ambientata negli anni venti del secolo scorso?”

Perché il passato mi affascina. E’ dalle storie del passato che dovremmo fare tesoro per “navigare” meglio il futuro che ci aspetta. Relativamente a One Day Footballer gli anni venti riportano ad un periodo in cui il calcio ha già preso piede ma è uno sport puro, dove l’aspetto economico è ancora molto marginale. Ed io non volevo come protagonista  un privilegiato dal soldo facile- come lo sono i  calciatori di oggi- ma un uomo che, nonostante il suo talento, dovesse affrontare con fatica i problemi di ogni giorno stando attento anche a quanto gli era rimasto in tasca.

 

Si parla di calcio nel libro, quindi deduciamo che ne è appassionato?

“Si ,ne sono appassionato anche perché l’ho praticato in gioventù a livello agonistico . Tuttora lo seguo costantemente e continuano ad appassionarmi  le storie che ci sono dietro ai calciatori. Storie spesso poco o per nulla conosciute ma che esercitano su di me un fascino notevole”.

 

Adesso invece a quale progetto lavorativo sta lavorando?

E’ venuto il momento di rimettere la testa anche al mio di passato e porre attenzione alla produzione di quasi cinquanta anni di attività artistica. Ritengo ci siano cose interessanti a cui non ho avuto tempo di dare seguito e che probabilmente è opportuno riproporre come ad esempio il già citato “Pallade il controllore” ma anche opere teatrali. 

 

Ci sarà un nuovo romanzo ?

Chissà … Dipende anche se avrò voglia di mettermi seduto a lungo. Le idee ci sono e mi stimola usare la narrativa (anche in chiave satirica-umoristica) per una critica  all’oggi.

 

Una cosa futura da realizzare ?

Come attore, un cortometraggio a settembre. E poi leggere, osservare, camminare , viaggiare, sognare per non far scendere l’adrenalina che ho ancora dentro. 

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