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È morto Papa Francesco

Il Card. Farrell: "Alle ore 7:35 il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre". La salma in basilica il 23 aprile.

(Città del vaticano)- È  morto papa Francesco . Lo ha reso noto Sua Eminenza, il Card. Farrell: “Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco. Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre“. Le cause del decesso sono un ictus e un collasso cardiocircolatorio irreversibile. Il Vaticano ha reso noto che i funerali  saranno celebrati tra venerdì e domenica. A decidere il giorno esatto saranno i cardinali durante la prima Congregazione. La salma sarà traslata in Basilica il 23 aprile, ha detto il direttore della Sala stampa vaticana Matteo Bruni, comunicando anche che il Giubileo “resta aperto”.  Il conlave dovrebbe tenersi tra il 5 e il 10 maggio. Diffuso il testamento pronto dal 2022: “Voglio essere sepolto a Santa Maria Maggiore”.

Nei giorni immediatamente successivi seguirono altri segni destinati a restare nel tempo, e con i quali anche il prossimo pontefice sarà chiamato a confrontarsi.L’abbigliamento, per esempio, che fu privato dei segnali più evidente della “dignità papale” ai quali era stato da secoli uniformato (tolte le costose scarpe di cuoio rosso, via la preziosa croce d’oro al petto) e poi subito dopo la scelta di non abitare nel palazzo apostolico, ma a casa Santa Marta, l’albergo interno al Vaticano che ospita vescovi, cardinali o personalità di passaggio.In tutti i suoi atteggiamenti Francesco contribuì a far trasparire l’immagine di un pastore e di una Chiesa che non voleva isolarsi, ma intendeva esercitare il proprio ministero in mezzo alle persone.

“Voglio preti che odorino delle pecore”, disse Francesco in una delle sue primissime omelie, usando un’immagine bellissima, destinata restare nella mente di tante persone. Un prete e un vescovo come era stato lui, che pure da cardinale di Buenos Aires saliva nell’autobus pubblico e andava a visitare le villas miseria (le favelas della capitale) per incontrare poveri e ammalati.

I gesti non mancarono anche nei mesi successivi, e come non rammentare il viaggio a Lampedusa, compiuto nel luglio del 2013, e quella croce che fece costruire in Vaticano con il legno di una delle barche schiantate nelle spiagge italiane. Come pure la decisione di andare in giro con una semplice Ford Focus, quella di scendere in basilica a confessare come un semplice prete, quella di visitare le carceri o i paesi più poveri del mondo. O quella di ricevere in udienze riservate e protette le vittime della pedofilia del clero, un tema che lo ha visto in prima linea, in perfetta continuità con la svolta del “rigore” che aveva avviato Benedetto XVI (ma non Wojtyla).

 

 

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