Premio Strega. Vince Emanuele Trevi con ‘Due Vite’
Prima vittoria di Neri Pozza, assente dalla cinquina finale la Mondadori

(Roma)- Il LXXV premio Strega per la letteratura italiana va, come da pronostici, a Emanuele Trevi con “Due vite”. Il libro porta per la prima volta alla vittoria l’editore Neri Pozza. Romanzo, autobiografia, ‘Due vite’ è un libro speciale che racconta l’amicizia che ha legato Trevi a due scrittori scomparsi prematuramente, Rocco Carbone e Pia Pera. “Lo dedico a mia madre che è mancata durante questo periodo infernale della storia umana che si sarebbe divertita a vedermi in televisione. E poi a un amico, Lorenzo Capellini che è in un momento di difficoltà e mi è stato vicino fino a qualche giorno fa, nel pieno di questa avventura” ha detto Trevi. Emanuele Trevi ha ottenuto 187 voti. Lo scrittore era arrivato vicino alla vittoria del Premio Strega nel 2012.
La proclamazione del vincitore della 75esima edizione è avvenuta questa notte nel giardino del Ninfeo del Museo Nazionale Etrusco di Valle Giulia a Roma, con la cerimonia trasmessa in diretta su Rai 3 e condotta da Geppi Cucciari. Rispettando le prescrizioni in materia di distanziamento fisico, la manifestazione non si è potuta svolgere alla presenza dell’ampio pubblico consueto: erano presenti 120 persone in base ai protocolli Covid.
Il romanzo ‘Due vite’ racconta Rocco Carbone e Pia Pera, scrittori e amici, entrambi morti giovani. “Mi interessava vedere questi due miei amici dentro un aspetto di realizzazione artistica e dentro un aspetto precedente di completa incertezza del futuro”, ha detto il 57enne scrittore e critico letterario romano Emanuele Trevi.
Assente la casa editrice Mondadori dopo l’inaspettata esclusione dalla cinquina di Teresa Ciabatti, ma presente come gruppo con Einaudi, editore di ‘Borgo Sud’ di Donatella Di Pietrantonio. Già vincitrice del Premio Campiello 2017, la Di Pietrantonio è arrivata seconda, 135 voti, con una storia che racconta la sorellanza e le conseguenze del disamore. Tre le donne nei cinque in corsa, con poco distante dalla Di Pietrantonio, Edith Bruck con “Il Pane perduto”, edito da La nave di Teseo, già vincitrice dello Strega Giovani. Il suo romanzo in cui ha ripercorso a 90 anni la sua vita, dalla deportazione nei campi di concentramento quando era ancora bambina, al presente ha avuto 123 voti.
Al quarto posto Giulia Caminito, con il suo ‘L’acqua del lago non è mai dolce’ (Bompiani), 78 voti e al quinto Andrea Bajani con ‘Il libro delle case’ (Feltrinelli), 66 voti. Al Ninfeo di Villa Giulia, in una serata che per il secondo anno ha visto un pubblico ridotto, a causa delle restrizioni per la pandemia, la finale, è stata condotta in diretta su Rai3 da Geppi Cucciari. A presiedere il seggio Sandro Veronesi, vincitore del Premio Strega 2020.



