Arte & Cultura

Raffaello sold out: ancora una settimana con gli orari extra, poi la mostra alle Scuderie chiude senza appello

Esauriti i biglietti per la grande mostra Raffaello 1520 - 1483 delle Scuderie del Quirinale

(Roma)- “I biglietti della mostra sono esauriti per qualsiasi giorno e qualsiasi orario”. Chi apre il sito delle Scuderie del Quirinale si trova davanti questo triste annuncio. Senza più un buco libero «neppure alle 4 del mattino» per l’ultima, intensa, settimana di programmazione, si avvia a una chiusura senza appello a Roma «Raffaello 1520-1483», la mostra allestita per i 500 anni dalla morte del genio urbinate. Il motivo è quello di preservare i delicatissimi disegni, «che devono tornare subito al buio», ma anche i quadri, devono ormai essere restituiti ai loro musei d’origine, dagli Uffizi al Prado, dalla National Gallery di Londra alla Pinacoteca di Monaco. «Non abbiamo scelta, fare di più sarebbe stato impossibile», spiega Mario De Simoni, presidente e ad di Ales, la spa del Mibact che gestisce le Scuderie del Quirinale.

L’organizzazione ha tentato il tutto per tutto per accontentare le richieste del pubblico. Dal momento della riapertura, quel simbolico 2 di giugno con il ministro Franceschini a fare da apripista, sono stati dilatati al massimo gli orari di visita, arrivando sino all’apertura h24 della prossima settimana con partenza venerdì 28 alle 8 del mattino, 132 ore filate con i gruppi di visitatori in coda ad ogni ora del giorno e della notte. «Mai un museo era arrivato a tanto», dice De Simoni, anche la struttura espositiva e le forze dello staff sono state tirate al massimo. Tutto per garantire al più alto numero di persone possibile di godere «in piena sicurezza» della mostra evento del 2020, assicurata per la cifra record di 4 miliardi di euro, ben oltre anche il valore dell’antologica su Leonardo messa in piedi a suo tempo dal Louvre.

Con buona pace di tutto il pubblico estero che ha dovuto rinunciare causa Covid (sono stati emessi 28 mila voucher) i visitatori di Raffaello saranno alla fine 160 mila. Meno della metà rispetto alle aspettative ante pandemia, visto che l’asticella era fissata intorno alle 450-500 mila presenze, poco al di sotto del Caravaggio, che ne raccolse 600 mila. Sempre tanti però, se si considera che l’esposizione, aperta il 5 di marzo quando già era altissima l’ansia per il coronavirus, è stata sbarrata solo tre giorni più tardi dal lockdown. La generosità di tutti i 52 enti prestatori, racconta oggi De Simoni, in prima linea gli Uffizi coautori del progetto, ha permesso di allungare l’esposizione dal 2 giugno fino al 30 di agosto. «Di fatto non una proroga ma una riedizione».

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