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CANALE SUEZ: RIMORCHIATORE IN AZIONE PER SPOSTARE NAVE BLOCCATA

I primi tentativi non sono andati a buon fine. Impossibile indicare una data per la ripresa del traffico mentre sono più di 300 le navi bloccate nel Canale. Arrivato il rimorchiatore italiano.

(Canale di Suez)- La nave portacontainer Ever Given è ancora incagliata, per il sesto giorno, in posizione diagonale, e ostruisce il passaggio nel Canale di Suez a più di 300 navi che, su entrambi gli sbocchi dello stretto artificiale egiziano, sono costrette ad aspettare il loro turno. I primi tentativi di disincagliarla non sono andati a buon fine. La luna piena e l’alta marea erano sembrate propizie, ma il livello dell’acqua si è poi rivelato insufficiente per una buona riuscita. Intanto, da oggi altri due rimorchiatori sono arrivati in Egitto per partecipare ai lavori. Si tratta dell’italiano Carlo Magno e dell’olandese Guard Alp. Spingeranno la nave, mentre le draghe continuano ad aspirare la sabbia e il fango incrostato da sotto l’imbarcazione.

Giunto nel Mar Rosso, il rimorchiatore italiano Carlo Magno è partito da Dubai il 15 marzo e si prevede che nel pomeriggio arriverà nell’area dov’è necessario l’intervento di disincaglio. Per ora sono in azione 14 rimorchiatori che cercheranno di sfruttare l’aiuto dell’alta marea. Nella giornata di sabato sono riusciti, in una manovra coordinata con le operazioni di rimozione dei sedimenti da parte di mezzi escavatori, a spostare il gigantesco vascello – 400 metri di lunghezza e oltre 200 mila tonnellate di stazza.  Il capitano di uno dei rimorchiatori ha assicurato che i tentativi di ieri sono riusciti a spostare la prua della nave di 17 metri in direzione Nord, dove stava procedendo prima di urtare con una sponda. L’armatore danese Maersk, il maggiore a operare nel Canale di Suez, ha stimato che serviranno dai tre ai sei giorni per smaltire l’enorme ingorgo formatosi dietro la Ever Given, battente bandiera panamense, gestita dalla compagnia taiwanese Ever Green e di proprietà della società giapponese Shoei Kisen Kaisha.

Lotta contro il tempo Quantomai incerta la tempistica dell’operazione. Il presidente dell’Autorità che gestisce il Canale (Sca), Osama Rabie, ha ammesso che non è ancora possibile indicare una data per la ripresa del traffico. Alla domanda su quando la Ever Given potrà tornare a navigare, Rabie ha risposto: “Oggi o domani, dipende dalla reattività della nave alle maree”.  Le cause dell’incidente Novità emergono invece su quando accaduto martedì scorso. Il vento e la tempesta di sabbia, che avrebbero ridotto la visibilità nel Canale, “non sono stati i motivi principali dell’incidente” e non si può escludere che “un errore tecnico e umano possa aver contribuito all’incaglio”, ha affermato Rabie. Ulteriori rivelazioni, ha promesso ai media, arriveranno a seguito delle indagini in corso.

Il capo delle autorità ha poi spiegato anche che, sfortunatamente, il blocco si è verificato nell’ingresso meridionale del canale più vecchio. “Se l’incidente fosse avvenuto nel nuovo canale (quello nato dai lavori di ampliamento del 2015, ndr) sarebbe stato risolto più facilmente”. La Ever Given, con i suoi 400 metri di lunghezza (pari a quattro campi da calcio) e 59 di larghezza, aveva già attraversato più volte il passaggio senza riscontrare alcun problema. Le operazioni in corso Le operazioni di salvataggio procedono serrate. Grazie al lavoro di escavatori e draghe, capaci di rimuovere migliaia di metri cubi di sabbia, il timone e l’elica della Ever Given hanno ripreso a funzionare e la poppa si è leggermente mossa. Adesso il gigante marittimo va spostato grazie all’azione di 14 potenti rimorchiatori.

L’ordine di alleggerire il carico La speranza è ancora quella “di non dover essere costretti all’alleggerimento del carico”, manovra che allungherebbe i tempi ma che diventerebbe inevitabile se gli attuali sforzi non dovessero dare i frutti sperati.  Si tratterebbe di un’impresa titanica: a bordo ci sono 18.300 container. Peter Berdowski, l’amministratore delegato del gruppo che controlla la società Smit Salvage impegnata nelle operazioni, ha limitato l’obiettivo di alleggerimento a soli 600 container, mole che però già da sola richiederebbe “almeno giorni” per essere scaricata..

Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha comunque ordinato all’Autorità che gestisce il Canale di Suez di prepararsi a scaricare i container trasportati dalla Ever Given se dovessero fallire anche gli ultimi tentativi per disincagliare il cargo.  Le preoccupazioni dell’Egitto, espresse ancora da Rabie, sono relative alla possibile perdita di clienti, alcuni già diretti verso il Capo di Buona Speranza. Una perdita stimata in 12-14 milioni di dollari al giorno per il Paese africano. “Non vogliamo che accada per cui, non appena avremo liberato il Canale, lavoreremo 24 ore su 24 per aiutare le navi rimaste bloccate”. Rabie ha ringraziato Stati Uniti, Cina, Emirati Arabi Uniti e tutti i Paesi che hanno offerto il loro aiuto nelle operazioni di salvataggio.

 

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