Attualità

E’ morto Antonello Falqui, il padre del varietà

Suoi Studio Uno e Canzonissima, lanciò Mina e le gemelle Kessler

Se ne è andato con leggerezza e ironia, come aveva vissuto e aveva insegnato a vivere a intere generazioni di italiani. La notizia della scomparsa del padre del varietà all’italiana e artefice del successo di tanti grandi personaggi dello spettacolo, ha fatto subito il giro del web nel modo più singolare: “Sono partito per un lungo lungo lungo viaggio” – è il testo di un post apparso sui suoi profili facebook e twitter – potete venire a salutarmi lunedì 18 novembre alle 11 alla chiesa di Sant’Eugenio a viale Belle Arti a Roma”.

Nato a Roma il 6 novembre 1925, figlio del critico e scrittore Enrico Falqui, si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza, che lascia prima della laurea affascinato dal mondo del cinema. Dal 1947 al 1949 frequenta il corso di regia del Centro Sperimentale di Cinematografia. Nel 1950 è aiuto regista nell’unico film dello scrittore Curzio Malaparte, «Cristo proibito», girato nel 1950, prima di molte altre esperienze in quel ruolo. Nel 1952 approda alla Rai, lavorando inizialmente nella sede di Milano. Vive in prima persona e contribuisce a plasmare le prime trasmissioni televisive in fase sperimentale: le prime trasmissioni saranno inaugurate il 3 gennaio 1954.

Per la tv dirige prima dei documentari, ma il grande pubblico impara a conoscerlo con i varietà. Prima «Il musichiere», in onda dal 1957 al 1960. Mario Riva, che ne è l’animatore e il presentatore, diventa un personaggio nazionale, mentre tutta l’Italia si appassiona a quel gioco musicale. «“Il Musichiere” — racconterà Falqui — è stato un po’ la riprova delle capacità che ha la televisione di rendere collettivi certi fenomeni. In questo senso era interessante scoprire la dimensione “discreta e domestica” del piccolo schermo, che, senza violare l’intimità della famiglia, introduce nella società nuovi modelli di partecipazione alla comunità. E poi l’italiano rimaneva appagato nel suo “bisogno musicale” che, ironicamente, era espresso nelle forme avvincenti della gara».

 Se ne è andato con leggerezza e ironia, come aveva vissuto e aveva insegnato a vivere a intere generazioni di italiani. La notizia della scomparsa del padre del varietà all’italiana e artefice del successo di tanti grandi personaggi dello spettacolo, ha fatto subito il giro del web nel modo più singolare: “Sono partito per un lungo lungo lungo viaggio” – è il testo di un post apparso sui suoi profili facebook e twitter – potete venire a salutarmi lunedì 18 novembre alle 11 alla chiesa di Sant’Eugenio a viale Belle Arti a Roma”.

Immediatamente dopo centinaia di messaggi di cordoglio hanno invaso la rete, personaggi dello spettacolo ma anche tanta gente comune. Ovunque hanno cominciato a rimbalzare gli spezzoni dei suoi varietà, Studio Uno e Canzonissima i più famosi, e i volti dei loro protagonisti: da Mina a Walter Chiari, da Paolo Panelli a Bice Valori, da Franca Valeri alle gemelle Kessler. Pochi giorni fa aveva compiuto 94 anni.

Il Messaggio sulla pagina Fb del Maestro Falqui

Sono partito per un Lungo Lungo Lungo Viaggio……potete venire a salutarmi LUNEDI 18 NOVEMBRE alle ore 11 alla CHIESA S.EUGENIO a V.le Belle Arti Roma.
Mi raccomando, niente fiori….al loro posto,se volete, potete aiutare l’associazione QuintoMondo Animalisti Volontari Onlus.
P.S. Perdonate Jimmy, Matteo e Luca se non vi hanno avvisato prima………..

 

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