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Covid, Merkel: “Non fate viaggi in Paesi Ue a rischio ma andate in Italia, lì c’è cautela”

La cancelliera pensa a feste ed eventi pubblici limitati a 50 persone per limitare il contagio: "Non vogliamo un altro lockdown"

(Berlino)- Angela Merkel ha sconsigliato di affrontare viaggi all’estero in zone a rischio per il coronavirus, ma ha indicato l’Italia come una meta possibile perché “non a rischio”. La cancelliera tedesca ha segnalato fra l’altro la “grandissima cautela” con cui il nostro Paese affronta l’emergenza: “In Europa ci sono molte zone a rischio, sarebbe poco indicato andarci per le vacanze. Si può viaggiare in Germania e in zone europee non a rischio”.

Covid, contagi in aumento in Germania: le contromisure – La Germania imporrà un limite massimo ai partecipanti alle feste negli spazi pubblici e privati come misura per contenere i contagi da Covid-19. La cancelliera Angela Merkel lo ha reso noto alla fine di un incontro con i capi dei governi dei 16 stati federati tedeschi, o laender. Merkel ha segnalato che, assieme al ritorno dei turisti dalle vacanze, “le feste private rappresentano una causa importante” dell’aumento dei contagi. Pertanto, su quello, “è necessario reagire”. Probabilmente, nei prossimi giorni verrà varata una norma per far sì che feste ed eventi pubblici siano limitati a 50 persone.

Merkel: “Mai più lockdown” – Norfme per limitare i contagi sì, ma evitare in ogni modo altri lockdown. E’ questo ml’obiettivo di Angela Merkel per le settimane e i mesi a venire. “Vogliamo lavorare in modo mirato nelle regioni e su scala locale. Non vogliamo più un lockdown generalizzato” ha dichiarato la Cancelliera.

Merkel: “Garantire la scuola il più a lungo possibile” – Nella Germania alle prese con la pandemia uno dei principali obietti è ovviamente garantire che l’anno scolastico proceda senza interruzioni. “I bambini devono poter andare il più a lungo possibile a scuola e all’asilo” ha dichiarato Angela Merkel. Un problema, quello della scula, comune a tutti i Peasi. Nonostante la “grande cautela”, anche in Italia, oggi più che mai.

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