Covid, governo a Regioni: stop a sport di contatto amatoriali e gite scolastiche – Stop al consumo all’aperto dopo le 21 davanti ai locali chiusi
No del governo alla proposta delle Regioni su lezioni a distanza alle superiori in vista del nuovo dpcm. La precisazione del ministero: "Dieci giorni di quarantena per gli asintomatici"

(Roma)- Sospendere gli sport di contatto, come il calcetto o il basket, a livello amatoriale (ma palestre aperte), e consentirli a livello dilettantistico per le società con protocolli anti-Covid. E’ l’ipotesi che il governo avrebbe presentato alle Regioni e ai Comuni, in vista del nuovo dpcm con le regole anti-contagio. Stop anche a gite scolastiche, attività didattiche fuori sede e gemellaggi. Divieto di sosta davanti ai locali dopo le 21.

Governo: stop al consumo all’aperto dopo le 21 davanti ai localiTra le proposte per limitare la movida, divieto di sosta davanti ai locali dalle 21, in modo da evitare assembramenti, e chiusura di pub, locali e ristoranti con servizio al tavolo a mezzanotte. “I locali, ristoranti, pasticcerie e bar chiuderanno alle 24 e dalle 21 si potrà solo consumare ai tavoli. Non in piedi davanti al locale”, ha precisato il governo. Alle cerimonie non più di 30 persone Per quanto riguarda le cerimonie (matrimoni, comunioni, cresime e funerali) restano in vigore le regole dei protocolli già approvati ma viene messo un limite massimo di 30 persone per gli eventuali ricevimenti successivi.

Governo valuta raccomandazione: non più di 6 alle feste in casaNel corso della riunione, il premier Conte avrebbe anche illustrato la proposta di stop alle feste private, con una “forte raccomandazione” a limitare anche quelle in casa, se partecipano più di sei persone. Il presidente del Consiglio avrebbe spiegato che sul punto una riflessione è ancora in atto. Alcuni tra i ministri continuano infatti a spingere perché venga introdotto un divieto vero e proprio, anche in casa.
Mille persone negli stadi, capienza palazzetti sale al 15% Fino a mille persone negli stadi all’aperto e capienza dei palazzetti che sale fino al 15% anche se non si potrà andare oltre i mille spettatori. Rispetto ai precedenti provvedimenti, dunque, non cambia nulla per quanto riguarda gli stadi mentre salta il limite massimo di 200 persone per quelli al chiuso.

Il ministero della Salute: 10 giorni di quarantena per gli asintomatici”Le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di Sars-Cov-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test)”. E’ quanto si legge nella nuova circolale del ministero della Salute che aggiorna le indicazioni riguardo la durata e il termine dell’isolamento e della quarantena. “Le persone sintomatiche risultate positive possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test).

Quarantena: 14 giorni per contatti stretti contagiato “I contatti stretti di casi con infezione da Sars-Cov-2 confermati e identificati dalle autorità sanitarie – si legge ancora nella circolare del ministero -, devono osservare un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso; oppure un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno”. Viene inoltre raccomandato di: eseguire il test molecolare a fine quarantena a tutte le persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze.

Asintomatici positivi a lungo, fuori dopo 21 giorni “Le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per Sars-Cov-2, in caso di assenza di sintomatologia da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità sanitarie d’intesa con esperti clinici e microbiologi/virologi, tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato)”.



