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Coronavirus, Dpcm: le Regioni chiedono al governo di rivedere i parametri sulle fasce a rischio

Considerare solo 5 indicatori (contro gli attuali 21), propone la Conferenza delle Regioni riunitasi oggi

(Roma)- La Conferenza delle Regioni riunita oggi propone al Governo l’uso di cinque indicatori specifici (attualmente se ne usano 21, ndr) per definire il rischio contagio nelle regioni italiane. Per le Regioni gli attuali parametri sono “inadeguati” e quindi “da rivedere”. I cinque indicatori sono: la percentuale di tamponi positivi escludendo tutte le attività di screening e re-testing degli stessi soggetti, un Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata Iss, il tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva per pazienti Covid e quello dei posti letto totali per pazienti-Covid oltre alla possibilità di garantire adeguate risorse per contact-tracing, isolamento e quarantena  e il numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracing.

Toti: “Servono criteri più semplici e trasparenti” “Criteri più trasparenti, semplici e aggiornati alla realtà delle singole Regioni. Un serio confronto politico tra Governo e Regioni sulle misure da prendere in ogni territorio, che tengano conto anche della situazione economica e sociale. Queste sono le richieste che i governatori hanno inoltrato questa mattina al Governo prima delle valutazioni che porteranno in settimana alla definizione di nuovi passaggi di zona delle Regioni”. Così il governatore della Liguria, Giovanni Toti su Facebook. “Il 3 dicembre- prosegue Toti- scade anche il Decreto del Presidente del Consiglio che regola attualmente il contrasto al Covid. Prima di rinnovare il provvedimento occorre stabilire un meccanismo di condivisione delle decisioni poi efficiente e comprensibile per i cittadini. Oggi le istituzioni devono lavorare insieme, evitando le troppe polemiche e i giudizi sommari di questi giorni”.

“Incontro urgente con il governo” “Abbiamo già elaborato alcune proposte e siamo pronti – ha poi aggiunto Toti – ad un confronto con il Governo – con la partecipazione del Comitato tecnico scientifico, l’Istituto Superiore di Sanità e la Cabina di regia per il monitoraggio del rischio sanitario –  per verificare e approfondire congiuntamente l’adeguatezza dell’attuale sistema di verifica degli indicatori di contagio, e per la qualificazione dei parametri utilizzati e la verifica dell’iter di assunzione delle decisioni finali in merito alla classificazione dei territori.Bisogna dunque semplificare i parametri di valutazione e, in questa fase dell’epidemia che interessa tutte le Regioni, è quanto mai opportuno che Governo e Regioni compiano un ulteriore sforzo collaborativo, anche per comunicare correttamente ai cittadini – ha concluso Toti – le misure restrittive che debbono essere assunte con grande e comune senso di responsabilità”.

Zaia: “Le Regioni chiedono un confronto preventivo con il governo” Dall’incontro di stamane della Conferenza delle Regioni emerge “in maniera unanime la richiesta che ci sia un confronto preventivo con il Governo sul tema dei parametri e delle modalità “. Lo fa sapere il Presidente del Veneto Luca Zaia. “Si chiede di rafforzare il tema del confronto preventivo – aggiunge – e si ribadisce la necessità di stabilire una sorta di ‘tagliando’ per i parametri”.

Fontana: “Per governatori parametri poco congrui” “Oggi la Conferenza delle Regioni ha chiesto un incontro con i Ministri competenti per rivalutare i parametri utilizzati fino a oggi. Parametri che l’integrità dei Presidenti ha ritenuto poco congrui”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana in conferenza stampa, riferendosi agli indicatori utilizzati dal Governo perla definizione delle fasce a rischio Covid.

 

 

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