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Autostrade, piano da 3,4 miliardi

Il governo studia la nuova proposta .La famiglia Benetton pronta a scendere sotto il 50%

(Roma)- La proposta di accordo con il governo per ripartire, a quasi due anni dalla tragedia del Ponte Morandi di Genova, è sul tavolo dell’esecutivo dopo che un consiglio di amministrazione di Aspi nella mattinata di sabato ne ha approvato i punti principali.Secondo quanto si apprende, il cda ha approvato una nuova proposta finalizzata a una positiva definizione della procedura di contestazione. La proposta è stata inviata alle istituzioni governative competenti.

Dopo ore frenetiche di lavoro al quartier generale di Autostrade per l’Italia a Roma, l’ad Roberto Tomasi e il cda hanno messo a punto una proposta convincente da sottoporre al governo per evitare la revoca della concessione. Nella giornata di domenica la ministra Paola De Micheli esaminerà con i tecnici del Mit la proposta di Aspi e lunedì la porterà a Palazzo Chigi dal premier Giuseppe Conte che nei giorni scorsi aveva detto di attedersi “una proposta vantaggiosa” per lo Stato. Martedì il consiglio dei ministri dovrebbe sciogliere il nodo sul destino di una bella fetta della rete autostradale italiana.

La mano tesa di Aspi per chiudere un braccio di ferro iniziato con la tragedia del crollo Morandi passa, intanto, da un risarcimento di 3,4 miliardi per chiudere il procedimento. A questi, a quanto apprende l’Adnkronos da fonti di primo livello, si aggiungerebbero 13,2 miliardi di investimenti e 7 di manutenzioni. Nonché un taglio dei pedaggi che passa da una revisione del Piano Economico e Finanziario, acronimo Pef, in base alle modifiche del sistema tariffario introdotte dall’l’Autorità di regolazione dei Trasporti.

C’è poi la questione della governance. Il governo chiede ai Benetton di fare un passo indietro sul controllo della società (oggi Atlantia ha l’88% di Autostrade). Sembra che la holding sia disposta a scendere sotto il 50% (si parla del 30%) non più attraverso una cessione tout court, ma con un aumento di capitale pari a circa 3 miliardi di euro per fare entrare nell’azionariato delle “nuove” Autostrade, Cdp, F2i, Poste Vita e alcune casse previdenziali.

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