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Coronavirus, vietati gli spostamenti dal comune in cui si è | Respinti in stazione a Milano viaggiatori diretti al Sud

Il divieto, volto ad evitare nuovi "esodi" verso le regioni meridionali, decade in caso di "comprovate esigenze lavorative, assoluta urgenza o motivi di salute". Calabria e Basilicata "blindate" fino al 3 aprile

(Roma)- “E’ vietato a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute”. Lo stabilisce l’ordinanza adottata dai ministeri della Salute e dell’Interno per contenere l’epidemia di coronavirus. Sarà valida fino all’entrata in vigore del nuovo decreto del presidente del Consiglio.

La ratio della nuova ordinanza siglata dai ministri Luciana Lamorgese e Roberto Speranza è quella di evitare le fughe di persone verso Sud dopo l’ulteriore stop alle attività produttive annunciato dal premier Giuseppe Conte. La misura sarà contenuta nel nuovo decreto che andrà lunedì in Gazzetta Ufficiale. Nel frattempo, è in vigore questa ordinanza.

Viaggiatori diretti al Sud respinti in stazione a Milano .Qualcuno ha anche pianto alla stazione Centrale di Milano quando si è visto respingere alla partenza dei treni diretti a Salerno e Napoli perché non ha passato i controlli diventati più stringenti dopo le recenti direttive che limitano gli spostamenti. I passeggeri, non molti alle partenze, sono stati sottoposti a rigorose e approfondite verifiche dell’autocertificazione e dei documenti e anche a quelli della temperatura corporea. Una decina, complessivamente, quelli che non avevano i requisiti.

Calabria e Basilicata “blindate” fino al 3 aprileIntanto la Calabria e la Basilicata hanno deciso di “blindarsi”, I rispettivi governatori, infatti, hanno firmato due diverse ordinanze, valide fino al 3 aprile, per imporre il “divieto di spostamento delle persone in entrata e in uscita dalla regione”, ad eccezione dei “servizi pubblici essenziali” e per “gravi motivi di salute”. Chi violerà le norme, dovrà sottoporsi all'” obbligo di permanenza domiciliare con isolamento fiduciario insieme a tutti i conviventi”.

 

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