Musica

TU MI PERDICION

Scritto e arrangiato dalla stessa cantante, è un brano che rispecchia la sua evoluzione artistica

(Roma)-“Un amore che non cede più al dolore, ma neanche si dissolve.Rimane dentro e fortifica, rinnova, indica la strada…”. Arisa 
torna e canta un amore che si fortifica. Un brano, “Tu mi perdicion
“, per la prima volta tutto in spagnolo. Per lanciarlo l’artista, in splendida forma, sceglie delle foto sexy
: in una si mangia un cuore e nell’altra, nuda, si fa coprire da mani estranee.

 

 

Si inaugura così la nuova stagione musicale di Arisa in una veste completamente inedita e rinnovata. L’artista per la prima volta presenta infatti un brano cantato completamente in lingua spagnola: “Nasce da un piccolo motivetto canticchiato in spagnolo che in studio si è trasformata in una vera e propria canzone. Il brano è nato in spagnolo ed è rimasto in spagnolo, è stato una bella sfida completarlo senza cercare di assimilarlo a nient’altro. Senza stravolgerne l’essenza, il primo anelito”.

Scritto e arrangiato dalla stessa Arisa insieme a Giuseppe d’Albenzio, Ornella Felicetti, Giuseppe Barbera, Paco Martucci e prodotto da Jason Rooney “Tu mi perdición” è un brano che ben rispecchia l’evoluzione della cantante: “Tutto cambia, si trasforma, e anche l’amore adesso vibra a una frequenza diversa. Il tempo cura e ti mostra la vera natura delle cose se non ti fermi. Il mio cuore ha attraversato un periodo molto duro per la prima volta nella vita, ho versato molte lacrime e combattuto con la fissa di un’idea che mi ha rubato il sorriso per mesi. Un pensiero circolare, fatto di notti insonni, come se avessi una febbre strana che mi ha tolto la fame e la voglia di tutto. Adesso sto meglio”.

 

 

L’artista confessa che adesso ha finalmente capito l’amore vero: “Non l’avevo mai provato prima e mi sono scoperta in grado di dare tanto. Non m’importa dell’esito. Sono orgogliosa di me e lo rifarei altre mille volte. #tumiperdicion racconta la storia del mio amore. Strano è l’amore quando è autentico, indefinibile ma potentissimo, onnipresente anche nella perenne assenza. Manca, piango, vivo, passa”.

 

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