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Coronavirus Italia, le mosse e le scelte delle Regioni per la fase 2

Il dpcm del 26 aprile ha previsto nuove misure per l’emergenza covid-19. Numerose le prese di posizione dei singoli presidenti di Regione, che hanno annunciato ordinanze con concessioni diverse dal provvedimento governativo. Ecco le differenze

(Roma)- Il 26 aprile il premier Giuseppe Conte ha illustrato il nuovo dpcm che lancia la “Fase 2” in Italia dell’emergenza coronavirus, a partire dal 4 maggio. Ma nei giorni successivi sono state numerose le prese di posizione dei singoli presidenti di Regione, molti dei quali hanno già annunciato ordinanze che prevedono misure diverse dal provvedimento governativo. Ecco quali sono le differenze nelle mosse da Regione a Regione.

La governatrice della Calabria Jole Santelli ha anticipato l’apertura di alcune attività commerciali sul territorio regionale. E da giovedì 30 aprile in tutta la Regione è quindi “consentita la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio e tavoli all’aperto”.La decisione di Santelli ha innescato uno scontro con il governo. L’esecutivo ha fatto partire la diffida ed è pronto a impugnare il provvedimento, come ha annunciato il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia: “Se non dovesse essere ritirata, l’ordinanza sarà impugnata”. Ma lei ha replicato che non farà marcia indietro.

Molti Comuni calabresi si sono schierati contro l’ordinanza della governatrice Santelli. Ad esempio il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, ha firmato un’ordinanza che va in senso contrario e che conferma, fino a domenica 3 maggio compresa, tutte le disposizioni in merito al contenimento del contagio da Covid-19. L’iniziativa autonoma in Calabria è una delle tante. Il ministro Boccia ha sottolineato che il 95% delle ordinanze regionali è compatibile con il Dpcm mentre il restante 5% necessità di modifiche attese a giorni. Ecco alcune delle scelte attuate dai singoli presidenti di Regione.

In Campania, il governatore del Pd, Vincenzo De Luca, ha concesso da lunedì qualche apertura sulle passeggiate e ha disposto l’ingresso negli uffici pubblici diviso per ordine alfabetico, in modo da scaglionare il flusso di persone.

In Sicilia il presidente di centrodestra Nello Musumeci ha avviato una “graduale riapertura” con un’ordinanza firmata giovedì 30 aprile e in vigore dal 4 al 17 maggio. Rispettate in parte le linee guida fissate da Roma, seppure con qualche “forzatura”. A cominciare dal permesso alle famiglie di potersi trasferire nelle seconde case, a patto che non facciano la spola con la principale abitazione, ma vi rimangano per la stagione.

Arno Kompatscher, Svp, presidente della Provincia di Bolzano e del Trentino Alto Adige, ha consentito le visite ai parenti e le passeggiate nei parchi. La giunta provinciale ha approvato un disegno di legge che sblocca dall’8 maggio le attività produttive, dall’11 via libera a parrucchieri, estetisti, ristoranti e bar. Il 25 maggio ripartiranno hotel e funivie.

La Lombardia, governata da Attilio Fontana, si è uniformata alle misure indicate dal dpcm ma rimane in più l’obbligo delle mascherine all’aperto.

La Toscana invece, ha seguito una strada opposta e il presidente Enrico Rossi ha scritto a Conte perché vieti il rientro nelle seconde case. Aperture invece, sulle passeggiate: via libera e il governatore ha promesso finanziamenti “per piste ciclabili e per chiudere strade e piazze alle auto”.

Il presidente del Veneto Luca Zaia, della Lega, è uno dei governatori che ha spinto di più per anticipare le riaperture. Nelle ultime ordinanze ha dato il via libera a spostamenti verso le seconde case in Regione (e anche verso le barche) per motivi di manutenzione. Ok anche al take away, anche con la formula del ritiro in auto.

In Liguria, il presidente Giovanni Toti ha concesso il via libera al cibo da asporto: si potrà entrare nei locali un cliente alla volta. Ok anche a spostamenti verso le seconde case, come in Veneto, per motivi di manutenzione.
Il governatore dell’Abruzzo Marco Marsilio si è mosso nella direzione di concedere spostamenti verso le seconde case (per manutenzione). Ok anche a jogging, si potrà andare a cavallo, occuparsi della toelettatura dei cani e fare pesca amatoriale.

Da lunedì 4 maggio nelle Marche sarà possibile passeggiare da soli in spiaggia, ha stabilito il governatore Luca Ceriscioli.

Al Sud, il timore di nuovi contagi in ingresso, ha convinto molti governatori alla prudenza. In Basilicata, il presidente Vito Bardi ha imposto quarantena e tampone obbligatorio per chi entra in regione

In Sardegna, invece, il governatore Christian Solinas sta pensando ad un passaporto sanitario per i turisti, in vista dell’estate.

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