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Chi è Fabrizio Curcio, il nuovo capo della Protezione Civile

È un funzionario con grande esperienza nella gestione di situazioni di emergenza ed era già stato capo della Protezione Civile tra il 2015 e il 2017

(Roma)-Ingegnere, classe 1966, aveva già ricoperto il ruolo dal 2015 al 2017, periodo durante il quale aveva gestito le operazioni di soccorso durante il terremoto nel Centro Italia. In precedenza era stato commissario per la ricostruzione del teatro La Fenice di Venezia e nel 1997 responsabile della sezione operativa dei vigili del fuoco del Veneto per il terremoto in Umbria e nelle Marche.

È Fabrizio Curcio il nuovo capo della Protezione civile nominato dal presidente del Consiglio Mario Draghi, in sostituzione di Angelo Borrelli il cui mandato era in scadenza nel mese di marzo. “Ad Angelo Borrelli – si legge in una  nota di palazzo Chigi  – i ringraziamenti per l’impegno profuso e il lavoro svolto in questi anni”. Curcio è già stato capo della Protezione civile dal 2015 al 2017, quando ha sostituito Franco Gabrielli in occasione della sua nomina a prefetto di Roma.

Dai vigili del fuoco alla Protezione civile

Classe 1966, Curcio, dopo la laurea in Ingegneria conseguita alla Sapienza di Roma, ha ottenuto due master sulla Protezione Civile Europea e sulla Sicurezza e Protezione. Nel 1996 viene nominato Commissario delegato per la ricostruzione del teatro La Fenice di Venezia, mentre l’anno successivo diventa responsabile della sezione operativa nella Colonna dei vigili del fuoco del Veneto per il terremoto in Umbria e nelle Marche. Nel 2007 entra nella Protezione civile diventando responsabile della segreteria degli uffici del Capo dipartimento, ma poco dopo viene spostato a capo della sezione di gestione delle emergenze nella Presidenza del Consiglio dei ministri: uno dei suoi incarichi più importanti durante questo periodo è l’operazione di spostamento del relitto della Costa Concordia.

La nomina a capo della Protezione civile e le dimissioni

Nel 2015 Curcio viene nominato capo della Protezione civile in sostituzione di Franco Gabrielli, che viene nominato prefetto di Roma. In questo ruolo ha gestito le operazioni di soccorso e assistenza in occasione dei terremoti nel Centro Italia dell’agosto del 2016. L’8 agosto 2017 ha dato le dimissioni per motivi personali e al suo posto l’allora presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha nominato Angelo Borrelli, già suo vice.

Curcio è considerato un dirigente molto esperto di strutture legate alla gestione di emergenze.  E’ laureato in ingegneria  e per molti anni aveva lavorato come funzionario per i Vigili del Fuoco, coordinando tra le altre cose le operazioni durante il Giubileo del 2000 a Roma. Nel 2007 era entrato nella Protezione Civile come responsabile della segreteria, chiamato dall’allora capo dipartimento Guido Bertolaso, e l’anno successivo era diventato capo dell’ufficio Gestione emergenze, uno dei più importanti del dipartimento, mantenendo l’incarico anche dopo che Bertolaso era stato sostituito da Franco Gabrielli.

Nei suoi anni alla Protezione Civile, Curcio ha avuto a che fare con alcuni dei più gravi disastri naturali avvenuti in Italia negli ultimi anni – a partire dal terremoto dell’Aquila del 2009 – e con situazioni di grande complessità, come il naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio nel gennaio 2012. Nel 2015, quando Gabrielli era stato nominato prefetto di Roma, Curcio aveva preso il suo posto come capo della Protezione Civile e aveva mantenuto l’incarico fino al 2017. Nella sua lettera di dimissioni, Curcio aveva spiegato che per motivi personali non era più in grado di svolgere il lavoro di capo della Protezione Civile, «necessariamente assorbente e totalizzante per chi lo ricopre, dati tutti i rischi presenti sul territorio italiano e il complesso ma strepitoso Sistema di componenti e strutture operative che ruota intorno al Dipartimento stesso».

Curcio, dopo le dimissioni dalla Protezione Civile, aveva continuato a occuparsi di situazioni di emergenza, prima come responsabile di un progetto di ricerca per risolvere il problema dei roghi di rifiuti e poi come capo del dipartimento Casa Italia,  istituto dopo il terremoto del 2016in Centro Italia per lavorare a un progetto di messa in sicurezza del paese contro altri disastri naturali.

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